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La famiglia dei valori

di Mauro Del Bue | 15 Novembre 2012

L’inflessibile Di Pietro ha gestito un partito come cosa sua. Con moglie Isabella, figlio Cristiano, cognato Gabriele Cimadoro.

Riunioni di ore, scontri infuocati, accuse al fulmicotone a Di Pietro. Non c’è bisogno di commentare né di calcare la mano. Basta riprendere le parole dei dipietristi, le velenose dichiarazioni di Donadi e di De Magistris, ricordarsi di quel che disse e scrisse, e che oggi conferma soddisfatto, Elio Veltri. E fare punto e a capo. L’inflessibile Di Pietro ha gestito un partito come cosa sua. Con moglie Isabella, figlio Cristiano, cognato Gabriele Cimadoro, che ha traslocato da più partiti di quanti non siano gli immobili dell’ex piemme e oggi è indagato per abuso d’ufficio, in prima fila. Coi conti che non tornano, coi patrimoni suoi che aumentavano a dismisura, con la più totale confusione tra questioni di partito e di famiglia. Ma c’è un altro elemento alla base della rissa del partito dipietrista. E cioè la possibilità dei suoi parlamentari di essere confermati alle prossime elezioni politiche. Lo scontro col Colle ha reso impossibile un’alleanza col Pd, ma non ha aperto le porte a un’alleanza con Grillo. Così Di Pietro si trova in un cul de sac. E presentare il suo partito in perfetta solitudine significa, anche con l’attuale legge elettorale che prevede uno sbarramento al 4 per cento e soprattutto  in previsione di una nuova legge che alzerebbe l’asticella al 5, la quasi certa esclusione dal Parlamento dei suoi rappresentanti. Non a caso De Magistris pensa alla lista arancione dove imbarcare i dissidenti come Leoluca Orlando. Succederà così che Di Pietro sarà abbandonato da una folta schiera dei suoi. E non tanto per la questione morale, quanto piuttosto per la questione elettorale. Anche questo, però, è sintomo che una questione morale esisteva nel partito di De Gregorio, Razzi e Scilipoti. L’Italia dei valori è alla ricerca di seggi. Penso che il Pd non possa tuttavia mutare il carattere costitutivo del patto “per l’Italia bene comune”, la sua triadicità che, come pensava Hegel, è un valore ineliminabile della dialettica. Tre è oggi più che mai numero perfetto. Tre, ma non come moglie, figlio e cognato. La famiglia dei valori…

Pubblicato in : Primo piano

Info Mauro Del Bue

Mauro Del Bue è un politico, giornalista e storico italiano. Già deputato per lo storico PSI e per il Nuovo PSI, attualmente è membro della Segreteria Nazionale del ricostituito PSI, direttore del quotidiano socialista Avanti!

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