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La fame sta aumentando a Washington

di Oscar Bartoli | 19 Novembre 2012

Nella Capitale degli Stati Uniti ci sono migliaia di bambini che la sera siedono mettendosi le mani in bocca per tappare i morsi della fame che li tormenta.

Questo il titolo di un’intervista fatta a Lynn Brantley che per 32 anni ha lavorato nella Capitale dando da mangiare a a giovani e vecchi che non avevano e non hanno mezzi di sostentamento. L’intervista e’ apparsa sul Washington Post. Quella di Lynn Brantley e’ una tipica storia americana. Nel 1980 ha creato la Capital Area Food Bank  dopo che il governo federale aveva tagliato i food stamps, corrispondenti alle carte annonarie della seconda guerra mondiale in Italia.
Quando creo’ questa iniziativa umanitaria aveva con se’ due volontari che spalavano il cibo che i camion portavano con i resti delle grandi cucine degli alberghi o la verdura ritirata dagli scaffali dei supermercati.
Oggi la Capital Area Food Bank e’ ospitata in una struttura di 123mila piedi quadrati vicino alla Catholic University e conta 123 dipendenti.
Quello che colpisce nell’intervista fatta dal Post e’ la dichiarazione di questa donna di settanta anni che ha deciso di lasciare per trasferirsi in una comunita’ quacchera nella cittadina di Lewis, Delaware.

Alla vigilia del Thanksgiving Day che sara’ per tutti gli americani un’occasione di grandi mangiate innaffiate da giganti bevute, quando il giorno dopo i piu’ coraggiosi saliranno sulle pesapersone constatando di avere messo su un paio di chili, bene: allora nessuno pensera’ minimamente che nella Capitale degli Stati Uniti ci sono migliaia di bambini che la sera siedono mettendosi le mani in bocca per tappare i morsi della fame che li tormenta perche’ i genitori, la mamma single o la nonna non hanno soldi per preparare la cena.
“Oggi, dice Lynn Brantley, la situazione e’ almeno dieci volte peggiore di quando ho cominciato piu’ di trenta anni fa. La crisi economica ha aggravato e aumentato il numero di coloro che non sanno come sopravvivere. Si tratta in gran parte di persone della middle class che hanno perduto il lavoro, vivono di carita’, non hanno un presente ne’ un futuro.

Capital Area Food Bank vive grazie ai camion di cibo che le organizzazioni di diversa fede religiosa, le chiese, le associazioni di volontariato, le catene di supermercati inviano alla centrale che poi distribuisce capillarmente.
Una delle tante contraddizioni di questa America in cui il numero degli obesi e’ pari al 30% della popolazione di 311milioni di abitanti.
Ricordiamo una storia che ci e’ capitata alcuni anni fa quando con altre quattromila persone partecipavamo ad un mega gala. Notammo che alcuni camerieri rierntravano nelle cucine con grandi vassoi di carne e contorni che non erano stati toccati in quanto i clienti gia’ erano stati serviti.
Facemmo cenno ad un capo cameriere e gli chiedemmo se quel cibo sarebbe stato distribuito ai senza casa. Si mise a ridere e ci disse: “Non posssiamo. Se qualcuno dichiarasse che si e’ sentito male, potrebbe farci causa.”
Siamo convinti che oggi quei vassoi trovano la strada dell’organizzazione creata tanti anni fa da Lynn Brantley.

Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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