“Ad un anno con elevata incidenza delle sindromi influenzali regolarmente segue un anno a bassa incidenza. La stagione epidemica 2005-2006 è stata quella a più bassa incidenza negli ultimi sei anni ed è quindi verosimile che la prossima stagione 2006-2007 sarà ad alta incidenza” (circolare Ministero della Sanità).
Siamo a marzo e noto con piacere che quest’anno non sono andati in onda i noiosissimi servizi televisivi con la donna che si soffia il naso, il bambino sotto le coperte col termometro in bocca e in sottofondo la voce che ci annuncia che sono tra i 5 e i 10 milioni gli italiani a letto con l’influenza. A ottobre ci dissero che il picco si sarebbe registrato a Natale, con una previsione di circa 10 milioni di persone colpite dal virus. Poi, dopo il fiasco di tale previsione, hanno spostato il picco nella seconda metà di febbraio e hanno colto l’occasione per rinnovare l’invito alla popolazione a vaccinarsi. Niente. Nessuna pandemia. Nessun “italiani sterminati dall’influenza”.
Solo un banale errore umano? Semplicemente una previsione sbagliata? Colpa dell’inverno caldo? Può darsi. Ma la perseveranza con la quale ogni anno i medici, con la complicità dei mass media, invitano la popolazione a vaccinarsi in previsione di una brutta ondata di influenza, mi insospettisce da tempo. Non sarà mica un disegno portato avanti dalle lobby farmaceutiche per vendere i loro vaccini e aumentare il loro volumi d’affari? Qui non si tratta solo di strategie di mercato o marketing. C’è in ballo la salute dei cittadini e la corretta informazione. Mi insospettisco ancora di più quando leggo nella circolare del Ministero della Salute del 2006 che soltanto 90 mila persone circa sono state colpite da influenza nella stagione 2005-2006. Eppure in televisione si parla sempre di milioni di persone ammalate. Quindi? I milioni di italiani sono semplicemente colpiti dal raffreddore? O meglio dai sintomi parainfluenzali, come amano definirli (che genera in effetti maggiore ansia….)? La strategia utilizzata, infatti, è la promozione della paura, che l’anno scorso fu particolarmente rincarata dalla presunta diffusione dell’aviaria, che fece letteralmente impennare i ricorsi ai vaccini antinfluenzali, nonostante la dichiarata illogicità da parte degli esperti di questo rimedio. Ad aumentare le entrate delle case farmaceutiche, inoltre, è il fenomeno dei farmaci “me-too”, prodotti simili agli originali già presenti sul mercato. E così il numero dei medicinali cresce. Secondo Tempo Medico, i farmaci presenti sul mercato sarebbero circa 20 mila; secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, quelli essenziali sono 312. I farmaci davvero innovativi immessi sul mercato sono sempre meno perché l’obiettivo principale delle aziende è prolungare i brevetti ( e gli incassi ) di quelli già esistenti.
Fa impressione quando si vede parlare di mercato e di business nel campo della salute dei cittadini.
Appare evidente che, per il bene della nostra salute, occorra garantire l’indipendenza dell’informazione medica dalle industrie farmaceutiche.
La falsa influenza
La strategia utilizzata è la promozione della paura, che l’anno scorso fu particolarmente rincarata dalla presunta diffusione dell’aviaria, che fece letteralmente impennare i ricorsi ai vaccini antinfluenzali. di Stefano Casati

Lascia un commento