• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

LA DOPPIA PISTOLA ALLE TEMPIE

Cosa rischia il Paese se gli annunci del Cav. rimangono solo promesse? Di Enrico Cisnetto

di Enrico Cisnetto | 13 Giugno 2011

Stiamo scherzando con il fuoco. Ed è molto, molto pericoloso. Il maldestro tentativo messo in atto da Silvio Berlusconi di recuperare il consenso elettorale perduto, con la complicità del suo partito e della Lega e per colpa di opposizioni incapaci di fare proposte alternative serie, rischia di esporre i titoli del debito pubblico italiano ad attacchi speculativi sui mercati finanziari. Negli ultimi giorni, infatti, lo spread che separa i nostri Btp decennali dagli analoghi titoli tedeschi, considerati i più affidabili e quindi presi a metro di paragone, è tornato vicino ai 180 punti, dai 140-150 cui era sceso dopo aver toccato il record di 220. Certo, siamo distanti dai differenziali dei tre paesi a rischio default: i bond greci a 10 anni pagavano ieri un interesse del 16,33% contro il 3,07% dei tedeschi (cioè 1.326 punti in più), quelli irlandesi e portoghesi avevano uno spread rispettivamente di 756 e 745 punti sui Bund. E anche il rapporto Spagna-Germania (231 punti) è decisamente più sfavorevole del nostro.

Tuttavia i fucili sono puntati anche contro di noi, e non è un caso che l’Europa ci chieda di rispettare una stringente tabella di marcia verso gli obiettivi di risanamento. Gli europartner sono giustamente preoccupati che ai tre piccoli paesi in difficoltà – alla Grecia il tedesco Schauble chiede di allungare di sette anni la vita del debito – si aggiungono alla lista dei sofferenti due paesi del peso di Spagna e Italia, la cui eventuale crisi metterebbe in ginocchio in modo irreversibile l’euro. Dunque noi abbiamo una doppia pistola alla tempia, quella dei mercati e quella di Ue e Bce. Ma questo, con l’eccezione di Tremonti e pochi altri, sembra sfuggire alla nostra classe politica.

A quella di governo, perché in questa situazione, con la Commissione europea che ci chiede di fare la manovra correttiva entro ottobre, l’ipotesi avanzata ieri dal premier di fare un “ritocchino” da 3 miliardi rinviando sostanzialmente il grosso dell’intervento da 40 miliardi necessario per raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2014 alla prossima legislatura, è non solo un alzata di spalle nei confronti di Bruxelles (e di Berlino, che preme per il rigore), che non ci possiamo permettere, e un atto di irresponsabilità verso il governo che verrà, ma anche e soprattutto un colpevole azzardo per le reazioni che potrebbero verificarsi sui mercati.

Che aumenta se a questo “pagherò” si aggiunge un qualche intervento sulle tasse che faccia diminuire il gettito fiscale. Come ha detto uno dei pochi ministri con la testa sul collo, Raffaele Fitto, non si possono abbassare le tasse mentre si deve fare una manovra da 40 miliardi, è una contraddizione in termini. Ma ieri Berlusconi ha annunciato che entro l’estate il governo varerà una legge delega sul fisco. Ora, se anche fosse solo il classico annuncio cui non segue nulla, in questa fase sia i mercati che le agenzie di rating potrebbero decidere di prenderlo per buono, e considerarlo un atto di temerarietà.

Con tutto ciò che segue. Peggio ancora se questa volta Berlusconi, conscio di aver fatto troppe promesse fiscali non mantenute da potersene permettere un’altra, decidesse – anche a costo di rompere con Tremonti – di fare sul serio. Dove troverebbe la relativa copertura? Tagliando quella spesa pubblica su cui finora ha fatto resistenza? Difficile crederlo. Dunque, l’unico modo per fare una qualche riforma e non compromettere l’equilibrio dei conti sarebbe concepirne una a costo zero, cioè un’operazione di semplificazione e razionalizzazione dei tributi che però non tocchi il volume di gettito complessivo. Sarebbe molto utile, ma ha due controindicazioni: che è difficile da fare – altrimenti in otto anni di governo sarebbe già stata fatta – e che agli occhi un po’ semplicistici di Berlusconi non avrebbe granché fascino (sbagliando, perché per il contribuente pagare 10 tasse da un euro ciascuno o pagarne una da 10 euro fa molta differenza).

Ma sbaglia anche l’opposizione: è contraddittorio dire che Berlusconi sbaglia perché non ricorda neppure di aver firmato di suo pugno gli impegni che l’Europa ci ricorda di rispettare, e poi sostenere, come ha fatto ieri il Pd, che “il pareggio di bilancio in tre anni è obiettivo irrealistico” e che “Tremonti si deve fermare” perché “l’Ue non ha imposto un sentiero di rientro così rigido” essendo il Patto di Stabilità riformato “ancora in discussione al Parlamento Europeo”.

Se poi la ricetta è quella di “abbattere il debito pubblico attraverso l’innalzamento della crescita potenziale”, siamo alle favole dell’asilo. Certo, tornare alla crescita è un imperativo, e i dati sulla produzione industriale forniti ieri da Confindustria lo dimostrano una volta di più, ma qui le indicazioni che arrivano da maggioranza e opposizione sono ben altro che fare le riforme strutturali per avere le risorse sia per proseguire nel risanamento che per spingere sul pedale dello sviluppo. Qui c’è solo una becera rincorsa a ingraziarsi gli elettori. Che ci costerà maledettamente cara.

Enrico Cisnetto (terzarepubblica.it)

Pubblicato in : Primo pianoTag: agenzie di rating, anni, annuncio, bce, berlusconi, bruxelles, btp, classe politica, commissione, commissione europea, confindustria, consenso, conti, crisi, debito pubblico, euro, fisco, germania, governo, grecia, italia, lega, legislatura, manovra, mercati

Info Enrico Cisnetto

Editorialista economico e opinion leader, da anni studio e descrivo i processi di cambiamento del capitalismo italiano e internazionale, soprattutto in relazione alle dinamiche politiche. Già direttore di diverse testate della Rusconi, vicedirettore del quotidiano l’Informazione e vicedirettore del settimanale Panorama, svolge un’intensa attività di editorialista per Il Messaggero, Il Foglio, Il Gazzettino di Venezia, La Sicilia di Catania, Liberal e Il Mondo. Cura una rubrica quotidiana nella trasmissione radiofonica Zapping (Rai Radio1) ed è spesso ospite delle trasmissioni di approfondimento e telegiornali di Rai, Mediaset, Sky, La7. Presidente di “Società Aperta”, è direttore responsabile del quotidiano on-line TerzaRepubblica.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti