
Quindi ricapitoliamo: Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, viene bloccato dalla polizia israeliana mentre cerca di celebrare la Messa delle Palme nel Santo Sepolcro.
È un fatto senza precedenti, la prima volta che accade in secoli, la domenica delle Palme, nel luogo più sacro del Cristianesimo.
E la nostra Presidente del Consiglio, quella che si erge a paladina delle radici cristiane dell’Occidente, ma poi va a braccetto con il criminale di guerra Netanyahu — ricercato dalla Corte Penale Internazionale — trova il tempo solo per un tiepido comunicato di circostanza.
Meloni, Orban, i fratelli e le sorelle dell’internazionale nera, guidata da Trump, che si riempiono la bocca di Dio, patria e famiglia: quando il loro alleato preferito umilia un cardinale cattolico a Gerusalemme, improvvisamente diventano tutti molto prudenti.
Tajani convoca l’ambasciatore, un atto diplomatico abbastanza ordinario, usato spesso proprio per gestire tensioni senza farle esplodere. Nel caso specifico, una convocazione segnala il disagio, ma conferma anche che l’Italia non intende andare oltre.
Inoltre, l’Italia partecipa di fatto al “board of peace” promosso da Donald Trump; un organismo privo di legittimità internazionale, a cui il governo di Giorgia Meloni aderisce non certo in condizioni di parità, sollevando dubbi anche rispetto al dettato della Costituzione italiana.
Sono infatti un board di paesi che avallano lo sterminio dei palestinesi da parte di Israele e che, anziché ricostruire, restano a guardare davanti alla morte dei bambini e alle condizioni disumane dei sopravvissuti a Gaza, più volte denunciate proprio da Pierbattista Pizzaballa.
La destra dell’internazionale nera, di cui fa parte Meloni, usa i valori cristiani in chiave identitaria e propagandistica, ma è sempre disposta a chiudere un occhio quando sono calpestati da un alleato come Benjamin Netanyahu.
Lo stesso che una volta fece pubblicamente un confronto tra Gesù Cristo e Gengis Khan per sostenere che il primo non avrebbe avuto nessun vantaggio nei confronti del secondo perché privo della forza militare.
Netanyahu, criminale e stupido perché nel suo spirito guerrafondaio non valuta neppure che il grande impero mongolo finì subito mentre il cristianesimo ancora è la fede di miliardi di persone.
L’ipocrisia di questa destra è ributtante: ci si proclama cristiani a gran voce e poi si va a braccetto con chi offende con le parole e con gli atti i valori cristiani.
Enrico Rossi

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