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La denuncia anticorruzione senza proposta è insufficiente

Purtroppo siamo ancora lì, al 1992, alle Mani pulite, agli onesti. Partiamo dalla Pubblica Amministrazione, da Milano.

di Francesco Bizzotto | 27 Novembre 2017

Il lavoratore che vede un’ingiustizia o un illecito in azienda, come in una Pubblica Aamministrazione (PA), deve poterlo denunciare senza essere massacrato in vita. Il whistleblowing, la soffiata anticorruzione è legge. E io dico: è sacrosanta, però insufficiente.

Mi occupo da 50 anni di Rischi: sono l’altra faccia delle Possibilità (le due facce dello stesso foglio di carta / della stessa realtà). La Possibilità è un Rischio. Infatti, “tutto ciò che è in potenza è in potenza gli opposti”(Aristotele). Ne fossimo consapevoli! Come la Libertà da porta male senza la Libertà per, così la Denuncia da sola non giova. Crederlo, ci mette su una cattiva strada: il lavoratore si convince definitivamente di essere merce, strumento di apparati; e la partita civile è persa. Cosa di cui Lenin si rese conto prima di morire (1924): Abbiamo un apparato peggiore di quello zarista.

Ora, la Denuncia senza Proposta è il contrario di quel che serve a PA e aziende per funzionare e produrre; per attrarre investimenti ed essere scelte nel mondo. Servono collaboratori (non manodopera) creativi, innovativi, amichevoli e presenti (interconnessi). Per sorprendere ed essere apprezzati, e tenere testa a chi concorre sui costi.

La larghissima maggioranza con cui è stato approvato il testo in questione la dice lunga.

E l’ottimo Raffaele Cantone suggella: “È una norma di civiltà”. Siamo a posto. Siamo ancora lì, al 1992, alle Mani pulite. Agli onesti.

Credo che a Roma, al centro, in alto, sia difficile pensare e agire diversamente da come fa Raffaele Cantone, che ha la mia stima e simpatia. Penso che la politica fatta com’è quasi solo a livello centrale (e televisivo) non ce la faccia a prendere le misure alla realtà (a praticare la Denuncia / Proposta). Come la Statistica non basta agli assicuratori per prendere le misure ai Rischi (gli serve l’attività relazionale della rete commerciale che sta sulla Possibilità / Rischio nel tempo e nei processi; che favorisce la Prevenzione), così il solo sostegno degli onesti che si espongono non risolve il problema dell’illecito.

La corruzione si riduce aiutando il mondo liberale (o libero, per cui m’impegno) a effettuare il transito dall’agire individuale, solitario, geniale e troppo spesso folle, all’agire in Gruppo, in Rete; a imparare a desituarsi rispetto all’ego, a trascenderlo e stare beatamente sulle Relazioni. Appunto. Perché solo se sto sulla Relazione la mia Denuncia può farsi Proposta. Allora, il tema politico (quando non mi limito a fotografare la realtà, a descriverla) mi pare sia: nella PA e nelle imprese è tempo di fare passi avanti nelle Relazioni “industriali”. La vogliamo chiamare Democrazia economica? È la strada dell’uguaglianza: il giusto misurarsi; un frutto della Libertà per.

Ora, proviamo a immaginare i 134 Comuni del milanese che si aggregano in 30 unità, con Sindaci e Assessori che lavorano in Gruppo: si rilancia il ruolo trasparente della PA (che moltiplica l’impegno sulle Relazioni economiche e sociali di territorio: una vera miniera), non si licenzia nessuno, cala la corruzione e si risparmia un miliardo l’anno. Per fare cosa? Recuperare i ritardi, ad esempio sul sistema del trasporto urbano regionale (progetto 1 – Metropolitana Policentrica Lombarda, con parallelo, ovvio, progetto 2 – Riassetto Idrogeologico Lombardo). Questa sarebbe una bella Denuncia. Ne seguirebbe una pioggia di fiducia e di investimenti. Altro che andare a Roma con il cappello in mano.

 

Francesco Bizzotto   (http://www.mu-me.it)

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, azienda, costi, democrazia, mani pulite, misure, mondo, roma, sostegno, trasporto urbano

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