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La cultura serve a garantire forza ascensionale alla ricchezza

Per sottrarre la ricchezza alla forza gravitazionale che la sposterebbe dal banchiere al barbone, dal ricco al povero; l’umanità si è dotata di una forza  “ascensionale”, che ne inverte la direzione di marcia: dal barbone al banchiere, (come se avesse fatto spuntare le ali alle banconote) e in ogni angolo del pianeta, a questa infallibile forza, gli addetti ai lavori hanno dato il nome di progresso culturale, scientifico, tecnologico e finanziario. Grazie alla cultura, tutti i potenti del mondo che maneggiano sapere, potere e avere, vivono di parole proprie e ingrassano di ricchezza prodotta dal lavoro massacrante, pericoloso e malpagato altrui.

di Franco Luceri | 25 Aprile 2026

Per sottrarre la ricchezza alla forza gravitazionale che la sposterebbe dal banchiere al barbone, dal ricco al povero; l’umanità si è dotata di una forza  “ascensionale”, che ne inverte la direzione di marcia: dal barbone al banchiere, (come se avesse fatto spuntare le ali alle banconote) e in ogni angolo del pianeta, a questa infallibile forza, gli addetti ai lavori hanno dato il nome di progresso culturale, scientifico, tecnologico e finanziario.

Grazie alla cultura, tutti i potenti del mondo che maneggiano sapere, potere e avere, vivono di parole proprie e ingrassano di ricchezza prodotta dal lavoro massacrante, pericoloso e malpagato altrui.

Hanno predisposto un vasto e infallibile menù di saperi che sposta ricchezza dal povero alla classe media e poi torna a impoverire la classe media, spostando vagonate di miliardi verso i Paperoni del mercato e della Finanza.

La cultura tratta poveri e onesti da illustrissimi commensali, da servire in guanti bianchi. Riempie l’Atto Costitutivo di qualunque Stato democratico di diritti inalienabili per cittadini “SOVRANI“, salvo poi trasformarli in somari, esponendoli a qualunque rischio e sfruttamento, senza alcuna protezione, ma con la garanzia che i Paperoni trilionari ne trarranno il massimo profitto, senza rischiare di tasca propria manco una quattro soldi bucata.

A differenza della moneta che ha un valore garantito, il valore della cultura va dimostrato a colpi di PIL (prodotto interno lordo). E di reddito e proprietà personali.

Tutto il sapere umano è come l’esca, non serve per sfamare e ingrassare i manovali della Cultura e della Politica, ma i giganteschi e furbi pescatori a strascico del mercato e della Finanza che sono costantemente impegnati a liberarli dalla grana svuotandoli il portafoglio.

Io ho tentato di capire cosa c’è nella cultura che nei millenni si è dimostrato vitale per i poveri e per gli onesti senza essere mortale per i ricchi. Niente, nemmeno una lettera dell’alfabeto o un numero della tavola pitagorica è servito o serve a spostare un briciolo di potere dai ricchi ai poveri.

Tutto ciò che hanno partorito a tutt’oggi filosofi e matematici è servito e serve a fare i ricchi più ricchi, facendo i poveri più poveri.

Ma dalla rivoluzione francese ad oggi è successa quasi la fine del mondo, per la mostruosa lievitazione che ha avuto lo strapotere dei potenti e il collasso in caduta libera del “diritto alla vita” degli impotenti.

I popoli sono stati sempre governati da tiranni o da regnanti, ma il potere dei politici di una volta era insignificante rispetto al potere dei premier attuali delle prime potenze mondiali atomicamente armati.

Luigi XVI fu decapitato il 21 gennaio 1793, perché aveva osato aumentare le tasse ai padroni e il 16 ottobre 1793, la sua consorte Maria Antonietta fece la stessa fine.In 233 anni le monarchie tributariamente tiranniche come quella francese si sono evolute in civilissime democrazie governate da Premier e Presidenti legittimati a tassare e sperperare a danno dei popoli borsa e vita.E come se non bastasse

 sono liberissimi di andare in giro per il mondo a commettere genocidi e crimini contro l’umanità a proprio insindacabile giudizio.

C’è pure qualche arbitro che tenta di minacciare con cartellino giallo, ma non va oltre il bla bla. Nessuno disturba il lavoro dei potenti premier democratici se e quando decidono che un popolo va messo in ginocchio o cancellato dalla faccia della terra.

Una volta nessuno sapeva delle condizioni di un popolo votato allo sterminio, come gli ucraini, i palestinesi e gli iraniani. Mentre ora, 8 miliardi di umani sono informati in tempo reale di quale popolo stanno massacrando i potenti della politica della finanza e del mercato, e nessuno muove una obiezione che vada oltre il bla bla e che salvi anche solo una vita. Nessuna minaccia nemmeno con scacciacani giocattolo.

Cosa ha fatto lievitare il potere, l’immunità e l’impunità dei governanti attuali delle primissime potenze mondiali, se non il presunto progresso culturale, scientifico, tecnologico e finanziario? 

Chi considera ecoicida il progresso sbaglia di grosso, perché dalle caverne ad oggi la cultura ha dimostrato grande rispetto per la natura, avendo mutuato nei sistemi sociali lo stesso “ordine” del Creato, che a prescindere dal livello culturale dei singoli e dei popoli, garantisce, come nella giungla, che le prede siano al servizio dei predatori. Gli impotenti al servizio dei potenti.

Così fu è e sarà!

Franco Luceri

Pubblicato in : Editoriale

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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