La Campania, terra ricca di storia, cultura e tradizione. Un patrimonio inestimabile che rischia di svanire col tempo.
La storia è tramandata dai libri –che, purtroppo, leggono in pochi- e dai racconti dei “nonni”, quelli che portano i segni dei vissuti incisi sulla pelle, scolpiti nella memoria, ai quali si presta poco ascolto perché sembrano cose d’altri tempi, sepolcri imbiancati. Cantava solitario un poeta: ogni anziano che muore è una biblioteca che brucia!
La cultura … Ognuno s’accontenta della sua. Poca disponibilità all’apertura, al confronto, all’arricchimento reciproco, prevalgono pregiudizio e diffidenza.
La tradizione, tenuta scarsamente in considerazione, sopravvive, forse, dove il senso della famiglia e della comunità è più forte; diventa occasione di festa, di ritrovo, attira persone curiose di conoscere sapori, odori, costumi vecchi e nuovi, incrementa il benessere materiale dei luoghi che mettono a frutto il senso della comunità, sospeso tra i ricordi del passato e le sagre di un presente fumoso.
In alcuni paesi del Vallo di Diano (Salerno) si cucina una zuppa di tredici legumi: la cuccia. Il piatto, considerato cibo dei poveri, si prepara di solito il tredici dicembre, giorno in cui si festeggia Santa Lucia. La Cuccia, da leggersi con l’accento sulla penultima vocale, era vissuta dalla comunità come momento di raduno: la gente del paese partecipava alla preparazione della zuppa donando i legumi del proprio orticello. Le persone che non avevano nulla da mangiare s’avvicinavano come formichine al calderone per ricevere la loro razione, i “miracolati” cucinavano la pietanza per grazia ricevuta o devozione alla santa.
Che resta di tutto ciò? La nostalgia dei “nonni”, testimoni delle emozioni, delle sensazioni che vivevano nei gesti, nelle ritualità di tempi seppelliti dall’impetuoso divenire. Con qualche difficoltà girano i nastri consunti della memoria quando il racconto s’infrange su stenti e povertà che sembravano remote.
Chissà dov’è finito il vero sapore della Cuccia …
Tiziana Marmoro
INGREDIENTI: Fagioli rossi, borlotti, fagioli neri, cannellini, tondini, lenticchie, ceci, grano, granone, fave, farro, cicerchie, piselli. Uno spicchio d’aglio, olio extra vergine d’oliva, polvere rossa di peperone, pomodoro passato.
PREPARAZIONE: Procurarsi i tredici legumi, preferibilmente secchi. Il grano e il granone vanno tenuti a bagno per circa 5 giorni, il farro almeno per 1 giorno.
Cuocere i vari legumi in momenti diversi nella pentola a pressione, tranne le lenticchie. A cottura ultimata unire i legumi in una pentola. A parte soffriggere l’aglio, aggiungere polvere rossa di peperone e pomodoro passato. Mischiare tutto e cuocere a fuoco lento.

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