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La Crimea è Ucraina. Salvini è in malafede

L’occupazione della Crimea è il pomo della discordia per il quale la Russia si è isolata. Ad oggi il G8 è diventato G7 e le sanzioni su l’alta tecnologia, cioè con la possibilità di applicazione militare, sono la logica conseguenza dell’aggressività “ geopolitica” di una nazione che non è mai diventata democratica.

di Enrico Martelloni | 23 Luglio 2018

Il ministro Salvini intervistato in questi giorni dal «The Washington Post» si è espresso, in favore della Russia contro  l’integrità territoriale dell’Ucraina, affermando la legittimità dell’occupazione della Crimea.  C’era da aspettarselo. L’alleanza con il partito di Putin è consolidata da tempo, ma era necessario farlo sapere attraverso un giornale americano almeno per due motivi: il primo per saggiare la risposta interna, evitando la larga diffusione sui  giornali impegnati in altre propagande.  Il secondo per far capire agli americani dove l’Italia vorrebbe schierarsi facendo un po’ di rumore, forse in sostegno alle sciocchezze di Trump dichiarate nell’incontro con Putin ad Helsinki. L’occupazione della Crimea è il pomo della discordia per il quale la Russia si è isolata. Ad oggi il G8 è diventato G7 e le sanzioni su l’alta tecnologia, cioè con la possibilità di applicazione militare, sono la logica conseguenza dell’aggressività “ geopolitica” di una nazione che non è mai diventata democratica, ma è implosa in una dittatura oligarchica dopo il crollo del socialismo sovietico. Giova ricorda allora, che oggi in Crimea, ucraini e tatari sono vessati e perseguitati. Molti sono fuggiti a Kyiv e a Lvjiv ( Leopoli), alcuni come Alexander sono diventati i celebri Cyborg, che hanno combattuto i russi  all’aeroporto di Donetsk nell’inverno 2014/15 ( “Interviste di guerra “ nella rubrica “Maidan”.ndr) . Il referendum citato da Salvini, è una patacca. L’occupazione militare ha imposto con le armi e l’uso ricattatorio del potere, qualcosa di anti popolare per giustificare l’annessione. Nessuno si è azzardato a riconoscere questo colpo di mano, fuorché quei paesi come la Syria e l’Iran. Il motivo dell’occupazione della Crimea è semplice: Sebastopoli.  Questo porto era l’unico accesso al mediterraneo per l’unione sovietica come oggi lo è per Putin, per la sua flotta militare che Yanukovich gli aveva garantito con una politica filo russa fino alla defenestrazione di Maidan.  Ma la Crimea, pochi mesi dopo l’indipendenza dell’Ucraina nel 1991, scelse liberamente di rimanervi unita. L’Ucraina, dismise la bomba atomica in garanzia di amicizia. Naturale propaggine peninsulare, che ricorda che quella penisola era russa, sbaglia. Un anno dopo la morte di Stalin, avvenuta il 3 marzo del 1953, per affrontare i gravi problemi di questa penisola che storicamente era tatara, fu deciso sulla proposta di Voroshilov, Malinkov e Gaganovic di passare quelle terre al soviet ucraino togliendole,  a compensazione, le terre sopra il mar d’Azov e la città di Tangarog del drammaturgo Anton Cecov. L’obbiettivo, ratificato da Nikita Krucev, il nove marzo del 1954, era quello di far rifiorire quelle terre abbandonate che solo i contadini ucraini sapevano fare. Nonostante il genocidio subito dalla popolazione ucraina, e per conseguenza la colonizzazione del Donbass da parte di russi,  la Crimea tornò a nuova vita, mentre nel frattempo i superstiti tatari deportati in siberia, poterono tornare alle loro terre. Oggi le persecuzioni continuano. Il regista Oleg Sentov, è recluso nelle carceri russe e sostiene uno sciopero della fame in nome di oltre settanta ucraini incarcerati per motivi politici. Le dichiarazioni di Salvini, quindi, sintetizzano la situazione  italiana. Che é molto grave. Non esiste, infatti, in Italia  più un pensiero politico e civile neo mazziniano, che ponga l’emancipazione dei popoli davanti al potere rozzo. E’ naturale conseguenza che in Italia, le parole del capo della Lega, non provochino una qual che si voglia forma d’indignazione. Fosse anche di strumentalizzazione politica da parte di ciò che rimane di una egemonia passata, che ha mirato fin troppo ai suoi interessi di bottega e clientela. Ora Saviano accenna qualcosa, ma è poco credibile e fioca l’azione che avrebbe dovuto essere espressa con forza e verità durante i giorni cruenti della rivoluzione popolare in Maidan.

Enrico Martelloni

Pubblicato in : Cultura ed eventi, MaidanTag: contadini, giornali, italia, lega, nazione, putin, referendum, sciopero, socialismo, sostegno

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    31 Luglio 2018 alle 17:30

    Perchè non è una regola, quello che afferma. Perchè ci sono condizioni differeti. Prima di tutto,l a Russia è un paese occupante, quindi non gli è riconosciuta la Crimea. Secondo: l’Italia ha perso la guerra che ha provocato e per i danni di guerra, perse l’Istria. Sono per questo due problemi differenti. Nel 1945, invece, l’Ucraina era una repubblica dell’Unione Sovietica, privata della Crimea che era sempre stata a contato con gli ucraini. Come ho scirtto, per motivi legati al degrado della penisola nel 1954 la Criema tornò alla repubblica sovietica dell’Ucraina perchè avevano buoni contadini in cambio degli oblast attorno al mar d’Azov e alla città di Tangarog. Quindi fu solo una partita di giro interna. IL problema di fonodo resta Sebastopoli, che è il porto dove alla fonda c’è per importanza, la seconda flotta militare ed l’unico sbocco sul Mediterraneo russo. Fino a Yanukovich era in affitto alla Russia, ma l’affitto stava scadendo. Per questo motivo Putin, prima cercò di occupare la Georgia e dopo la caduta di Yanucovich, in Ucraina, ha occupato militarmente e con un falso referendum la penisola di Crimea.

    Rispondi
  2. Armando Stavole

    31 Luglio 2018 alle 01:37

    Ma perche’ allora proprio noi dopo il 1945 non abbiamo preteso che l’Istria e la Dalmazia tornassero all’Italia? Perche’ Tito le aveva prese e fatte sue con una pulizia etnica senza precedenti e noi abbiamo accettato lo stato di fatto ob torto collo, poi ci siamo rassegnati ed ora, dopo lo scioglimento della Yugoslavia siamo diventati amici degli sloveni. Bene, la Crimea, grazie al comunismo “democratico” Sovietico fu occupata e lentamente sempre piu’ trasformata in territorio Russo, idem per la parte dell’Ucraina confinante confinante con la Russia. Quindi, cerchiamo di essere realisti ancora una volta va bene!? E’ valso per noi, perche’ non anche per gli altri?

    Rispondi

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