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La costituente liberaldemocratica e le riforme elettorali

di Renato Traquandi | 29 Luglio 2012

Tra il serio e il faceto, proposta choc di un repubblicano storico: rivedere le norme che stabiliscono chi deve andare a votare. E che la Costituente liberaldemocratica non nomini invano Mazzini! 

Il deputato repubblicano Ubaldo Comandini non è tra quelli più citati nella storia del nostro partito.

Pur tuttavia, correva l’anno 1913, quando, anche per via degli interventi a favore dei deputati dell’edera,

il suffragio elettorale, ancora rigorosamente riservato ai solo maschi, aumentò di molte misure,

riuscendo nell’intendo di meglio rappresentare la realtà socio politica italiana.

Con il non expedit di Pio IX il mondo cattolico ancora doveva assuefarsi alla presa di Porta Pia ed

alla scomparsa del potere temporale del Papato; Don Luigi Sturzo stava ancora elaborando il suo

Partito Popolare.

Accadde allora che le gerarchie cattoliche più attente avvicinarono il conte Gentiloni, tramite il quale

venne stilato un patto che da questi prese il nome.

Secondo questo accordo, l’elettorato cattolico che, grazie alla battaglia di Comandini e i deputati

repubblicani, si sarebbe recato alle urne per la prima volta, ( era una nuova borghesia cittadina, di quelle che la domenica mattina si recava alla messa con la famiglia), avrebbe votato in massa per la media borghesia liberale, ricca potente, e cattolica pure.

Questa è storia, con dati e fatti.

Adesso si discute di ridare il primato alla “politica” e ci tocca sentirne di ogni colore.

Secondo il mio modesto parere, prima di mettere mano ad una riforma istituzionale seria ( un sistema

presidenziale vero e funzionale), occorre rivedere le norme che stabiliscono chi deve andare a votare.

Infatti, a mettere la scheda nell’urna, in massa, ci vanno quasi tutti coloro che hanno fatto domanda per partecipare 

al Grande Fratello, opera berlusconiana.

Ci vanno pure le vecchiette canute che frequentano i centri sociali, e le migliaia di persone di ogni età e condizione che seguono alla TV le partite di calcio e gli spettacoli della Antonella Clerici.

Per  il bene della democrazia, sarebbe opportuno sancire regole nuove, per determinare chi deve andare a votare.

La maggiore età non basta: e’ cosa troppo seria, per essere lasciata a chi non è in grado di sapere cosa esattamente

va a fare.

E la costituente liberaldemocratica resti il contenitore che è, Mazzini Giuseppe è a livelli più alti.

Anche di chi si dichiara mazziniano moderno.

Pubblicato in : Primo piano

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