Caro Matteo, quella della Corte Costituzionale è una bellissima sentenza che ha il grande pregio di aver dichiarato incostituzionale il premio di maggioranza senza una soglia e di restituire ai cittadini la possibilità di scegliere il proprio senatore e il proprio deputato.

Caro Matteo, quella della Corte Costituzionale è una bellissima sentenza che ha il grande pregio di aver dichiarato incostituzionale sia il premio di maggioranza senza una soglia (il 20%, il 30%, il 40%), sia il merito di restituire ai cittadini la possibilità di scegliere il proprio senatore e il proprio deputato. I giudici, con coraggio e senza rinvii a gennaio, hanno messo fine a questo sconcio di un Parlamento di nominati e di sconosciuti ai cittadini, contestualmente la Corte non ha ripristinato il mattarellum con il maggioritario e i collegi uninominali. Correttamente la Consulta ha lasciato al Parlamento il compito di legiferare varando una nuova legge elettorale e se ciò non dovesse accadere si andrà alle elezioni con il proporzionale pure e le preferenze.
A questo punto tutti i furbetti, che facevano finta di affannarsi per varare una nuova legge, hanno perso la speranza di tornare al voto con il porcellum e ora sanno che non si possono più aggirare due principi fondamentali: quello di un premio di maggioranza senza soglia e quello di espropriare i cittadini del loro sacrosanto diritto di scegliere il proprio deputato e senatore. Di fronte a questo un vero democratico non può dirsi “esterrefatto” e a tutti ricordo che la porcata di Calderoli è stato il risultato di un accordo trasversale perché, anche la sinistra ha avallato pretendendo in cambio la eliminazione delle preferenze adottando il modello della Regione Toscana.
Se questo Parlamento, i partiti e il governo vogliono sul serio il doppio turno alla francese allora debbono rassegnarsi ad un’ampia riforma istituzionale che ridisegni complessivamente l’architettura dello Stato. E’ necessario andare oltre il solo meccanismo elettorale, perché va eliminato il bicameralismo e va introdotta l’elezione diretta o del Presidente del Consiglio o del Presidente della Repubblica. Va inoltre corretto il Titolo V, riportando le Regioni sotto il controllo della Corte dei Conti e introducendo il principio dell’Interesse Nazionale. Per fare tutto questo ci vogliono 2 anni e per 2 anni il sindaco di Firenze dovrà fare sul serio il segretario del partito e, quindi, non usare la segreteria come un ascensore per arrivare quasi subito a Palazzo Chigi.
La Consulta ha voluto dare, con la sua sentenza, un chiaro segnale a te, Berlusconi e a Grillo. Al popolo, espropriato della sua sovranità e che è tempo che gli venga restituita, almeno in parte, sia a livello di Unione Europea fatta di interessi nazionali, di lobby e di tecnocrati non illuminati, sia a livello nazionale con una legge elettorale che gli permetta di esprimere sostanzialmente il proprio voto.
Insomma, non c’è più posto per gli abusivi che occupano tutti i palazzi del potere compresi gli stessi giudici costituzionali.
Caro sindaco, hai dichiarato più volte di dormire molto poco, ora dovrai dormire ancora meno e i sogni e le ambizioni diventano incubi. Spero che tu ti sia ormai accorto che Palazzo Chigi non è un’isola felice dei Caraibi.

Lascia un commento