La consapevolezza di essere e sentirsi Sole
Fonte di luce attiva, illuminata di luce propria e non di pallido riflesso.
Due Metà del Cielo: Uomo e Donna, la Vita è un’Opera d’Arte.
Caro maschio, l’arte è donna, parola di Vittorio.
Non solo ispirazione per l’uomo, come è stata da che mondo è mondo , ma soggetto attivo, illuminante , autonomo che marcia a fianco dell’altra metà del cielo tenendola per mano, nè sopra nè sotto. Ruoli diversi a volte divergenti ma uguali e paritetici nella loro diversità caratterizzano il rapporto uomo donna. Le rivoluzioni femministe del primo novecento e l’emancipazione sociale hanno ormai reso la donna in parità di diritti civili, anche se alcuni fatti ci dimostrano che l’attuazione in piena regola si presenta ancora ardua, nonostante il femminismo sguaiato degli anni ’70.
Donna cuore donna mente donna madre, donna grembo donna fattrice donna artista. Quale opera d’arte più perfetta..la vita. E la scienza è riuscita a dimostrare che è l’uomo a determinare, se pure inconsapevolmente, il sesso.. mentre la femmina che non partoriva un maschio era considerata insignificante e a volte addirittura ripudiata. Donna nei secoli relegata in casa salvo pochissime eccezioni, costretta a mostrare la propria creatività in cucina o al tombolo al telaio ai ferri al crochet, con pazienza infinita con mani accarezzanti lievemente arnesi accessibili a lei consentiti e concessi.
Alcune nobildonne agiate, hanno avuto accesso a una tela, a una pietra da sgrossare, a una pagina bianca, a una pianola e hanno potuto mostrare talenti. Ma solo alcune rarissime fortunate. E, generalmente, aiutate dai padri.
Se la donna con freni tirati e mani legate è riuscita faticosamente a mostrare la propria creatività.. cosa avrebbe fatto con le medesime opportunità del suo compagno?
“Non più cenerentole” affermava e auspicava Carla Celesia di Vegliasco al I° Congresso Nazionale delle Donne Italiane a Roma, il 30 aprile 1908. E fu come un grido che si propagò in tutta Italia e se all’inizio trovò tiepidi consensi, a poco a poco coinvolse un numero sempre maggiore di donne di ogni ceto sociale. Iniziava in quegli anni la reale emancipazione femminile, attraverso l’istruzione anche artistica. Alla fine dell’800 era stata infatti accettata l’ammissione delle damigelle all’Accademia di Belle Arti e così terminava l’apprendistato di famiglia al quale erano state fino allora relegate.
A Milano dove si era trasferita, fu nominata a capo della “Federazione Artistica Femminile Italiana” le cui finalità erano la realizzazione e la diffusione di una serie di esposizioni dedicate alla creatività femminile, molte delle quali allestite per raccogliere fondi a favore dei soldati al fronte e dei feriti.
Le donne al fianco degli uomini in ruoli diversi.
E, finalmente, oggi si rivolge molta attenzione al mondo degli artisti donne, assai più numerose di quanto a prima vista non appaia, anche se molto meno note: Artemisia Gentileschi, Elisabetta Sirani, Giovanna Garzoni, Rosalba Carriera, Elisabeth Vigée-Le Brun, Marie Laurencin, Camille Claudel, Emma Ciardi, Sonia Delaunay, Frida Kahlo, Felicita Frai, tanto per dare un rapido sguardo alla storia dell’arte.
È solo nell’arte e con l’arte che l’essere umano afferma la propria eternità, è l’arte la nostra anima immortale. E dunque è nelle opere d’arte che dobbiamo cercare la rappresentazione dell’anima.
Sarebbe mai riuscito un pittore a dipingere una donna con tanta crudeltà, come fa la Gentileschi, ritraendo una spietata Giuditta che con fredda ferocia affonda la lama nella gola dell’indifeso Oloferne né si ritrae di fronte al sangue che schizza ovunque?
Caro maschio, l’arte è donna.
Parola di Sgarbi
Nota a margine
Il critico d’arte si rivolge alla «batteria» degli Interni per cercare il primo cittadino
che aveva il telefono silenziato e per questo è stato contattato a casa dai carabinieri
a mezzanotte. E che dice: “Sulle prime ho pensato a una disgrazia…”.
Neppure l’attacco ischemico l’ha calmato..
Buon 2016 al mondo intero ma anche a quello parzialmente scremato.

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