Cosa c’entra l’austero professore che SeL & C. volevano portare alla presidenza della repubblica con i pasticci delle banchette di provincia? C’entra, perchè Rodotà, per meglio tutelare la privacy ha imposto una modulistica demenziale, nella quale l’astuto burocrate può nascondere qualunque norma o infrazione alla medesima, tanto nessuno legge questi plichi scritti in piccolo, che costringono a abbattere un albero quando si vuole aprire un conto o cambiare fornitore del gas. Ci si limita a firmare dove l’impiegato che parla in fretta mette il dito. Lo stesso succede per la modulistica obbligatoria per collocare titoli azionari o obbligazionari, in cui si può scrivere, o nascondere qualunque cosa. E sono sicuro che nelle 20 pagine che neanche il dirigente Enel in pensione purtroppo suicida è riuscito a sfogliare c’era scritto di tutto , ma non la spiegazione della parola “subordinato”. Sarei comunque curioso di vedere su quali giornali e in quali dimensioni e caratteri sono state fatte le pubblicazioni obbligatorie per il collocamento. Forse “l’araldo del pescatore” in sede locale, e , visto che si trattava di banche del centro Italia, “lo squillo di Enna”,pubblicato in 250 copie in quella lontana provincia…
La colpa è di Rodotà
Pubblicato in : Primo pianoTag: banche, giornali, italia, pensione, presidenza della repubblica, repubblica, sel
Info Claudio Bellavita
claudio bellavita, dirigente Stet-telecom in pensione, è anche stato amministratore di banche. Ora si occupa di politica locale (capogruppo pd circoscrizione centro di Torino) e scrive. La sua “tutta la storia del mondo in un pomeriggio” uscita come e-book su Amazon è in testa alla classifica del settore educazione, e verrà adottata dal liceo italiano di Parigi e consigliata come lettura alle matricole di ingegneria gestionale del Politecnico

Lascia un commento