Il decreto salva liste Pdl è un precedente senza precedenti e apre per legge la possibilità di fare dell’eccezione la regola.
Ma cosa è successo veramente? Permettete un esempio dal quotidiano, dal giornaliero. Forse sarà un po’ riduttivo, ma rende bene l’idea. Un supermercato ha i suoi orari di apertura e di chiusura. Apre dal lunedì al sabato dalle 8.30 del mattino alle 21.00 della sera. Quei tempi di apertura e chiusura non vengono decisi a caso, sono scelti dalla direzione del supermercato per venire incontro ai bisogni e alle esigenze dei cittadini-consumatori. I clienti di quel supermercato lo danno per scontato, quasi non se ne accorgono tanto la cosa è ovvia, e si attengono a quegli orari che li facilitano e rispettano apertura e chiusura. Insomma. E’ come se tra supermercato e clienti ci fosse una sorta di patto di civile convivenza, una convenzione che garantisce entro regole certe e condivise a tutti l’accesso ai beni di consumo offerti.
Mettiamo, però, che a un certo punto spunti il banana di turno, potente e con tanti soldi in tasca. Il banana non sa cosa sono le regole, se ne infischia. Anche lui, però, come tutti, deve trovare di che sfamarsi e andare al supermercato. Certo. Non ci va lui di persona. Ci manda gli uomini della sua corte, ma li manda in un orario in cui il supermercato è chiuso: le 21.45. Dentro le luci sono ancora accese. Gli inservienti stanno dandoci di gomito con la straccio per terra, cassieri e dirigenti stanno chiudendo il conto della giornata, ma le porte trasparenti sono chiuse. Lo sono da 45 minuti. E lo sono per tutti fino alla mattina successiva.
Ma il banana s’infuria. Non ci sta. Non può starci. Si sente al di sopra delle regole. Allora alza il telefono, si fa passare il direttore del supermercato e gli dice: “Senti un po’. Io sono il banana e tu non mi puoi fermare. Fai una circolare ché i miei uomini devo entrare e farmi la spesa”. Inutile dire che, a banana spiegata, il direttore può solo obbedire. Sì. Abbozza qualche obiezione di circostanza, ma non si azzarda a esagerare. Dall’altra parte della cornetta c’è il banana. Poi annota, autorizza la libera interpretazione fuori regola e fa entrare gli scagnozzi nel supermarket. Starà al direttore, poi, cercare di spiegare agli altri, a tutti gli altri, con la fatica di nascondere l’accaduto dietro fumogeni di parole.
Eh sì. E’ andata proprio così. Anche per le liste del Pdl. Almeno ora, però, è tutto chiaro, solare. Ce lo hanno detto pure per decreto. In Italia c’è una persona che è più uguale degli altri e acqua in bocca a chi crede ancora che le regole comuni della democrazia ci facciano Paese.
Samuele Bartolini

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