Torno con piacere sul caso Mastella, spiattellato brutalmente dal giornale “the Economist”, per sostenere con fermezza il principio costituzionale, secondo cui i processi, penali e civili, devono essere celebrati nelle aule dei tribunali e non in una redazione di giornale.
La norma giuridica vale per l’On. Mastella come per ogni altro cittadino della Repubblica italiana.
L’obbligatorietà del processo penale è tale, proprio per accertare la veridicità della notizia criminosa e procedere a sanzionare o a scagionare il cittadino convenuto nel processo.
Diverso è il discorso sul processo politico da celebrarsi in ogni campagna elettorale, sui personaggi legati alla fiducia popolare. La sede naturale per tali processi è la piazza della città, del Paese e non l’aula del tribunale.
La legge elettorale, in atto, ha ridotto all’osso la facoltà del cittadino di giudicare, di promuovere o bocciare il candidato al Parlamento. Il cittadino elettore può solo scegliere l’area politica. Ciò, significa subire passivamente le tante presenze indesiderate perché pericolose per la tenuta della democrazia e della libertà nel nostro paese Italia. Orbene, la prima cosa che il Popolo Sovrano deve ( e non dovrebbe..) fare, è presentare una legge popolare per ripristinare il proporzionale puro. Si batterebbero, così, i pericolosi mistificatori dei principi costituzionali. E’ demoralizzante constatare che una società, apparentemente civile e democratica, come la nostra, permette di ripristinare, nella sostanza, il diritto d’accesso alle cariche istituzionali, solo in base al censo. Le lotte del ’68 sono un ricordo storico per i più sensibili. Oggi si affollano le discoteche, gli stadi, le pizzerie e fra poco, le spiagge. I problemi culturali, scientifici, civili sono un optional per pochi. Nessuno si ribella alla televisione spazzatura, ai tanti programmi diseducativi perché violenti, amorali e, nella migliore delle ipotesi, essi sono noiosamente ripetitivi. Basta pure con ” Porta a Porta”, vetrina di prodotti arcinoti e obsoleti. Eppure, qualche tempo fa, certi ambienti riuscivano a rinnovare, ogni quindici giorni, i loro prodotti. Oggi, passano gli anni e la merce è sempre la stessa.
A confermare la regola del giudizio negativo, per quanto innanzi denunziato, c’è l’eccezione Clemente Mastella, che stimola una vivace discussione, tra gli italiani, con il suo parere favorevole alla grazia concessa a Bompressi dal Capo dello Stato. Ecco, la clemenza di Clemente.
Domenico Civitano

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