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LA CASTA E I SOCIAL NETWORK. STORIA DI UNA RIVOLTA ANNUNCIATA

Nell’affrontare la crisi più grave mai vissuta da questo paese, la Casta ha agito con le modalità di sempre, tutelando se stessa e spremendo ancora una volta le poche risorse rimaste ai cittadini, ma non ha fatto i conti con l’epocale ed inarrestabile mutamento subito nel frattempo dal mondo della comunicazione. di Chiara Boriosi

di Chiara Boriosi | 18 Luglio 2011

La notizia e’ di queste ore; dopo l’approvazione a tempo di record della Manovra finanziaria che ha visto il vergognoso patto notturno tra Destra e Sinistra a salvaguardia degli emolumenti dei deputati che addirittura aumenteranno, mentre i cittadini verranno letteralmente saccheggiati per colmare un debito pubblico che certo non e’ stato creato da loro e che di sicuro sarebbe molto minore se decurtato dell’inverosimile – ma stimata per difetto – cifra di 23 miliardi di euro cui pare ammontare la spesa annua per la politica in questo paese, un anonimo utente di Facebook, che si dichiara licenziato dalla Camera dei Deputati dopo quindici anni di precariato, ha aperto nella giornata di sabato una Pagina che in sole 24 ore ha già superato i settantamila iscritti e che certo continuerà a crescere in maniera vertiginosa. Perché qui si pubblicano a getto continuo documenti ufficiali che rivelano tutti gli scandalosi privilegi di cui godono i deputati, le loro famiglie, i loro portaborse e tutto il sottobosco che intorno a loro ruota, e che hanno contribuito in tutti questi anni alla inarrestabile crescita dei costi della politica, che sono interamente a carico nostro. Naturalmente, al di la’ della lettura di tali documenti, ciò che davvero e’ rilevante ai nostri occhi e’ la partecipazione e la natura delle reazioni dei cittadini a simili rivelazioni, si ha la netta percezione di una marea montante ed inarrestabile di pura ed incontenibile rabbia, una sorta di bomba ad orologeria il cui timer sta per segnare la scadenza ultima prima dell’esplosione senza che si possa prevedere quali saranno gli effetti di tale deflagrazione. A occhio, per niente buoni.
Il fatto e’ che la Casta, blindata dal proprio potere e totalmente chiusa ad ogni sollecitazione esterna, ha commesso in questi anni un errore più grave degli altri; allontanandosi ogni giorno di più dai cittadini fino a stabilire distanze siderali fra popolo ed istituzioni, ha creduto di proteggere se stessa ponendosi oltre ogni possibile e lecito controllo, ma così facendo ha perduto completamente il contatto con la realtà e non ha mai recepito alcun segnale – e ce ne sono stati parecchi, a dire il vero – che la ponesse sull’avviso di un sostanziale cambiamento dei tempi e delle situazioni. Così oggi, nell’affrontare la crisi più grave mai vissuta da questo paese, la Casta ha agito con le modalità di sempre, tutelando se stessa e spremendo ancora una volta le poche risorse rimaste ai cittadini, ma non ha fatto i conti con l’epocale ed inarrestabile mutamento subito nel frattempo dal mondo della comunicazione; il popolo bue, sorpresa sorpresa, non esiste più e soprattutto non si fida più tanto dei media principali, ostaggio delle lobbies politiche ed economiche che si spartiscono il paese, ma preferisce cercarsi autonomamente le proprie fonti di informazione e dispone di spazi dove discuterne in tempo reale, quegli spazi che la Casta ha creduto di chiudere a colpi di leggi elettorali inique e che, fatalmente, si sono riaperti altrove, perché la lezione della democrazia e della libertà qualcosa ci ha pure insegnato, nonostante Lorsignori abbiano cercato di tenerci il più lontano possibile da questi pericolosi concetti. Accade dunque che siamo tutti perfettamente consapevoli che l’Europa ritiene che i costi abnormi della politica siano la vera ragione della nostra incapacità di ripresa economica e che per questo ci abbia fermamente detto che non intende sostenerci economicamente, a differenza di Portogallo, Grecia, Spagna ed Irlanda, perché solo un taglio drastico di questa spesa può risollevarci, concetto ribadito anche da Mario Draghi a chiare lettere. Accade anche che, alla vista dei provvedimenti approvati con la Manovra senza che un solo euro sia pagato dai politici che anzi avranno un notevole aumento delle loro mensilità, non ci siano più scuse accettabili, nè favole raccontabili per giustificare una simile reiterata truffa ai nostri danni, perché intanto che si tagliano gli assegni familiari, le pensioni, si mettono i ticket sanitari persino al Pronto Soccorso – in caso di incidente ricordatevi di farvi ricoverare con venticinque euro pronti in mano, mi raccomando – si continuano a spendere 850.000 euro al mese per le cure mediche dei deputati ed ex deputati. E questo e’ solo un esempio. Ed accade, infine, che il giochino delle tre carte alla Bersani, che dichiara orgoglioso di aver votato contro la Manovra ma col suo partito compatto ha partecipato al patto notturno per la salvaguardia dei privilegi dei deputati, non funziona più e dunque la credibilità, valore indispensabile ed imprescindibile per poter chiedere sacrifici enormi ai cittadini, non e’ più appannaggio di nessuno. In questo caos generato dal vuoto e dalla assenza totale di un sistema di riferimento morale ed etico saldo ed indiscutibile, monta dunque la rabbia dei cittadini, e da qualche parte, prepariamoci, dovrà pur sfociare. Subito dopo i referendum, scrivemmo che la Rete non può governare il cambiamento perché questo porterebbe all’anarchia, oggi la pensiamo ancora così ma sappiamo che l’odio per la politica, così pericolosamente simile a quello giacobino contro il lusso sfrenato della monarchia francese, la rabbia per questa politica clamorosamente inutile che come un cancro ha divorato le risorse economiche di questo paese, può montare fino al punto di una rivolta. E sappiamo, perché lo abbiamo visto accadere di recente in Egitto ed in Tunisia, che la Rete può scatenare una rivolta. Quello che invece non sappiamo, e ci chiediamo con grande angoscia, e’ chi potrà cavalcarla, gestirla ed eventualmente fermarla. Nel dubbio, prepariamoci al peggio.

Chiara Boriosi

Pubblicato in : Primo piano

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. weissschnabel

    21 Luglio 2011 alle 12:08

    Il signore che ora denunzia, meglio tardi che mai, lo fa perchè “licenziato” oppure per tardiva presa di coscienza? Chi sa ed intasca tace, pancia piena non crede a pancia vuota! Questa è la realtà.
    Non capisco di cosa ci lamentiamo, tutti quanti, considerato che la “casta” l’abbiamo votata ed eletta noi, POPOLO Sovrano(?), ed è precisa espressione dei nostri peggiori difetti. Dx oSx non fa differenza alcuna.Purtroppo siamo levantini, pressapochisti, egocentrici ed edonisti. Nella maggioranza rifiutiamo la cultura .E’ molto più facile “guidare” anche subliminalmente una massa ubriaca di gossip, di falso benessere e dedita all’elusione ed all’evasione fiscale! Chi può e non sono pochi.Comunque il pesce puzza dalla testa! Solo da noi un Primo ministro consigliò coram populo di aderire al…….lavoro nero! O no? L’avete dimenticato? Andiamo pure avanti così, che la va ben! Speriamo solo nello stellone, che ci ….protegga ancora!
    Weissscnabel

    Rispondi
  2. Silla Cellino

    20 Luglio 2011 alle 22:46

    A proposito di emolumenti, oggi Rossi, governatore della Toscana, nel chiaro intento di apparire lui e la regione che guida un’isola moderata nel mare magnum dei privilegi della casta, ha dichiarato che il suo stipendio è uno dei più bassi fra i governatori o forse il più basso ed ammonta a 5.900 euro, 1.300 dei quali non sono nella sua disponibilità perché li gira al suo partito, il pd.

    Ecco, quest’ultima affermazione mi ha fatto riflettere. E’ vero – e tutti lo sappiamo – che nei partiti politici, soprattutto della sinistra, è sempre andata così. Ciò però non autorizza nessuno a ritenere meritoria la circostanza che questo finanziamento surrettizio sia a carico della collettività; non solo ma che su questo fatto si possa costruire un presupposto di moralità. Direi invece che si tratta proprio del contrario, anche se, allo stato attuale delle cose, nessuno può farci niente.

    Rispondi
  3. Trevigiano

    19 Luglio 2011 alle 13:20

    Cara Chiara,
    Se da un punto di vista metodologico, anche nel sociale, siamo d’accordo a usare quello che in matematica è il modello degli integrali, consistente nella somma d’innumerevoli misurazioni, perciò riteniamo che la valutazione di una politica vada fatta, con la sommatoria della soddisfazione individuale di tutti gli individui e non con valutazioni statistiche dall’alto, allora siamo nello stesso partito.

    Rispondi
  4. Chiara

    19 Luglio 2011 alle 13:11

    Caro amico, io sono del tuttompriva di una visione imperialistica e sono invece così consapevole delle diversità che nin solo mi sono sempre battuta per tutelarle ma sono stata per questo ripetutamente accusata di “relativismo”, come se la pluralità dei punti di vista fosse una grave colpa piuttosto che un atto di semplice realismo. Detto questo, se vuoi un confronto sul tema delle relaziono internazionali, ben vengan, ma non era affatto questo l’argomento del pezzo qui sopra. Tutto qui.

    Rispondi
  5. Trevigiano

    19 Luglio 2011 alle 10:28

    Cara chiara,
    con dodici lingue a carico:
    Spagnolo, Francese, Portoghese, Inglese, Russo, Svedese, Tedesco, Italiano, Veneto, Latino, Swaili e Arabo, e ivi altrettanti comuni di domicilio, a quale piccolo dei miei Comuni ti riferisci?
    Quando abbandonerai ogni mentalità Imperialista, avrai anche tu un’esplosione intellettiva e vedrai il Mondo, nelle sue diversità.

    Rispondi
  6. Chiara

    18 Luglio 2011 alle 22:31

    Caro Trevigiano, ho difficoltà a seguirti. Sicuramente la voce delle spese militari pesa, ma 2.3000 milioni alll’anno per la politica e’ una spesa che non ha eguali al mondo. Non a caso, tutti gli osservatori internazionali puntano il dito su questo punto come la pietra al collo che ci sta affondando. Riguardo alle relazioni internazionali, non vorrei che il tuo animo leghista ti avesse convinto che viviamo ancora chiusi ognuno nel proprio piccolo feudo. Hai presente la globalizzazione? Il mondo e” un po’ più grande del tuo comune, temo.

    Rispondi
  7. Trevigiano

    18 Luglio 2011 alle 20:20

    Cara Chiara,
    Con tutta l’umiltà necessaria, per me che prima di conoscere Nicola, ero preso dalla nausea al solo sentir parlare di politica, vorrei rilevare che certamente Berlusconi, questo non l’ha fatto come legge ad personam, lui cerca ben altro, perciò mi sembra chiaro, che poiché la maggioranza si era ben pronunciata per i tagli alla politica, questa volta l’assassino non è il solito maggiordomo ma il PD, punto.
    Seconda cosa per il PD, se intendiamo continuare l’alleanza (leggi occupazione) con gli USA, ovviamente con ex comunisti al Governo, è come metter loro un dito negli occhi, sapendo già che non sono, Santi.
    Inutile nasconderlo, o il PD e le sinistre producono un programma, che a fronte di determinati costi, prevede il ritorno a casa degli USA, oppure eliminano gli ex comunisti perché, comunque è difficile spiegarlo a trecento milioni di persone, se si accarezzano conto pelo, avendo loro nemici giurati al Governo, ci vuole troppo a capire che un ex comunista in USA è come un ex Fascista in URSS, alla fine, succede l’incomprensione e occorre pagare ancora di più.
    Persino Napolitano di fronte alla Guerra, mai ha potuto lamentarsi, a differenza di Berlusconi.
    Comunque sia chiaro che la crisi è dovuta soltanto alle spese di Guerra, 4 Trilioni, per vendicare due grattaceli, certo anche l’orgoglio Imperialista ha avuto un pochino di peso, non certo rilevato in Italia.
    Perciò decidiamoci, o ci poniamo con gli USA su un piano di parità e i loro soldati vanno a casa finché non ne mandiamo lì un pari numero di nostri, o diciamo chiaramente al popolo che ce l’abbiamo ancora in quel posto, grazie a Mussolini e che se ora ci mettiamo anche gli ex comunisti, ci fanno male.

    Rispondi
  8. Chiara

    18 Luglio 2011 alle 19:45

    Caro amico, ognuno ha la propria Casta di riferimenti, e sono tutte figlie dello stesso sistema consociativo e corporativo che ci governa dalla nascita della Repubblica. Detto questo, come ho scritto sopra, non conta molto la veridicità dei documenti pubblicati su Fb ma le reazioni che questi innescano. E’ il momento che e’ diverso, e’ la somma di tutte le esasperazioni degli ultimi venti anni, quelli che ci avevano promesso la Seconda Repubblica e invece ci hanno ridotto a servi della gleba. E sulle chiacchiere da bar sui Social Network ci andrei piano, perché anche se tu te ne sei chiamato fuori devo dirti che gira più informazione su Fb che altrove, e certo la possibilità di discuterne in tempo reale ne fa un mezzo formidabile che supera ogni barriera opposta dalla partitocrazia. Sia chiaro, io non auspico soluzioni giacobine, ma che la credibilità stia a zero e che un’intera classe politica debba essere messa fuori per sempre sono verità evidenti. A noi farcene interpreti.

    Rispondi
  9. pio borri

    18 Luglio 2011 alle 19:10

    Cara Chiara,
    sottoscrivo e infatti, da tempo, mi preparo al peggio. Mi resta solo una perplessità su quanto scrivi. Siamo proprio sicuri che i cittadini non abbiano responsabilità sul debito pubblico creato? Decenni di corporativismo sono dovuti anche ai comportamenti degli italiani che, chi più chi meno, ragionano e agiscono in termini di “caste”. Gli ordini professionali, che se provi a toccarli si rivoltano come un sol uomo (con l’aberrante esempio dei giornalisti che accusano la casta e contemporaneamente difendono la propria); i sindacati e le associazioni di categoria, che trovano gli accordi solo nel mungere le casse pubbliche; gli enti, le associazioni e tutte le altre espressioni della “società civile” che esistono spesso solo per pretendere di partecipare alla distribuzione dei finanziamenti pubblici. Prova a toccarne una: guai, sono tutte espressioni fondamentali della democrazia.
    Ciò detto, l’avvento dei social networks ha esteso le chiacchiere da bar ad un pubblico più vasto, con il rischio però di essere un terreno di coltura per vari apprendisti stregoni. Fai riferimento all’anonimo precario del Parlamento che ha pubblicato su Facebook i documenti sulle spese della casta. Ma non erano mai state nascoste! Dove erano (eravamo) nei decenni scorsi, quando tali privilegi venivano introdotti a getto continuo? Erano (eravamo) a cercare di ritagliarci qualcosa anche per noi – il nostro ordine, il nostro sindacato, la nostra associazione, il nostro circolo.
    Cosa è cambiato? Il fatto che non siamo più soli. I mercati internazionali oramai prescindono dalle sovranità degli stati e scelgono i terreni più propizi alle loro speculazioni, attaccando i punti più deboli e noi siamo uno di questi.
    Il dramma vero è che assistiamo al fallimento di una intera classe dirigente, maggioranza, opposizione, establishments economici e finanziari, che non hanno credibilità alcuna. Penso che la verità sia che, anche se la manovra finanziaria presentata fosse stata ottima (e questa fa schifo!), la mancanza di autorevolezza e credibilità della classe dirigente sia tale ormai che non sarebbe servita a bloccare i raids speculativi.
    Dunque sì cara Chiara, prepariamoci al peggio, anche perché all’orizzonte non vedo soggetti in grado di invertire la marcia.Ci salva solo, forse, il fatto che l’Europa non può permettersi un’Italia al fallimento…..e allora speriamo in un commissariamento

    Rispondi

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