• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La Breccia di Porta Pia. 20 settembre 1870

Un recente studio sugli espetti politici, diplomatici militari di questo episodio del Risorgimento.

di Gabriele Parenti | 21 Settembre 2020

A 150 anni di distanza  il ricordo della breccia di Porta Pia  che sancì  la riunione di Roma all’Italia è affidato soprattutto  all’iconografia risorgimentale: dipinti e stampe che  offrono una visione suggestiva  e romantica di questo ultimo episodio dell’epopea risorgimentale ma  si trattò di  una vicenda complessa nella quale interagirono fattori politici, diplomatici e militari.

Questi vari aspetti  sono  esaminati in modo approfondito dal  recente saggio di Hubert Heyriès La Breccia di Porta Pia.20 settembre 1870 (Il Mulino 2020 ).

Hubert HeyrièsStorico militare, insegna Storia contemporanea nell’Università di Montpellier III. Studioso di Garibaldi e del garibaldinismo, Tra i suoi vari saggi ha pubblicato anche «Les travailleurs militaires italiens en France pendant la Grande Guerre» (2014). «Italia 1866. Storia di una guerra perduta e vinta» (2016, premio Acqui Storia).

Questo libro analizza come si arrivò alla presa di Roma che siglò simbolicamente l’unificazione del paese e mostra che un intreccio di passioni e cautele, di delicate tattiche diplomatiche e di congiunture favorevoli diede il via alla fulminea campagna che dal 12 al 20 settembre portò alla conquista del Lazio e dell’urbe. 

Heyriès percorre a uno a uno questi piani, mettendo però al centro una dettagliata cronaca del fatto militare, della sua preparazione, del suo procedere città dopo città: fino alla famosa breccia aperta a cannonate nelle mura di fianco a Porta Pia e all’ingresso, alle 10 del mattino del 20, dei primi fanti e bersaglieri nella città eterna, mentre sulle mura e sulla cupola di San Pietro veniva issata bandiera bianca.

Ma viene effettuato un focus anche sulle origini della questione romana. Interessanti anche i risvolti della Convenzione di settembre  con l’evacuazione dei francesi da Roma mentre l’esercito italiano costituiva un corpo di osservazione  che avrebbe dovuto servire a  bloccare eventuali tentativi rivoluzionari  ma che avrebbe potuto trasformarsi facilmente in un corpo di spedizione.

Quindi viene analizzato lo scenario che si delineò quando, a seguito della sconfitta francese a Sédan  e alla  fine del Secondo impero si presentò l’occasione per annettere Roma e il Lazio al Regno d’Italia.

Heyriès mostra la cautela con cui agì il governo italiano. Un giro d’orizzonte nelle cancellerie europee rivelò che non c’erano sostanzialmente riserve a questa soluzione della questione romana. Così, fallito ogni residuo tentativo di accordo con il papa fu deciso l’intervento militare ma anche questo con particolari cautele per non provocare un bagno di sangue e per non avere ripercussioni negative nell’opinione pubblica internazionale. 

E poiché le grandi potenze pretendevano garanzie sulla sicurezza del papa Heyriès sottolinea che “ciò impose un’azione prudente e una politica di piccoli passi, poiché l’Italia continuava a essere esposta alle conseguenze di eventuali ripensamenti del «concerto» internazionale a favore del papa”.

Tra l’altro, inaspettatamente, le maggiori remore vennero da Bismarck che non voleva inimicarsi la cattolica Baviera mentre la reazione dell’Austria-Ungheria fu abbastanza modesta.

Il governo italiano – scrive Heyriès –esaltò il compimento di una missione iscritta nella storia, ovvero il raggiungimento dell’unificazione della patria, la liberazione di Roma dall’oscurantismo religioso e dai mercenari stranieri, incarnati dagli zuavi pontifici . Mostrò volontà di conciliazione e di apertura per rassicurare la comunità internazionale, ma inutilmente perché da parte pontificia si cercò di trasformare l’inevitabile disfatta militare in una vittoria politica.

Il papa e il comando pontificio- si legge nel libro- senza dimenticare gli zuavi che ardevano dal desiderio di battersi per ragioni ideali fortemente radicalizzate, consideravano la città eterna come l’ultima roccaforte da difendere, la nuova Gerusalemme da proteggere con una nona crociata.

Il libro ha, inoltre, alcuni capitoli dedicati alla costruzione di un luogo della memoria negli ultimi decenni del XIX secolo; poi alla lenta caduta nell’oblio, dopo la prima guerra mondiale.

Gabriele Parenti

Pubblicato in : EditorialeTag: 20 settembre, anni, bandiera bianca, breccia di porta pia, comunità internazionale, garibaldi, governo, governo italiano, guerra mondiale, prima guerra, roma, soluzione, storia contemporanea, stranieri

Info Gabriele Parenti

Giornalista professionista e scrittore, ha svolto per numerosi anni, all’interno della RAI, attività di progettazione e conduzione di programmi radiotelevisivi per le reti nazionali e per la Sede Rai Toscana.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti