Cari amici, La bella Lamascherina che lava i fazzoletti per i poveretti della città. E’ quello che ci ha regalato questo lockdown. Gente che mette mascherina e guanti in auto e poi parcheggia contromano e non fare venti metri a piedi per leggere un cartello di un negozio dove c’è scritto ” Chiuso per disperazione”. Li vedi e capisci che nulla può fermarli. Sugli angoli delle strade, ma con mascherine e guanti, impauriti, ottusi, d’ogni regola non interessa niente, fuorché indossare maschera e occhiali, neppure facessero immersioni al mare. Lavano le loro pezze col sapone di Marsiglia stendendole al sole, scelgono i colori del Presidente, che con i suoi ministri si affaccia insistentemente in tv, ormai fissi su facebook. Le mascherine poi, le trovi sui marciapiedi abbandonate, sporche, assieme a cicche di sigarette e cartacce, sacchetti di plastica che nella città a lockdown rotolano al vento come cespugli nelle città morte dei film western. Ma questo si può fare: al taglio primaverile dei giardini, fiori fosforescenti di lattine e sacchetti di patatine si uniscono in una sinfonia caotica di iridescenza bellezza che commuove anche li giovine di solito indifferente. Lavare le mascherine, è il vero segno che pare il paese ha preso ad esempio.
Enrico Martelloni


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