La ” beffa” che viene dalla Cina, è un qualcosa di grande responsabilità che chiama a rispondere sia i politici locali, regionali che il Governo attuale.
Tutti quanti loro, hanno sbandierato il mercato cinese come una grande opportunità. Ci credevano veramente ? Ci credevano o recitavano una parte ?
Comunque, il danno è fatto sia a Prato che in tutte le altre città la cui economia si basava sul manifatturiero.La maggioranza di aziende tessili, calzaturiere hanno chiuso i battenti e licenziato migliaia di dipendenti.
Quando si parlava di dazio, sembrava di parlare di qualcosa di obsoleto ed antistorico. Non bisognava chiudersi, ma anzi accettare le sfide internazionali, come se il nostro Paese avesse le spalle talmente robuste da accettare qualsiasi tipo di sfida. Per noi il settore manifatturiero era fondamentale ed indispensabile. Per non aver gestito i mercati con equilibrio e con “sano buonsenso” l’abbiamo perso per sempre.
Ora qualcuno dovrà rispondere di questo.
Noi “Socialisti per le Libertà” abbiamo raccolto le firme in varie città d’Italia, cercando di sensibilizzare sia l’opinione pubblica che le istituzioni su questo argomento. Le importazioni dovevano essere contingentate o dovevano avere un freno con il dazio.
D’altra parte i mercati, da che mondo è mondo, hanno sempre funzionato così. Non abbiamo capito perché, in questo particolare momento storico, le cose dovevano funzionare in maniera diversa, tale da sfasciare il nostro Paese.
Si dovevano rendere conto che non si era in grado di poter sostituire quella produzione con qualcosa di alternativo, senza aver fatto prima dei progetti.
E’ stato come essere colpiti da un fulmine a ciel sereno.
Ora scopriamo che i dazi si possono ammettere ( solo da parte della Cina però, un paradosso |!).
Infatti adesso la Cina per l’importazione di macchinari dall’Italia, impone un dazio che va dall’otto al dieci per cento. E’ facile comprendere come questo risulti una chiusura verso il nostro mercato. Come può essere competitivo un macchinario gravato di tale onere ?
E’ inutile camuffare la grande cantonata presa, con ragionamenti che certi prodotti possono essere cancerogeni o quanto altro, solo per aggirare l’ostacolo e non ammettere precise responsabilità.
Non è che forse tutto questo ragionamento rientri nell’ambito di una filosofia di “Casta” ?
Francesco Mazzeo
Segretario de “I Socialisti Per Le Libertà

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