Capita sempre più spesso!
Sui social, in tv, nei dibattiti politici e anche su alcuni giornali.
Per ricevere un like, per ottenere un applauso, per ammiccare ai supporters o per fare un titolo si ricorre sempre più spesso alla banalità.
La risposta standard che mi esce spontanea davanti all’ovvio, sempre più spesso spacciato per concetto profondo, è uno dei più classici aforismi romaneschi: “grazie ar cazzo!”
Siamo arrivati al punto che la gente idolatra ed è disposta a difendere a spada tratta chiunque usi un qualsiasi canale di diffusione per affermare, con il piglio di un filosofo, frasi argute e evidentemente figlie di studi approfonditissimi, di dibattiti tra intellettuali o semplicemente di un’illuminazione divina tipo:
“Dobbiamo pagare meno tasse”
“Meglio star bene che star male”
“Bisogna essere felici”
“Questa situazione va risolta”
E via, e via e via….
Io rimango abbagliato e meravigliato da tanto acume!
Come non averci pensato prima!!!
È esattamente ciò che si deve fare, per fortuna qualcuno lo ha capito.
Non mi interessano dettagli stupidi tipo come fare a raggiungere questi obiettivi.
E non conta chi lo dice; la sua storia, il suo passato, come ha vissuto, come vive e che finora non ha messo in pratica quello che professa.
L’unica cosa che conta è che ha ragione!
Che tristezza!
Abbiamo perso completamente la capacità di analisi.
Massimo Catalano il “re dell’’ovvio” di arboriana memoria deve essere rivalutato dalla storia!
Aveva capito prima di tutti in che direzione stava andando il mondo.
L’unico antidoto a questo impoverimento totale è l’istruzione, la cultura, la lettura.
Solo nutrendo la mente potremo tornare ad analizzare in modo critico tutto quello che ci viene propinato come dogma assoluto da ciarlatani travestiti da pensatori.
“fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”
È una banalità? Probabilmente sì; ma sicuramente al sommo poeta nessuno rispose “eh… grazie Ar cazzo!”
Giacomo Vivarelli

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