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LA ‘STANGATA’ SUI PENSIONATI

Su un gettito IRPEF complessivo di 145mld. i pensionati hanno contribuito per 1/3 circa dell’ammontare . Un contributo enorme che contraddice clamorosamente la promessa di un abbassamento delle tasse del quale si dovrebbe tenere conto ogni volta che si parla di costo delle pensioni e si allude ai pensionati come ad un peso per la società. Di Silvano Miniati

di Silvano Miniati | 4 Aprile 2011

L’Agenzia delle Entrate ha reso noti i dati relativi alle entrate IRPEF 2010 che riguardano ovviamente i redditi 2009.
Abituati come siamo a non reagire in modo adeguato quando la matematica viene trasformata in opinione e si piegano i dati all’esigenza di sostenere tesi scelte a priori facciamo fatica a cogliere le occasioni offerte dall’esistenza di dati veri,sui quali ragionare.
Leggiamo allora, seppure in modo stringato, i dati forniti dall’ Agenzia delle entrate. I cittadini che hanno presentato la denuncia dei redditi sono 41.523.054 così suddivisi:
Lavoratori dipendenti 20.879.919, Pensionati 15.292.361, Lavoratori autonomi 5.359.774.
Il carico fiscale ha subito un incremento: Lavoratori dipendenti +0,80%, Lavoratori autonomi +2,50%, Pensionati +5,70%.
Su un ammontare complessivo del gettito IRPEF pari a 145 mld. una cifra assolutamente impressionante che rappresenta parte fondamentale del bilancio dello stato è così ripartita tra le diverse classi sociali: Lavoratori dipendenti 61%, Lavoratori autonomi 6,4%, Pensionati 32,6%
Il che significa che su un gettito IRPEF complessivo di 145mld. i pensionati hanno contribuito per 1/3 circa dell’ammontare . Un contributo enorme che contraddice clamorosamente la promessa di un abbassamento delle tasse del quale si dovrebbe tenere conto ogni volta che si parla di costo delle pensioni e si allude ai pensionati come ad un peso per la società.
Da questi dati emerge con chiarezza come la stragrande maggioranza degli italiani sia stata costretta a pagare di più e come i pensionati siano stati indiscutibilmente i più tartassati.
Se ai dati generali si aggiungono poi le valutazioni su come regioni e comuni hanno applicato le addizionali, il panorama che ne viene fuori è davvero allarmante.
Pensiamo ad un cittadino romano che in un colpo solo si è visto scaricare addosso uno 0,50 in più di addizionale comunale e uno 0,40 in più di addizionale regionale senza esserne adeguatamente informato. La stragrande maggiorana dei pensionati ha scoperto il fatto quando gli Enti erogatori hanno cominciato a togliere loro i soldi dalle pensioni.
Così come mi era capitato di scrivere su questo giornale il 27 di febbraio, ci sarebbero quindi ragioni molto concrete per spingere i pensionati e i loro sindacati a riprendere decisamente l’iniziativa.
In queste settimane si è tornati finalmente a discutere di sostegno alla famiglia e di legge per la non-autosufficienza. Dal forum delle famiglie sono partite critiche durissime al governo e richieste precise di una politica fiscale, e non solo, a sostegno della famiglia. Tutti convengono che le risorse che lo stato destina alla famiglia sono molto scarse, non solo se confrontate ai bisogni reali delle medesime, ma anche guardando a quello che succede negli altri paesi europei.
Il governo si difende sostenendo che non è vero e che la spesa dedicata alla famiglia raggiunge infatti 62 mld. Una cifra davvero imponente che lascia sbalorditi.
Se si indaga per capire come si arriva alla cifra di 62 mld si scopre che in essa vengono considerati i 35 mld. del costo delle pensioni di reversibilità! Si tratta di una tesi che speriamo non abbia successo, ma che comunque obbligherebbe i ministri Sacconi e Tremonti a chiarire se in prospettiva le pensioni di reversibilità siano da considerare spesa previdenziale o spesa assistenziale. L’unica cosa che non si può fare è comportarsi come se 35 mld, sempre quelli, possano cambiare collocazione a seconda dei giorni e delle tesi che si vogliono sostenere. Va comunque chiarito che se quelle tesi dovessero prevalere andrebbero rivisti tutti i calcoli tra PIL e spesa previdenziale.
network sinistra riformista

Silvano Miniati (www.avantidelladomenica.it)

Pubblicato in : Primo piano

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