L ‘ Italicum non è più un totem da difendere a tutti i costi. Ormai non lo è più neppure per Renzi. Il presidente del Consiglio sta a guardare e lascia le briglie sciolte. Ma una proposta la sta già preparando . E’ da anni che ne parla .
Il capo del governo deve essere il sindaco d’Italia. Questo gli permetterebbe di andare ad un ballottaggio e di mettere in campo una coalizione coinvolgendo la sinistra del PD e quella esterna al PD. Ma soprattutto una lista che guardi al civismo metropolitano e che potrebbe rappresentare una casa sicura per un pezzo vasto di elettorato moderato.
Premio di maggioranza alla coalizione e non al partito. Ma Grillo con un colpo di teatro a lui congegnale spariglia. Bisogna cancellare l’ Italicum e passare ad un sistema elettorale col proporzionale secco , con le preferenze e senza ballottaggio. Ma perchè Grillo affonda l’ Italicum che lo favoriva in base agli ultimi sondaggi ?
Il proporzionale secco con collegi piccoli lo favorirebbe. Uno sbarramento alto cancellerebbe i piccoli partiti e non permetterebbe coalizioni.
Ma soprattutto le preferenze annullerebbero le divisioni interne e le “Parlamentarie” sarebbero solo un ricordo. La partita a scacchi è avvincente e il referendum avrà toni meno caldi. Non è ancora chiara quale invece sarà la proposta del centrodestra.
Per Salvini sicuramente il proporzionale va benissimo. Ma Berlusconi pensa invece alla vecchia coalizione. Sullo sfondo la decisione rinviata della Corte Costituzionale. Ora è la politica che deve dettare le regole.
Se ne sarà capace.

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