I risultati elettorali scaturiti dalle elezioni del 5 giugno, sono una sconfitta solenne dei partiti. Non si salva nessuno; è una mazzata per il Pd che perde la direzione di Comuni come Roma e Torino. Forza Italia esce notevolmente ridimensionata, in una fase della sua storia che la vedeva in “dissoluzione” ancor prima delle elezioni amministrative, ed è sconfitta la Lega, che perde anche Varese, la sua roccaforte. Il fatto che i partiti siano usciti sconfitti da quest’ultima consultazione, potrebbe rappresentare anche una salutare lezione, ma abbiamo l’impressione che non si tratti di un malessere momentaneo. Il male è oscuro; nasce dall’incapacità di amministrare i comuni e dalla mancanza di radicamento sul territorio, che neppure il Pd sembra disporre. Il radicamento sul territorio, l’organizzazione locale delle sezioni o qualsivoglia club, sono l’unica alternativa da contrapporre a chi fa teoria attraverso Internet. L’Italia frana verso una gestione digitale: tradotto, vuol dire che la cosiddetta partecipazione alla vita pubblica si tradurrà nello schiacciare un tasto del proprio computer. Tutto questo è inaccettabile e non porterà a niente di buono. In prospettiva c’è solo l’isolamento delle persone che pensano di delegare ad amministrare qualcuno, stando comodamente seduti a casa propria. Non è così che l’Italia è diventata un grande Paese, una democrazia consolidata. Le persone si devono incontrare e dibattere. E’ dal confronto che nascono i programmi ed emerge la classe politica. Il fatto che la Raggi e l’Appendino abbiano conquistato Roma e Torino non vuol dire che hanno dei meriti; non ne hanno alcuno. I cittadini, non sapendo più a che santo votarsi, scelgono quello che ritengono il meno peggio. Del resto, là dove sono andati al potere i grillini (Parma e Livorno, sappiamo com’è andata; inchieste e avvisi di garanzia). Tutto sommato, la presa di Roma e di Torino, potrebbe essere salutare, come lezione ai partiti, ma anche come messa in prova dei Pentastellari. Si dice che la consultazione amministrativa non è importante come quella politica, ben per i partiti che hanno perso, che potrebbero rifarsi alle prossime elezioni politiche, anche alla luce di probabili insuccessi dei 5 Stelle a Roma. La Città eterna non è facile da amministrare. Una cosa è emersa con certezza dalle urne del 5 giugno: la politica dirigistica di Renzi è stata bocciata dall’elettorato.
L’Italia frana verso una gestione digitale dei 5 Stelle
Il radicamento sul territorio, l’organizzazione locale delle sezioni o qualsivoglia club, sono l’unica alternativa da contrapporre a chi fa teoria attraverso Internet.

Condivisibile in tutto, ma che fare? Renzi non è forse sempre attaccato allo smartphone anche in conferenza stampa? I giovani, incapaci di interloquire, o con le cuffie o sui loro aggeggi, non ci si puo’ piu comunicare. I luoghi di incontro si stanno svuotando, la gente resta sui tablet. Se non si ritorna a una dimensione piu umana, questa della tecnologia sarà un’involuzione.