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L’Italia frana verso una gestione digitale dei 5 Stelle

Il radicamento sul territorio, l’organizzazione locale delle sezioni o qualsivoglia club, sono l’unica alternativa da contrapporre a chi fa teoria attraverso Internet.

di Roberto Fronzuti | 22 Giugno 2016

I risultati elettorali scaturiti dalle elezioni del 5 giugno, sono una sconfitta solenne dei partiti. Non si salva nessuno; è una mazzata per il Pd che perde la direzione di Comuni come Roma e Torino. Forza Italia esce notevolmente ridimensionata, in una fase della sua storia che la vedeva in “dissoluzione” ancor prima delle elezioni amministrative, ed è sconfitta  la Lega, che perde anche Varese, la sua roccaforte. Il fatto che i partiti siano usciti sconfitti da quest’ultima consultazione, potrebbe rappresentare anche una salutare lezione, ma abbiamo l’impressione che non si tratti di un malessere momentaneo. Il male è oscuro; nasce dall’incapacità di amministrare i comuni e dalla mancanza di radicamento sul territorio, che neppure il Pd sembra disporre. Il radicamento sul territorio, l’organizzazione locale delle sezioni o qualsivoglia club, sono l’unica alternativa da contrapporre a chi fa teoria attraverso Internet. L’Italia frana verso una gestione digitale: tradotto, vuol dire che la cosiddetta partecipazione alla vita pubblica si tradurrà nello schiacciare un tasto del proprio computer. Tutto questo è inaccettabile e non  porterà a niente di buono. In prospettiva c’è solo l’isolamento delle persone che pensano di delegare ad amministrare qualcuno, stando comodamente seduti a casa propria. Non è così che l’Italia è diventata un grande Paese, una democrazia consolidata. Le persone si devono incontrare e dibattere. E’ dal confronto che nascono i programmi ed emerge la classe politica. Il fatto che la Raggi e l’Appendino abbiano conquistato Roma e Torino non vuol dire che hanno dei meriti; non ne hanno alcuno. I cittadini, non sapendo più a che santo votarsi, scelgono quello che ritengono il meno peggio. Del resto, là dove sono andati al potere i grillini (Parma e Livorno, sappiamo com’è andata; inchieste e avvisi di garanzia). Tutto sommato, la presa di Roma e di Torino, potrebbe essere salutare, come lezione ai partiti, ma anche come messa in prova dei Pentastellari. Si dice che la consultazione amministrativa non è importante come quella politica, ben per i partiti che hanno perso, che potrebbero rifarsi alle prossime elezioni politiche, anche alla luce di probabili insuccessi dei 5 Stelle a Roma. La Città eterna non è facile da amministrare. Una cosa è emersa con certezza dalle urne del 5 giugno: la politica dirigistica di Renzi è stata bocciata dall’elettorato.

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, classe politica, consultazione, democrazia, elezioni, elezioni politiche, impressione, italia, lega, livorno, Movimento 5 Stelle, pd, persone, renzi, risultati elettorali, roma

Info Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. paolo francia

    24 Giugno 2016 alle 21:37

    Condivisibile in tutto, ma che fare? Renzi non è forse sempre attaccato allo smartphone anche in conferenza stampa? I giovani, incapaci di interloquire, o con le cuffie o sui loro aggeggi, non ci si puo’ piu comunicare. I luoghi di incontro si stanno svuotando, la gente resta sui tablet. Se non si ritorna a una dimensione piu umana, questa della tecnologia sarà un’involuzione.

    Rispondi

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