• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’IMPASSE DELLA PROPOSTA CALDEROLI

All’Italia non serve una riforma “al buio” Il federalismo non fornisce strumenti utili a combattere il declino. di Enrico Cisnetto

di Enrico Cisnetto | 26 Gennaio 2009

La reazione parlamentare e giornalistica alla sincera quanto stupefacente dichiarazione del ministro Tremonti sull’impossibilità di quantificare il costo del federalismo futuro è stata prevalentemente incentrata sul rischio che c’è nel fare una riforma “al buio”. Giusto, ma parziale. Come ha ben spiegato Luca Ricolfi sulla Stampa di ieri, è inaccettabile che ci si debba basare solo sull’impegno assunto dal Governo affinché i decreti attuativi non debordino oltre i confini già tracciati nella finanza pubblica dalla crisi economica in atto. Così come è incredibile, dopo anni di applicazione e due modifiche costituzionali, che non ci sia ancora uno straccio di consuntivo di quanto sia costato il “federalismo realizzato” e di quale risultato dia la somma algebrica dei vantaggi e degli svantaggi fin qui procurati.

Ma, a mio avviso, è su un altro piano che andrebbe indirizzata la reazione oppositiva. Si dice: il federalismo fiscale non aggraverà la crisi. Ammesso e non concesso che sia vero, ci mancherebbe altro. Ma a me interessa che la risolva, la recessione, non semplicemente che non la complichi. E sì, perchè il problema dell’Italia è da 15 anni la bassa crescita economica (1 punto all’anno di meno della media Ue, quasi due punti e mezzo rispetto agli Usa), e in questo frangente evitare che la recessione diventi devastante. Dunque, qualunque riforma istituzionale, deve essere funzionale all’obiettivo primario del paese, che è appunto tornare allo sviluppo colmando il gap di crescita e di competitività fin qui accumulato. Se serve a questo fine si fa, se non serve non si fa. Dunque, il grave della proposta Calderoli è che non fornisce strumenti utili a combattere il declino.

Per la semplice ragione che non può: il federalismo, infatti, è una forma di decentramento dei poteri – peraltro finora realizzata in maniera aggiuntiva e non sostitutiva a quelli nazionali – che contrasta con gli standard imposti da quella globalizzazione che è la prima causa del nostro declino (non per sua colpa, ma perchè noi non ne abbiamo capito le conseguenze). Si tratta delle “grandi dimensioni” – degli Stati, dei mercati, delle imprese – e della “velocità del cambiamento”, a sua volta figlia della “velocità delle decisioni”. Noi, invece, in questi anni siamo andati nella direzione di marcia opposta: piccole dimensioni, tanto del sistema produttivo quanto degli assetti istituzionali, e lentezza, specie nei processi decisionali (fortemente influenzati dal localismo esasperato). D’altra parte il declino ha cause precise, mica è il portato della sfortuna.

Dunque, invece di prendere atto che i meccanismi di decentramento attuati in questi anni hanno fatto lievitare i costi, hanno moltiplicato il contenzioso tra centro e periferia e hanno prodotto un’intollerabile cultura del veto, assegnando anche all’ultimo dei sindaci poteri d’interdizione inauditi, e di conseguenza imboccare la strada opposta, ci siamo infilati in questo vicolo cieco del federalismo fiscale, scelta peraltro presentata dai suoi sostenitori come modo per portare a compimento quanto finora realizzato.

Il che dovrebbe di per sè già essere un campanello sufficientemente sonoro per svegliarsi e fermarsi. Se poi a questo si aggiunge che da quella stessa sponda viene il no a processi di semplificazione istituzionale come l’abolizione delle province (anche se oggetto di promessa elettorale), allora non ci dovrebbero più essere dubbi sul no al federalismo fiscale. Ma quand’anche tutto ciò non fosse stato sufficiente, beh a tagliare la testa al toro dovrebbe essere la stupefacente ammissione di Tremonti che quella “roba lì” non serve a guarire, al massimo non aggrava.

Enrico Cisnetto ( da Terza Repubblica giornale on line di Società Aperta )

Pubblicato in : Primo piano

Info Enrico Cisnetto

Editorialista economico e opinion leader, da anni studio e descrivo i processi di cambiamento del capitalismo italiano e internazionale, soprattutto in relazione alle dinamiche politiche. Già direttore di diverse testate della Rusconi, vicedirettore del quotidiano l’Informazione e vicedirettore del settimanale Panorama, svolge un’intensa attività di editorialista per Il Messaggero, Il Foglio, Il Gazzettino di Venezia, La Sicilia di Catania, Liberal e Il Mondo. Cura una rubrica quotidiana nella trasmissione radiofonica Zapping (Rai Radio1) ed è spesso ospite delle trasmissioni di approfondimento e telegiornali di Rai, Mediaset, Sky, La7. Presidente di “Società Aperta”, è direttore responsabile del quotidiano on-line TerzaRepubblica.it

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Puccio cartoni

    27 Gennaio 2009 alle 08:38

    Cosa c’è da commentare? E’ tutto puntualizzato e spiegato . C’è solo da non sorvolare nella lettura,fare mente locale e consapevole ,e poi comportarsi di conseguenza.Senza cercare di salvarsi l’anima con elucubrazioni filosofiche.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti