A Ferragosto, quanto tutto si ferma e il mondo sembra tutto in vacanza, basta cercare una farmacia e ti rendi conto che ci sono “gli altri”, che non sono in vacanza. E meno male. Nel giorno di Ferragosto è rito che il Ministro degli Interni giri -in una Roma quasi deserta- per i comandi delle forze dell’ordine, come segno di vicinanza proprio nel giorno in cui la vacanza sembra un obbligo. C’è un’estate degli altri, che spesso non vediamo e che è giusto ricordare. C’è l’estate degli infermieri che corrono spingendo barelle, più o meno in emergenza, c’è l’estate dei lavoratori di cantiere delle strade e delle autostrade, di notte e di giorno, perché d’estate si lavora meglio e il cemento prende meglio e non c’è Ferragosto che tenga per gli uomini arancione. C’è l’estate dei vigili del fuoco e c’è l’estate di tutte le forze dell’ordine e di polizia che hanno turni programmati da mesi e sanno dove saranno a Ferragosto , dopo e prima. E sicuramente non in spiaggia. C’è l’estate degli altri: di quelli che lavorano per la nostra estate. Quella dei bagnini e delle cameriere, sudate d’albergo che slenzuolano da mattina a sera, quella dei pescatori che cercano di farci avere il pesce più fresco e più buono, quella dei cuochi delle migliaia di pensioni e alberghi dal Friuli alla Sicilia, che spadellano dalle otto alle 24 e hai voglia a pensare a una estate più calda. C’è l’estate dei malati che sembrano non lavorare ma in fondo lavorano uguale per la vita e la salute. C’è l’agosto di quei letti, così ordinati e così silenziosi, con quelle braccia attaccate agli aghi e quelle gocce lente che scendono come granelli di una clessidra immobile. C’è l’estate dei casellanti, sempre meno e sempre più viacardizzati, c’è l’estate dei tassisti che corrono verso l’autunno, c’è l’estate degli attori e dei cantanti e delle band che sfruttano una stagione di poche settimane per fare il pieno e il successo di un anno. Vi sembra poco l’estate degli altri? Meno male che c’è l’estate degli altri che ci fa sembrare meno falsa la nostra estate. Marco del Murex, cameriere per esigenze di famiglia, lo dice chiaro e tondo con accento romagnolo: “Meno male che Ferragosto è come Capodanno viene solo una volta l’anno”. L’estate degli altri è normale e speciale. “Speri di entrare nella vita degli altri che sei abituato solo a raccontare. Sogni un momento quotidiano che gli altri vivono nella disarmante ritualita’ di uno schema. finito .Cerchi un vivere normale nella distesa di ombrelloni che sfilano sulla tivu’ e quando sei tu sulla spiaggia scopri amaramente che la vita vera e’ sempre quella degli altri. La tua, al massimo, s’ intravvede nell’ evanescenza di uno specchio dei ricordi. O delle emozioni terze”. A Fernanda Pivano piacque molto questa cosetta scritta un po’ di anni fa. E adesso piace anche a me.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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