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L’eredità dilapidata di Bobo

di Redazione Pensalibero.it | 31 Gennaio 2006

Tutto quello che odora di socialismo democratico, laicità, liberalesimo è una benedizione per Tuttocchiali. A maggior ragione in questi tempi grami, nei quali questi odori occorre andarli a cercare nelle taverne di paese, nei sottoscala dei quartieri popolari, il più delle volte in aperta campagna, dove ancora non sono stati spazzati via dal vento forte del conformismo e dell’opportunismo.
E’ per questo che ci viene un tuffo al cuore tutte le volte che leggiamo il nome Craxi. Non eravamo sempre d’accordo con papà Bettino. Ma erano sfumature, quisquiglie se pensiamo allo scempio fatto di tutto il mondo laico e socialista negli anni novanta e se il confronto lo facciamo con tutto quello che ci tocca ingurgitare oggi.
Di Stefania non condividiamo l’insofferenza verso i frammenti della diaspora e la decisione di proseguire la sacrosanta sua battaglia ospite di Forza Italia. Ma la comprendiamo ed ammiriamo il suo spirito indomito.
Ma Bobo: qualcuno deve pur iniziare le pratiche per la sua politica interdizione. Ha scassato quel che restava del Nuovo PSI. Ha portato le sue truppe avanti al fortino della Rosa nel Pugno poi si è fermato. Cerca legittimazione presso quei magistrati già colpevoli di aver pesantemente condizionato le nostre vicende politiche, soprattutto quelle paterne e socialiste. Ricorsi al TAR di Sicilia, al Tribunale di Roma, diffide a destra e manca, perfino alla Rai, contro chiunque voglia dichiararsi socialista senza il suo consenso. Avrebbe potuto avere tutto dai socialisti, solo che stesse fermo e zitto.
Nessuno ha diritto di dilapidare così un’eredità!

Pubblicato in : Primo piano

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. bernardi alberto

    23 Marzo 2006 alle 01:33

    Non sono meravigliato dal fatto che il Sig:V:Craxi sia finito nella cacca,politica è ovvio, sopratutto per lui,parlando degli “esecutori” di suo Padre.
    Siamo nel 2001 il NPSI si è appena formato le discussioni fuori e dentro il Congresso precedente le elezioni si, moltiplicano si arroventano su una questione di fondo: con chi deve schierarsi il NPSI,dato che lo SDI è già nel Centrosinistra? L’ovvia risposta spacca addirittura il Congresso .una 50ina di delegati su 2000 si ritrova in altro albergo,si chiama Midas. La conclusione è il precipitoso rientro all’Ergife sede ufficiale del 2° Congr….Uscita di scena di Martelli che voleva la Segreteria di De Michelis,confermato a furor di Congresso:
    Allora sapete chi c’era dietro a tutto questo andirivieni ma Lui il giovin virgulto della real casa:BOBO!
    Io c’ero a tutte la fasi delle discussioni pre e congressuali ho partecicipato anche alle riunionicine di corridoio,Gianni si raccomandava al Sig. Bobo di non fare sciocchezze gli concesse l’unico collegio per la Camera per noi con la CdL….(..tutte cose che poi ha vergognosamete avuto…)
    Ma lui fino alla disfatta del Midas 2001 giocò contro voleva andare a sinistra ?seguire Martelli fino al martirio?
    Poi rientò divenne uno dei vice segretari del NPSI e passò comodamente deputato
    nella CdL a Trapani/Mazaro con 5000 tunisini mobilitati per lui!
    Non è mai andato d’accordo col minigruppo
    NPSI si sentiva superiore di fronte ad una 26enne e un medico diAgrigento,figuriamoci!
    Ha sempre remato contro in questi 4 anni
    fino al tradimento finale che ,in fondo poi a me questo interessa,squassato il 5°Congr.del
    NPSI in accordo ,certo mica da solo il prode.ma con certo Zavettieri che si racconta voleva far pagare a Gianni uno sgarbo…..claque,fischi del 20% dei delegati
    hanno fatto fallire l’unica possibilità di sopravvivenza che al NPSI dopo le umiliazioni dei 5 anni in maggioranza.
    Però quello che che mi è parso strano è che dopo la sentenza favorevole su nome e simbolo Gianni non abbia finito il 5° Congresso NPSI per scegliere DEMOCRATICAMENTE la linea da seguire per i prossimi 5 anni,come anche un degli “attori” di quella sentenza mi affermava
    che simbolo e nome erano riaffidati agli organi legittimamente in carica e cioè i 900 delegati del Congresso,avendo la convocazione del Congresso stesso azzerato
    TUTTI gli incarichi,compreso il Segretario nazionale in carica solo per l’espletamento notarile del Congresso desaparecido.
    Quindi traditore di se stesso e della sua famiglia,traditore del partito che nonostante tutto lo aveva riaccolto tra sè,pugnalatore alla schiena di Gianni o no?
    Gianni aveva una occasione storica di di consegnare il resto di noi socialisti ad una prospettiva ricca di incognite ma anche ma anche l’unica onestamente praticabile! Bastava comportarsi come la Bonino e si è lasciato scappare “l’attimo fuggente” Alberto Bernardi

    Rispondi
  2. ALBERTO BERNARDI

    9 Febbraio 2006 alle 00:29

    penso a quel povero spermatozoo andato a male di Bettino 9 mesi prima della nascita di uno a cui verrà imposto il troppo roboante nome di “VITTORIO” . Poveretto ,non poteva
    fermarsi prima e risparmiare ai socialisti italiani un prodotto così deteriorato?
    Davvero era meglio specializzarsi in “fermento vivo” e nuotare in un buon yogurt;comunque caro spermatozoo non disperare ,qualcuno nella tua famiglia crede nella “metempsicosi”………………..

    Rispondi
  3. Giulio Laroni

    2 Febbraio 2006 alle 18:41

    “Ieri Bobo Craxi ha sciolto la riserva: sarà candidato, in quota Prodi, nella lista unitaria a Montecitorio. ”

    Ecco il motivo della scissione. Bobo Craxi è sempre Bobo Craxi.

    Rispondi
  4. Giampaolo Mercanzin

    2 Febbraio 2006 alle 07:32

    Beh! Finalmente ha scelto come tanti “indipendenti di sinistra”, fuoriusciti da tutte le parti, di farsi proteggere dai DS. . Vale a dire dal partito maestro nel costruire prodotto USA & GETTA!

    Rispondi
  5. puccio cartoni

    1 Febbraio 2006 alle 14:17

    La carriera politica di Vittorio detto Bobo è stata fulminante . Nemmeno era alla partenza ,e già il cognome lo portava ad essere acclamato Segretario,senza che lui se ne accorgesse neppure .
    Non aveva capito da che parte stava ,infatti ,né da che parte avrebbe dovuto stare ; al momento in cui gli veniva offerta una candidatura facile facile ( alla Di Pietro ) , ha ritenuto opportuno accettarla ,forse nella speranza di poter cominciare a farsi le ossa,per onorare piano piano la memoria del padre Bettino , impugnando nuovamente il garofano . Eletto al Parlamento in tutta tranquillità , ha pensato di aver calamitato in proprio la considerazione di cui veniva – nel Paese,ma non solo -gratificato il padre ; e credendo suo proprio dovere dare un saggio aggiuntivo delle proprie virtù politiche , ha pensato di innovare ulteriormente la moda passata dei giri di valzer….allontanatosi dalla sorella ,rosa in bocca alla Valentino (Rodolfo), ha chiamato l’orchestra per l’ultimo giro. Ma ,non appena ha aperto bocca …. le trombe non hanno suonato , e gli altri orchestrali hanno negato i loro strumenti, mentre solo il manipolo dei fedelissimi si agitava e schiamazzava.,nel classico “trenino” .
    Adesso non può che cercare di vendersi al miglior offerente ,se ne trova………. dato che l’aver confuso unificazione con Unione appare uno di quegli errori che risulta duro –obiettivamente e non solo per i Socialisti – a digerire o perdonare. Riuscirà il nostro eroe a trovare uno strapuntino resistente alla sua mole ? Io mi auguro di no .

    Rispondi

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