• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’autogolpe come porto terminale delle libertà occidentali

di Marzio Siracusa | 22 Luglio 2012

Resterebbe a salvarci l’ultima libertà residua, quella di dire no alla felicità. Ma fra libertà e felicità in quanti sceglieremo la libertà?

In zoologia e nella storia umana vi sono esempi di auto estinzione dell’individuo rispetto al gruppo o del gruppo “tout court”, quando le condizioni ambientali e storiche non permettono alcuna continuità vitale, si pensi all’animale malato che si apparta dal branco, oppure ai suicidi di Massada, ma anche l’auto soppressione una ventina d’anni fa d’una comunità new age con oltre novecento suicidi collettivi. L’occidente allargato, che ha supinamente accolto le leggi della ragioneria finanziaria come il “diktat” capace di evitare “diktat” peggiori, sta subendo il medesimo meccanismo. Nell’evidente imbarazzo professorale a scoprire l’abisso che sta tra brillanti teorizzazioni macroeconomiche verificate su brillanti e non meno teorici algoritmi, e la realtà del governo d’una nazione, Monti ha giustificato la salita dello spread oltre i 500 punti anche e soprattutto con l’incertezza dei mercati all’approssimarsi delle elezioni italiane della prossima primavera. Monti ha detto una verità, che suona come invito al “branco-italia” all’autoestinzione della propria volontà. Non occorre molto acume per capire che Monti da ricattato ha fatto suo e esteso il  ricatto: “ condizione perché lo spread non salga a livelli spagnoli e oltre è che la politica del mio governo duri anche dopo il mio governo, che quindi fingerà di cadere ma resterà ‘ mutatis mutandis ‘, con altri nomi di cui sarò il nume tutelare “. Siamo di fronte a un ordine sussurrato ma perentorio che non riguarda solo l’Italia, ma tutto l’occidente allargato, ossia tutto l’asfittico orbe terraqueo, compresi naturalmente i paesi primi della classe che oggi si credono in cattedra. Se il capitalismo finanziario è l’approdo di tutto il sistema capitalista, per quanto tanti “roosvelt” dell’ultima ora possano fingere di correggerlo con illusorie dosi di capitalismo industriale, leggi crescita, esso è pure la fase in cui le mitiche libertà, alla cui conquista l’occidente sopportò infiniti massacri, giungono al capolinea, ossia all’autogolpe. Chi ancora vaneggia che quanto sta accadendo rientri in una congiuntura sfavorevole che presto sarà superata, magari drogando il mercato con nuovi specchietti per le allodole tecnologiche travasate direttamente dalla ricerca militare nella società civile alienata, chi ancor spera questo, e i tanti che sempre si baloccheranno con bicchieri mezzi vuoti o mezzi pieni sognando un nuovo “boom”, e gli ex boy scout d’ogni colore, canterini e pieni d’entusiasmo senile, costoro devono capire che tutto un processo plurisecolare blindato come un totem intoccabile e contro cui ogni critica è stata fino ad oggi tacciata di blasfemia, quel processo è a conclusione, come dimostra l’inevitabilità e la paradossale giustezza dell’autogolpe. Quando Monti ipoteca per decenni la politica italiana per fermare la salita mortale dello spread, non fa che bisbigliarci, legittimamente dal suo punto di vista, la necessità di cominciare a ripensare le garanzie costituzionali, magari per sospenderle conservandone la facciata, vedi ad esempio la sottesa inutilità dei passaggi elettorali, che devono sì restare, purché ne sia garantito però il vuoto rituale, la sceneggiata per le masse becere ma scolarizzate per un domani gioioso. Questo in soldoni e senza sottigliezze accademiche è il valore dell’autogolpismo al rallentatore, silenzioso e soft che stiamo vivendo. Perché ipotecare per decenni la futura politica italiana è possibile solo giustificando e dando sostanza a una minaccia del tipo: “ attenzione se voterete partiti che deflettono dalla mia politica, l’indigenza, l’intollerabile indigenza vi colpirà, smonterete dai primi gradini della felicità che avete appena salito, e voi non immaginate minimamente la bestialità a cui può arrivare una società adusa al benessere e costretta invece a ripiombare nell’indigenza. Pensate ai vostri figli poveri e obbedite! “ Di fronte a questo le mitiche libertà occidentali vanno a morire nel porto da cui salparono, la grande illusione storica d’un tempo felice e giusto che mille escamotages potranno reiterare ma non rivestire di verità. Resterebbe a salvarci l’ultima libertà residua, quella di dire no alla felicità. Ma fra libertà e libertà coatte, tra libertà e felicità in quanti sceglieremo la libertà?

Pubblicato in : Editoriale

Info Marzio Siracusa

” Studiato ho, ahimè, filosofia / studiato ho legge e medicina / e purtroppo anche teologia / intensamente, con aspra fatica! / Eccomi or qui, povero stolto, / senza aver nulla risolto / “

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Pietro d'Ambrosio

    22 Luglio 2012 alle 20:24

    Sono nato libero e poi, intorno ai 15 anni, sono diventato un “cristiano-socialdemocratico di stampo liberale” per cui caro Marzio io ho scelto e confermo di scegliere la libertà; anche perchè la felicità porta con se un contenuto utopico troppo alto per pensare di poterla raggiungere. Per quanto riguarda quei circa 900 che all’epoca si autocicutarono potremmo suggerire ai nostri elementi della CASTA ed ai loro accoliti, di imitare quelli della NEW AGE che allora ci restituirono di colpo la disponibilità ad un certo volume di ossigeno fruibile dal loro repentino non-uso. Ma mi sa tanto che se non ricorriamo a fratello mistra ed a nonno lanciafiamme in tandem con zio bazooka … non ne veniamo a capo. Ma visto che sembra evidente che questo vogliono, questo avranno. Come dicevano qualche secolo fa sanculotti e montagnardi: CA IRA’ Grazie per il tuo luminoso articolo, PdA

    Rispondi
    • Marzio Siracusa

      23 Luglio 2012 alle 09:48

      Caro d’Ambrosio,
      forse si potrebbero ancora evitare mitra, bazzoka e lanciafiamme, anzi si eviteranno senz’altro semplicemente smontando l’attualità pilotata che invade come acido prussico ogni pensiero e atto. C’è stata costruita addosso la prigione d’un mondo immaginario per impedire alla nostra immaginazione di concepire la verà diversità. La fantasia mesciuta in dosi calcolate di attualità è l’opposto della fantasia al potere, o forse è l’unica forma possibile della fantasia al potere. Direi che è tempo di liberarcene e ritrovare la nostra fantasia, un’arma senza rivali. Comunque grazie.

      Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti