Resterebbe a salvarci l’ultima libertà residua, quella di dire no alla felicità. Ma fra libertà e felicità in quanti sceglieremo la libertà?

Resterebbe a salvarci l’ultima libertà residua, quella di dire no alla felicità. Ma fra libertà e felicità in quanti sceglieremo la libertà?

” Studiato ho, ahimè, filosofia / studiato ho legge e medicina / e purtroppo anche teologia / intensamente, con aspra fatica! / Eccomi or qui, povero stolto, / senza aver nulla risolto / “

Sono nato libero e poi, intorno ai 15 anni, sono diventato un “cristiano-socialdemocratico di stampo liberale” per cui caro Marzio io ho scelto e confermo di scegliere la libertà; anche perchè la felicità porta con se un contenuto utopico troppo alto per pensare di poterla raggiungere. Per quanto riguarda quei circa 900 che all’epoca si autocicutarono potremmo suggerire ai nostri elementi della CASTA ed ai loro accoliti, di imitare quelli della NEW AGE che allora ci restituirono di colpo la disponibilità ad un certo volume di ossigeno fruibile dal loro repentino non-uso. Ma mi sa tanto che se non ricorriamo a fratello mistra ed a nonno lanciafiamme in tandem con zio bazooka … non ne veniamo a capo. Ma visto che sembra evidente che questo vogliono, questo avranno. Come dicevano qualche secolo fa sanculotti e montagnardi: CA IRA’ Grazie per il tuo luminoso articolo, PdA
Caro d’Ambrosio,
forse si potrebbero ancora evitare mitra, bazzoka e lanciafiamme, anzi si eviteranno senz’altro semplicemente smontando l’attualità pilotata che invade come acido prussico ogni pensiero e atto. C’è stata costruita addosso la prigione d’un mondo immaginario per impedire alla nostra immaginazione di concepire la verà diversità. La fantasia mesciuta in dosi calcolate di attualità è l’opposto della fantasia al potere, o forse è l’unica forma possibile della fantasia al potere. Direi che è tempo di liberarcene e ritrovare la nostra fantasia, un’arma senza rivali. Comunque grazie.