Kung Fu Panda 3 è arrivato nei nostri schermi in primavera dopo 5 anni di attesa, ed ha concluso, oserei dire in bellezza. i primi tre capitoli della storia di un Panda innamorato del Kung Fu . Si tratta della prima coproduzione cino- americana destinata ad aprire il mercato , infatti sono previsti altri tre capitoli. Se ve lo siete perso cercatelo nelle arene all’aperto , portateci i vostri figli,ma seguitelo attentamente anche voi perché il messaggio di Po è rivolto anche agli adulti.
Il simpatico Po ha un gran pregio non conosce la parola “impossibile” , Nel primo capitolo l’abbiamo conosciuto mentre sognava e tentava di diventare Guerriero Dragone e fra gag e scene di combattimento pur essendo goffo e sgraziato, pur mancando della capacità e della leggerezza per battersi velocemente , riesce a coronare il suo sogno. E’ a questo punto che milioni di persone , non necessariamente tutti bambini, si innamorano di Po panda ingenuo ma con un gran cuore e si domandano perché mai un panda abbia per padre un’oca. Per chiarire questo c’è il secondo episodio quando Po , difensore della Valle con i 5 cicloni (tigre, mantide, scimmia, vipera e gru) deve capire quali siano le sue origini per esprimere quella forza necessaria per diventare “maestro”.
Ed è finalmente nel terzo episodio che Po DEVE diventare maestro e si rende conto della sua inadeguatezza ma non si arrende. Ritrova il padre biologico, riunisce la sua famiglia allargata e queste sono scene dove emerge l’ironia della situazione, dove gli autori sottolineano le emozioni e le rivalità dei due padri e Po fa emergere il suo entusiasmo quando, arrivato nel villaggio segreto dei panda, per contrapporsi al cattivo di turno Kia, che vuole dominare il mondo, decide di insegnare il KungFu ai suoi simili “Tu sei uguale a me, ma più vecchio”, “tu sei come me ma più giovane”
Po riconosce se stesso nei suoi simili , vuole conoscere se stesso e sa che può e deve migliorarsi, vuole essere unico, non vuole identificarsi con gli altri e cerca di insegnare agli altri panda a non identificarsi con lui, ma con se stessi. E questo è uno dei messaggi del film: ognuno di noi, se scopre le sue qualità, può essere unico.
Po non si arrende ogni volta che sbaglia, ogni volta che cade si rialza pronto a ricominciare e continuare ad imparare , Anche quando la sua prima lezione come maestro si trasforma in un disastro non si arrende Sa che la responsabilità della salvezza della valle è sua e dei cinque cicloni, ma l’aiuto finale per riportare Kia nel regno degli spiriti viene anche e soprattutto dalla coalizione dei due padri che fanno di tutto per salvare il figlio e nel finale del film un altro messaggio, non siamo soli; abbiamo una famiglia , amici, maestri, pronti ad aiutarci. Il senso d’appartenenza è necessario per crescere ed essere sempre più sicuri di se stessi Po all’inizio ha un padre che lo ama e lo educa, cercando di avviarlo alla sua professione (vendere ravioli e spaghetti), ma Po vuole diventare campione di kung fu ed entra nella scuola di Shifu dove trova un’altra famiglia con i cinque cicloni, ma l’una famiglia non esclude l’altra c’è sempre sinergia di intenti per la sua crescita, Quando poi arriva Li, il padre biologico, mister Ping, il padre adottivo, teme di perderlo ma Po riesce ad unire sempre più la sua famiglia destinata ad allargarsi quando si recherà nel villaggio segreto dei panda deciso ad educarli al Kung Fu.
Notevole l’apporto dato dai doppiatori nella versione inglese da Dustin Hoffman (maestro Shifu) ad Angelina Jolie (Tigre), a Jack Blak (Po dal primo episodio) che si è talmente immedesimato da improvvisare e saltare come il vero Po , come ha dichiarato il regista bolognese Alessandro Carloni disegnatore e animatore della Dreamworks dal 2002, un altro cervello che per lavorare si è dovuto trasferire negli Usa, Quest’anno Carloni che aveva già elaborato i bozzetti per i primi due episodi ha condiviso la regia con Jennifer Yuk Nelson che aveva già diretto Kung Fu Panda 2
Una storia semplice con personaggi che catturano l’empatia dello spettatore, un divertimento dall’inizio alla fine , Una storia per riflettere una volta tornati a casa.

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