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Killers of Flowers Moon

di Maria Rita Monaco | 10 Marzo 2024

Titolo che contiene contraddizioni: Killer giustamente fa capire che nel film si parlerà di assassini sia di uomini che della bellezza della natura, infatti i fiori viola che si aprono in Oklaoma  in alcune fasi lunari sono considerati dai nativi doni miracolosi.

Tre mostri sacri: due attori (De Niro e Di Caprio) e un regista (Scorsese). Nessuno di loro ha bisogno di essere presentato, la loro fama, bravura e capacità li ha portati di diritto nell’olimpo del cinema, quell’olimpo da cui nessuno può scalzarli. L’ultimo loro lavoro, candidato agli Oscar 2024 (10 nomination) “Killers of the Flower Moon” racconta una storia vera, tratta dal libro “Gli assassini della terra rossa” Una storia lacerante di cui il cinema non  aveva mai parlato, lo sterminio dei nativi americani Osange. 

Tre mostri sacri dicevamo all’inizio  e così era partita la stesura della sceneggiatura ma, quando Scorsese, che all’inizio voleva attenersi fedelmente al libro, si è reso conto che stava scrivendo un film di soli uomini, ha posto al centro della sua attenzione non l’indagine della FBI, ma la popolazione Osange; la sua fortuna, la sua disgrazia. 

Prima di parlare più diffusamente del film, due righe su questa storia truppo a lungo taciuta

Negli anni ’20 gli Osange, avevano accettato di risiedere  in una riserva in Oklaoma e il territorio loro destinato fu causa della loro ricchezza ma anche l’inizio delle loro disgrazia, culminata con il loro sterminio. Quando ci si accorse che quei terreni erano ricchi di petrolio, i nativi diventarono ricchissimi ed erano loro ad avere il più alto reddito pro capite degli Stai Uniti ma, con la  ricchezza, arrivarono gli sfruttatori che, mascherando la loro avidità con l’amore diedero così inizio alla tragedia.

Nel film troviamo di tutto: storia vera, amore, avidità, razzismo,delitti, misteri, stragi. 

Scorsese racconta la perdita dell’innocenza e della bellezza dell’America anni ’20 e lo fa dall’alto dei suoi 81 anni (ma solo all’anagrafe) ottenendo 10 nomination all’Oscar fra cui regia, moglior attrice protagonista (Lily Gladston), la prima nativa candidata all’Oscar, premio che ha già vinto ai recenti Golden Globe. Miglior attore non protagonista il “dibolico” Robert De Niro.

Rispetto alla prima stesura della sceneggiatura Di Caprio cambia pelle e ruolo. Era un investigatore della neonata FBI, diventa un personaggio dark.  Nel film vediamo un Di Caprio  inedito.Tornato arrabbiato dalla prima guerra mondiale è in cerca di lavoro e chiede aiuto allo zio Robert De Niro . Lo vediamo in un ruolo inedito a tratti confuso, quasi un burattino facilmente manipolabile dallo zio, forse innamorato ma avido e succube. Donne native sposano i bianchi che vogliono solo impadronirsi delle loro ricchezze e presto molte di loro cominciano a morre, come pure i loro familiari. Le morti sempre più numerose aprono la via alle indagini dell’FBI mentre Lily Gladston  vive il suo  “amore tossico” 

con ub Di Caprio il cui ghigno tra il sarcastico e il furbo rivela la sua cattiveria e al contempo la sua stupidità. L’esatto contrario dello zio Robert De Niro, diabolicamente astuto e intelligente, pronto ad ogni nefandezza nella sua corsa al petrolio,  al tentativo di sottrarre la ricchezza ai nativi, che Scorsese non relega al ruolo di vittime. Nel finale prestate attenzione al cameo di Scorsese e uscirete dalla sala sicuri di aver assistito ad un capolavoro. 

Il film è già disponibile in streaming su alcune piattaforme (Apple  e Amazon) ma il luogo dei capolavori è la sala cinamatografica e questo è un altro di capolavori di Scorsese sono pronta a scommettere che non sarà neanche l’ultimo

Maria Rita Monaco

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: anni, apple, cinema, guerra mondiale, lavoro, natura, prima guerra, razzismo

Info Maria Rita Monaco

Insegnante di lettere nelle scuole medie, alla fine degli anni settanta è tra i fondatori del Laboratorio Immagine Donna con il quale, sino al 2008, promuove festival cinematografici. Dal 1981 al 1987 è assistente in “Teoria e tecnica delle comunicazioni di Massa” del professor Baldelli presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di educazione e comunicazione cinematografica e curato vari cineforum. Collaborato attivamente con la Biblioteca delle Donne di Soverato e con la Commissione Pari Opportunità di Catanzaro. Dal 2008 scrive recensioni di film e libri su Pensalibero.it

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