
“Offro le mie congratulazioni per la vittoria sull’infido regime sionista”. Così in un post su X l’ayatollah Ali Khamenei, che in un altro post ha annunciato un videomessaggio imminente.
La guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, non si vede né si sente parlare in pubblico da oltre una settimana. È quanto sottolinea il New York Times, ricordando che durante la guerra di 12 giorni tra Israele e Iran, Khamenei si era rifugiato in un bunker e aveva evitato di usare le comunicazioni elettroniche per mantenere segreta la sua posizione. Tuttavia, nonostante l’accordo di cessate il fuoco, Khamenei è rimasto assente dagli occhi dell’opinione pubblica, ha aggiunto il Nyt. Secondo il quotidiano americano, in quanto leader dell’Iran, ci si aspetterebbe che Khamenei approvasse l’accordo o eventuali ulteriori attacchi contro Israele, tuttavia i leader e i funzionari militari iraniani sono stati evasivi nel dire se gli abbiano parlato o meno negli ultimi giorni.
L’Iran ha parzialmente riaperto il suo spazio aereo, consentendo voli internazionali e nazionali nella parte orientale del paese. Lo ha dichiarato Majid Akhavan, portavoce del ministero dei Trasporti.
Lo “scenario peggiore” sarebbe “il ritiro dell’Iran” dal trattato di non proliferazione nucleare dopo “gli attacchi americani che hanno avuto l’efficacia reale”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron al termine del vertice Ue. “Da una prospettiva europea, siamo immediatamente pronti a rientrare in questo accordo (sul nucleare), a dargli nuova vita e ad avviare i negoziati con l’Iran. Ciò presuppone che l’Iran sia disposto a farlo. Ciò presuppone anche che ci sia un cessate il fuoco permanente tra Israele e Iran”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo a Bruxelles. Merz ha ricordato che esiste il meccanismo di snapback, (bottone automatico) che consente agli europei di imporre sanzioni più severe all’Iran in qualsiasi momento, qualora il governo non mostrasse alcuna volontà di compromesso. Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, durante un suo discorso ha fatto riferimento alla guerra israelo-iraniana, in cui la sua organizzazione non e’ intervenuta. Lo riporta il quotidiano israeliano Israel HaYom. Secondo Qassem, “l’Iran ha dimostrato di poter affrontare gli Stati Uniti e Israele da soli”. Qassem ha poi concluso riaffermando il legame tra il gruppo terroristico sciita libanese e Teheran: “Noi in Libano, come Hezbollah, sosteniamo le opzioni indipendenti dell’Iran e ci opponiamo a Israele e all’egemonia americana”. “L’Iran non deve avere armi nucleari”, però “non si deve tollerare che la via per evitarlo sia l’uso della forza. L’azione militare non porta mai alla pace”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo a Bruxelles. “La priorità è evitare l’escalation”, ha aggiunto. Il presidente Donald Trump ha minacciato di fare causa al New York Times e alla Cnn per aver pubblicato i report preliminari dell’intelligence da cui è emerso che il raid Usa ai siti nucleari iraniani non aveva raggiunto il risultato sperato. In una lettera inviata al quotidiano newyorkese, un avvocato del presidente ha dichiarato che l’articolo ha danneggiato la reputazione di Trump e chiesto alla testa di “ritrattare e chiedere scusa” per il pezzo, che nella lettera viene definito “falso”, “diffamatorio” e “antipatriottico”. Il Times ha respinto la richiesta, spiegando che sono stati gli stessi rappresentanti dell’amministrazione a confermare l’esistenza del report. “Non ci saranno scuse”, ha spiegato l’avvocato del New York Times, David McCraw. L’amministrazione Trump ha paventato la possibilità di aiutare l’Iran ad accedere a fondi per 30 miliardi di dollari per un programma nucleare civile che non prevede quindi l’arricchimento dell’uranio. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali per incoraggiare Teheran a tornare al tavolo delle trattative gli Stati Uniti hanno ipotizzato anche le rimozioni di alcune sanzioni e la rimozione di vincoli a miliardi di dollari di fondi iraniani attualmente non accessibili. Le trattative si sono svolte prima del bombardamento americano e sono continuate dopo il cessate il fuoco.
Lei potrebbe anche aver ragione. Però le ricordo che a gettare i paesi nelle braccia delle guerra siete proprio voi americani: comprando, comprando, proteggendo l’estrema destra in tutto il mondo. L’ America è la più grande fabbrica attuale di estrema destra del mondo, presidente Donald Trump.
Giuseppe Basilico

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