

Firenze, crogiolo culturale dai tempi dei poeti del Dolce Stil Novo e poi fucina per gli artisti rinascimentali, è stata scelta, nel corso dei secoli, come patria elettiva, di adozione, da tante persone e, in particolare, da due donne artiste, ognuna nel proprio campo, negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso: Ketty La Rocca e Helle Busacca.
La prima, Gaetana “Ketty” La Rocca, era nata a La Spezia nel 1938 ed è morta a Firenze nel 1976. Dopo essere stata maestra elementare alla fine degli anni ’60 ed essersi distinta, sin da allora, per gli argomenti trattati con le sue giovani allieve e per l’apertura mentale che già faceva prevedere la persona che sarebbe diventata, entra in contatto con il Gruppo 70, l’avanguardia fiorentina animata da Miccini, Ori, Pignotti, Marcucci, fondatori della “poesia visiva”. E stata una delle più importanti artiste italiane del XX secolo, esponente di primo piano della Poesia visiva ed una delle poche ad essere riconosciuta a livello internazionale. Nei suoi ultimi lavori aderì alla Body Art. L’archivio Ketty La Rocca è gestito dal figlio dell’artista Michelangelo Vasta.
La sua città natale le ha dedicato una strada.
L’altra fiorentina d’adozione è Helle Busacca, nata a San Piero Patti, in provincia di Messina, nel 1915 e morta a Firenze nel 1996. È stata per vari anni una straordinaria docente di italiano e latino in vari licei fino ad approdare a Firenze al Castelnuovo dove, negli anni Settanta, con la sua sconfinata preparazione, soprattutto sulla Divina Commedia e in letteratura latina, ha seminato cultura. Ma è stata soprattutto una grande poeta, pittrice e narratrice. La raccolta delle sue carte, che contengono corrispondenza, bozze e prime stesure delle tante opere pubblicate nonché numerosi manoscritti inediti, è stata curata dall’Archivio per la memoria e la scrittura delle donne Alessandra Contini Bonacossi e si trova presso l’Archivio di Stato di Firenze.
La sua città natale le ha intitolato la biblioteca comunale.
Daniela Domenici

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