• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

“J’accuse” Leone d’argento a Venezia 76

Parte con il botto Venezia 76 che, nella preapertura presenta un film cecoslovacco del 1932 “Extase”. Presentato nel 1934 alla Mostra del Cinema di Venezia suscitò scandalo per una delle prime scene di nudo femminile. Interpretato della giovanissima Hedy Kiester, che diventerà una volta a Hollywood, Edy Lamarr. Il film, restaurato con la partecipazione, fra gli altri, del British Film Institute, della Cinémathèque 16 e della Cinémathèque suisse, ha vinto il premio per il miglior restauro.

di Maria Rita Monaco | 16 Settembre 2019

E partiamo subito dal film che avrebbe meritato il Leone d’oro, ma anche l’argento, soprattutto dopo le parole improvvide della presidente della giuria, che aveva attaccato il film di Polanski ancor prima di averlo visto, ci può stare e credo proprio che l’ottantanovenne  Polanski, che ha dato con il suo “J’accuse” una grande lezione di cinema, se non può avere la stima di Lucrecia Martel, se ne farà una ragione. Dicevo ci può stare perché il leone d’oro è andato ad un altro film di denuncia quel “Jocher” di cui parleremo dopo.

Roman Polanski fin dalla prima scena evidenzia quale atto di accusa sarebbe stato il suo film non solo nei confronti della Francia di fine ottocento, ma anche per quella attuale dove l’antisemitismo continua ad allignare. L’umiliazione della degradazione del capitano Dreyfus ( Louis Garrel), accusato come spia,condannato come traditore                                                                                                                            davanti all’esercito schierato, il compiacimento di colui che aveva tramato per procurarsi false accuse, che rivolto ad un vicino afferma “…ha l’espressione di un sarto ebreo a cui hanno portato via l’oro…” riferendosi all’espressione di Dreyfus mentre gli vengono strappate le mostrine, le medaglie e la sua spada viene spezzata, apre la porta all’antisemitismo che pesò sulla condanna e sull’esilio all’isola del diavolo.

Facendo ricorso alla lettura del libro “L’ufficiale e la spia” di Robert Harris , Polanski non narra la storia dal punto di vista di Dreyfus, ma in maniera originale  ci fa seguire passo passo la ricerca  del colonnello del controspionaggio francese  Georges Picquart (un grande  Jean Dujardin) che resosi conto dell’inaffidabilità delle prove continuò a portare avanti la sua controinchiesta, fino ad arrivare a  discolpare Dreyfus. Una lezione che dovremmo ricordare sempre per capire e non ripetere l’emarginazione del “diverso” sia ebreo, sia migrante, sia folle , sia disadattato.

C’è tanto dell’origine ebrea di Polanski, in questo film, ma anche di Kafka, in una Parigi poco riconoscibile dove già aleggia la menzogna, l’ebreo alsaziano Dreyfus viene perseguitato per l’unica colpa di essere ebreo.

E il riferimento alla situazione attuale delle “democrazie” imperfette in Europa è più che chiaro.  Grande Polanski , grande film assolutamente da vedere per lasciarsi prendere dalla bellezza delle immagini e dalla capacità di Polanski di manovrare la macchina con fluidità. Notevole è  la ripresa dal basso delle scale che portano all’aula del tribunale.  Una forte accusa al potere che imbastisce menzogne per difendersi dal pericolo della possibile democrazia, una caduta libera della giustizia e della verità, per cui le singole parole, in questo film pesano come macigni e fanno sì che lo spettatore si renda conto che il razzismo, la paura, la ricerca di un “diverso” da umiliare, perseguitare, oltraggiare sono sempre presenti, ieri  come oggi nella nostra Europa.

Maria Rita Monaco

Pubblicato in : CinemaTag: cinema, democrazia, europa, francia, parigi, punto di vista, razzismo

Info Maria Rita Monaco

Insegnante di lettere nelle scuole medie, alla fine degli anni settanta è tra i fondatori del Laboratorio Immagine Donna con il quale, sino al 2008, promuove festival cinematografici. Dal 1981 al 1987 è assistente in “Teoria e tecnica delle comunicazioni di Massa” del professor Baldelli presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di educazione e comunicazione cinematografica e curato vari cineforum. Collaborato attivamente con la Biblioteca delle Donne di Soverato e con la Commissione Pari Opportunità di Catanzaro. Dal 2008 scrive recensioni di film e libri su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti