Nella seconda giornata del IV congresso liberale, nel decennale dalla sua rifondazione, i temi della libertà hanno contraddistinto gli interventi del direttore de L’Opinione Arturo Diagonale, di Carlo Scognamiglio e di Renato Altissimo.
Diagonale ha sollecitato il congresso a fare proprie le battaglie che furono di Luigi Einaudi in materia economica e politica: abolizione delle province e dei prefetti, riforma del federalismo in senso anti sprechi, fine dei grandi monopoli finanziari e delle rendite di posizione favorite dalle liberalizzazioni all’italiana della sinistra. Poi un cenno alla educazione nazionale pensata a suo tempo da Francesco de Sanctis e una nota di sarcasmo per il capitalismo senza capitali degli attuali privilegiati di regime, con una chiara allusione al caso Telecom ma anche a quello Fiat e alla ambigua posizione di Montezemolo che si pone come medicina senza accorgersi di fare parte della malattia italiana. Basti pensare ai semila prepensionamenti Fiat: come si fa poi a chiedere l’innalzamento dell’età pensionabile per gli altri quando si è chiesto allo Stato di pagare i tuoi debiti?
Non diversa l’analisi di Carlo Scognamiglio che a proposito del sistema elettorale attuale in Italia ha fatto paragoni con quelli esistenti all’epoca nel blocco sovietico: “c’è liberà di voto ma le liste sono bloccate”.
Infine l’applaudito intervento di Renato Altissimo, che ha avuto parole pesanti sui privilegi del potere finanziario e sugli intrecci con quello politico, dicendosi impressionato da un particolare passaggio della famigerata telefonata tra D’Alema e Consorte in cui quest’ultimo sottolineava l’importanza di avere una banca amica, “specie sotto elezioni”.
“Ecco l’Italia è questo oggi, ha argomentato Altissimo; e queste fusioni bancarie come Capitali ae Intesa San Paolo vengono accolte con troppo entusiasmo, mentre io vorrei che si rendessero pubblici gli elenchi delle sofferenze rispettive”
Nella prima giornata, la relazione del segretario Stefano De Luca era stata ascoltata tra i tanti ospiti di rilievo, dagli onorevoli Pier Ferdinando Casini, Francesco Nucara e Daniele Capezzone.
In particolare Daniele Capezzone ha detto:
“Ho apprezzato dalla prima all’ultima parola la relazione del segretario Stefano De Luca e faccio al PLI i miei migliori auguri per una fase di lavoro certo difficile, ma di grande importanza.
È grande lo sconcerto nel paese per la brutta prova di governo a cui stiamo assistendo.
Il centro sinistra ha sbagliato tanto, troppo, soprattutto in materia fiscale, scavando un vero fossato rispetto ai ceti produttivi, specie,mete alle piccolissime imprese.” “Errare è umano – ha ironizzato Capezzone – perseverare è prodiano”
Nel dibattito congressuale sono intervenuti, tra i delegati toscani, Adalberto Scarlino, Gherardo Guazzini, Claudio Gentile. Significativa e particolarmente applaudita l’adesione al PLI di un gruppo di riformatori liberali (che si è distaccato da quelli di Benedetto Della Vedova, entrato in Forza Italia), le cui motivazioni sono state elencate da un brillante intervento di Giacomo Barelli.
IV congresso liberale
Stefano De Luca confermato alla guida del PLI a seguito del congresso nazionale romano, che ha visto tra i suoi numerosi ospiti Casini, Altissimo, Capezzone e Scognamiglio.

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