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Italo in vendita agli stranieri. Impoverimento del patrimonio industriale italiano?

Secondo quanto raccolto da Bloomberg, dopo quattro anni dall’acquisto la proprietà di Italo, GIP, starebbe trattando la vendita dell’impresa ferroviaria per quattro miliardi di euro. Una ricca plusvalenza. Che segue, di qualche anno, il passaggio di proprietà di Pirelli ad un fondo cinese, con il manager Tronchetti Provera rimasto al proprio posto. Ma basta mantenere i manager italiani per evitare l’impoverimento del patriomonio industriale del nostro paese? Di Marco Mayer

di Marco Mayer | 19 Settembre 2022

Il timore è che  gli esempi di Italo e di Pirelli producano un impoverimento del patrimonio industriale del sistema italia. Non basta mantenere per qualche anno  nei loro  incarichi  di alcuni manager italiani per garantire che alcune importanti aziende svolgono un ruolo propulsivo per il futuro dell’ economia italiana.

Bloomberg ieri ha dato la notizia che la proprieta’ di Italo (Gip) sarebbe interessata a vendere l’impresa ferroviaria concorrente di Trenitalia per 4 miliardi di dollari. 

Non conosco l’andamento economico di Italo,  ma come pendolare da anni tra Firenze Roma ho preso  Italo centinaia di volte. Da consumatore devo dire che dal 26 Aprile 2018 quando per circa 1, 9 milardi  è stato ceduto da NTV agli stranieri di GIP (attuali proprietari) i servizi di Italo che lasciavan a desiderare sono almeno in parte migliorati. 

Nel mio caso (ma non ero l’unico)  per inefficienze del sistema informatico di Italo (apparentemente irrisolubili)  sono stato costretto per mesi e mesi a presentarmi in stazione 10 minuti prima della partenza perché risultava impossibile prenotare online

Non so se –  a solo 4 anni dall’ acquisto – GIP potrà vendere Italo ad una cifra doppia di quando ha comprato. Certo,  qualora le fonti di Bloomberg  sui contatti in corso  siano affidabili, per i venditori di GIP  si profila  una plusvalenza decisamente consistente. 

Quando GIP ha comprato Italo da NTV l’ elemento di continuita’ con la gestione passata è stata la Presidenza di  Luca Cordero di Montezemolo uno dei soci  fondatori nel 2006.

La vicenda di Italo mi ha fatto venire in mente  un’altra storia aziendale – quella della Pirelli. Nel 2017 Il colosso cinese Chinacom e’ diventato l’ azionista principale dell’ azienda milanese fondata  dal mitico Giovan Battista Pirelli nel 1872.

Nella storia recente della Pirelli il ruolo di “traghettatore” ( non molto diverso da quello di Montezemolo per Italo ) è  stato svokto da  Marco Tronchetti Provera, vice presidente esecutivo di Pirelli e che secondo quanto riportato da Startmag inserire link  dovrebbe restare in carica sino al 2026.

In tutti e due casi ci troviamo.di fronte alla cessione a gruppi stranieri di importanti aziende in cui i manager italiani hanno.avuto.um ruolo di primo.piano. 

Al di la’ dei destini personali  di Montezemolo e di Tronchetti occorre riflettere sul  ruolo di manager italiani che mantengono il loro ruolo dopo aver favorito la cessione a gruppi stranieri di importanti imprese del nostro.paese. 

Niente di illegittimo intendiamoci, ma viene naturale se è un modello virtuoso?  Il tema  che il giornalismo investigativo e’ chiamato  ad approfondire e’ quali sono le implicazioni per il sistema economico italiano. 

Il timore è che  gli esempi di Italo e di Pirelli producano un impoverimento del patrimonio industriale del sistema italia. Non basta mantenere per qualche anno  nei loro  incarichi  di alcuni manager italiani per garantire che alcune importanti aziende svolgono un ruolo propulsivo per il futuro dell’ economia italiana.

Marco Mayer

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, azienda, firenze, futuro, italia, Luca Cordero di Montezemolo, notizia, roma, sistema economico, stranieri

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Dr Anvilon

    14 Settembre 2022 alle 11:29

    “””Ma basta mantenere i manager italiani per evitare l’impoverimento del patriomonio industriale del nostro paese?”””Alla perplessa domanda, si può rispondere con tranquillità NO, siccome è noto che molti dei predetti manager del “general” spirito son carenti.
    Una piccola notazione a margine: Italo è impresa di trasporto ferroviario.
    Riguardo poi a “l’mpoverimento del patrimonio industriale del nostro paese”, questo è in atto da molti anni. E chi non semina … non raccoglie.

    Rispondi

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