Con l’approvazione della nota di aggiornamento del Def, il governo ha definito le linee della strategia economica e di finanza pubblica per i prossimi tre anni. Su questa base, il governo dovrà presentare il progetto di legge finanziaria entro il 15 ottobre. A partire da quella data inizierà ufficialmente un confronto/dialogo con la Commissione europea che entro la fine di novembre dovrà valutare la compatibilità della legge di bilancio con le regole in vigore in materia di disciplina di bilancio e con gli impegni assunti in precedenza dall’Italia. Nel frattempo il confronto informale con la Commissione è avviato in un clima di tensione tutt’altro che promettente e l’aumento dei tassi sui titoli del nostro debito pubblico e dello spread segnalano che la reazione dei mercati alla nostra programmazione di finanza pubblica è di una certa apprensione.
Sulla cosiddetta manovra “del popolo” si scrive molto e prevalentemente con toni critici e preoccupati. Preoccupa infatti che il governo abbia deciso di finanziare prevalentemente in deficit le misure di riforma previste dal contratto di Governo e che abbia di conseguenza fissato il deficit programmato del 2019 al 2,4% del PIL. L’intenzione di contenere maggiormente il disavanzo dei successivi due anni è basata su discutibili previsioni di crescita e sulla mancata sterilizzazione delle clausole di salvaguardia sull’IVA. Leggi tutto su Affari internazionali: http://www.affarinternazionali.it/2018/10/italiaue-def-governo-sfida-mercati-europa/

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