“Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861″.
ITALIA: ATTO DI NASCITA
“Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861″.

Sì, va bene. Ma al di là tante parole più o meno condivisibili, sarebbe auspicabile se singolarmente ciascuno, Giorgio Napolitano per primo, esprimesse la propria opinione al riguardo: siete contenti o no che l’Italia abbia perso la seconda guerra mondiale? Perché la guerra l’ha persa l’Italia, non il fascismo, e non illudiamoci di capovolgere la verità con le solite capriole cattoliche fatte passare da sessanta anni per laica intransigenza, tipo “meglio vinti nella democrazia che vincitori nella dittatura”. Mi piacerebbero risposte non libresche.