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“Issiamo le vele” il Discorso annuale sullo stato dell’Unione 2017

Una di quelle ancora rare occasioni nelle quali ogni cittadino europeo dovrebbe prestare ascolto attentamente a quanto gli viene detto e indicato.

di Angelo Giubileo | 18 Settembre 2017

Appena il 13 settembre scorso, il Presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker ha tenuto il Discorso annuale sullo stato dell’Unione 2017. In effetti, si tratta di una di quelle, purtroppo ancora rare, occasioni in cui ogni cittadino europeo dovrebbe prestare ascolto attentamente a quanto gli viene detto e indicato. Anche se, generalmente, ciò in Italia non succede affatto.

Prima indicazione: qual è il quadro generale della situazione internazionale?

Juncker ha evidenziato che il quadro degli ultimi due anni è cambiato e che l’Unione ha oggi l’occasione di sfruttare i “venti favorevoli” che le si presentano, considerato soprattutto che:

  • la crescita economica registrata all’interno dell’Unione è stata più forte che negli USA, e attualmente al 2% per l’intero territorio (EU-28) e al 2,2% all’interno dell’area euro (EU-19);
  • il più alto tasso di occupazione mai registrato: negli ultimi 9 anni, 8 milioni di lavoratori in più, per un totale oggi di 235 milioni di cittadini europei che hanno un lavoro;
  • il disavanzo fiscale dei diversi deficit pubblici dei paesi membri è sceso, complessivamente, da un livello del 6,6% all’attuale 1,6%

Seconda indicazione: cosa occorrerebbe fare?

Su questo punto, il giudizio e il programma generale degli interventi – elaborati dal Parlamento, dal Consiglio Europeo e dalla Commissione Europea negli scorsi anni e mesi – è contenuto sinteticamente nel testo del Discorso di Juncker, che rappresenta un “sesto scenario” – rispetto ai cinque contenuti nel Libro bianco sull’avvenire dell’Europa da qui al 2025 – capace d’illustrare le strategie d’azione comuni che sono emerse dal lungo e approfondito dibattito.

Essenzialmente, la strategia degli interventi prevede due linee direttive: i) mantenere, nel corso dei prossimi 16 mesi, gli impegni presi a Bratislava a settembre dello scorso anno ii) “fissare un obiettivo ambizioso per l’avvenire”. In entrambi i casi, lo scopo è quello di realizzare la prospettiva di una “Unione” da completare ai diversi piani e livelli “di sicurezza, dei mercati di capitale, bancaria e un mercato unico digitale”.

Terza indicazione: in ordine a tale obiettivo, quali sarebbero le misure da consolidare e quali quelle nuove da adottare?

In ordine alla prospettiva del consolidamento, Juncker ha evidenziato l’esigenza di realizzare in pratica le disposizioni di atti legislativi aventi lo scopo di:

  • Rafforzare ulteriormente il programma commerciale europeo.

Dopo l’accordo commerciale con il Canada (CETA), che diventa operativo dalla settimana prossima, e la stipula di un accordo politico con il Giappone per un nuovo partenariato economico, promuovere altrettanti accordi entro l’anno con il Messico e i paesi dell’America del sud. Allo stesso modo, avviare prospettive d’intesa con l’Australia e la Nuova Zelanda.

 

  • Rendere le industrie europee più forti e competitive.

Soprattutto per quanto concerne l’industria automobilistica, invitata espressamente da Juncker a fare ammenda di alcune scelte fatte e quindi rivedere alcune strategie d’impresa e d’investimento.

 

  • Sostenere la lotta per il cambiamento climatico.

Mediante l’adozione di una proposta della Commissione che mira all’obiettivo della riduzione dell’emissioni di carbone nel settore dei trasporti.

 

  • Garantire una migliore protezione dei cittadini europei nell’era del digitale.

Mediante la creazione di un’Agenzia europea di cybersecurity, considerato che, ha rimarcato Juncker, “gli attacchi informatici sono talvolta più pericolosi per la stabilità delle democrazie e delle economie rispetto ai fucili e ai furgoni”.

 

  • Sorvegliare e regolare i processi migratori.

Attraverso l’adozione di misure specifiche, alcune prese altre da prendere, così come elencate dettagliatamente.

Già assunte: più di 1700 unità ancora impiegate nel controllo delle frontiere esterne; a seguito dell’operatività dell’accordo stipulato con la Turchia, la riduzione dei flussi di migranti “irregolari” nel Mediterraneo orientale a un livello pari al 97% e nel Mediterraneo centrale a un livello pari all’81%.

Da assumere: migliorare le condizioni dei rifugiati in Libia; utilizzare le risorse del Fondo fiduciario europeo per l’Africa, dotato di 2,7 miliardi di euro, ma con l’auspicio di aumentare il livello delle risorse, pari a 150 milioni di euro, rese finora disponibili dai bilanci contributivi dei singoli Stati membri; provvedere al rimpatrio di migranti “irregolari” – finora operato a un livello pari al 36% del dato d’immigrazione corrispondente -, e pertanto nell’immediato al “rimpatrio di 22.000 rifugiati provenienti dalla Turchia Giordania e Libano” e “altri 40.000 originari della Libia e dei paesi vicini”.

In merito all’“obiettivo ambizioso per l’avvenire”, Juncker ha sottolineato l’esigenza di costruire “un’Unione di valori, più unita, più forte, più democratica”, che si faccia carico di “difendere e promuovere sempre: la libertà, l’uguaglianza e lo stato di diritto” e che “in tutte le circostanze”, positive e negative, non debba mai fare “ricorso a un aiuto esterno”.

Dal punto di vista geopolitico, Juncker ha precisato che l’uguaglianza di trattamento deve riguardare tutti gli Stati membri, sia grandi che piccoli, al Nord come al Sud, ma soprattutto all’Est come all’Ovest. In particolare, a giudizio del Presidente, si tratta di alcuni traguardi, imprescindibili: coloro che fanno lo stesso lavoro, in un medesimo posto, hanno diritto al medesimo salario, e a tale proposito l’auspicio è stato quello d’istituire un’Autorità comune del lavoro; tutti i consumatori hanno diritto a prodotti alimentari di uguale, e non minore, qualità. Infine, in argomento, l’urgenza che la concezione dello “stato di diritto” non sia ritenuta “un’opzione all’interno dell’Unione europea”, bensì un “obbligo”.

Quanto al processo delle riforme in corso e da attuare, Juncker ha sottolineato l’importanza di abbandonare la strategia, finora e talvolta perseguita da singoli Stati membri, “che si possa vincere solo se altri perdono”, in quanto – cosa che sembra apparire un giudizio definitivo: “La democrazia è una questione di compromesso”.

Per il futuro, anche immediato, “l’Unione europea deve anche diventare più inclusiva”, e quindi occorrerebbe che:

  • la Bulgaria e la Romania si uniscano immediatamente allo spazio senza frontiere di Schengen;
  • la Croazia divenga membro dell’Unione a tutti gli effetti, una volta che avrà completato il proprio percorso d’inserimento;
  • l’euro divenga la moneta comune all’intera area dell’Unione;
  • tra tutti i paesi membri, l’unione bancaria sia completata con urgenza;
  • un accordo degli Stati membri ponga fine “più rapidamente possibile” a un sistema di frammentazione dei diritti e di dumping sociale presente in Europa;
  • sia offerta una prospettiva di “allargamento credibile” dell’Unione ai Balcani occidentali, e viceversa “esclusa un’adesione della Turchia in un prossimo avvenire”.

Sul piano istituzionale, Juncker ha evidenziato che, piuttosto che pensare e provvedere a modifiche dei trattati in corso, l’assetto normativo attuale potrebbe già consentire di assumere alcune decisioni, in specifiche materie, “a maggioranza qualificata” invece che “all’unanimità”. A giudizio del Presidente, per fare questo, necessiterebbe solo che il Consiglio Europeo assuma all’unanimità una decisione in tal guisa. Ripetiamo, senza modifiche dei trattati in vigore.

Ancora, egli ha illustrato “il bisogno” che sia creato un “ministro europeo dell’economia e delle finanze”, un Mister-euro capace di “coordinare l’insieme degli strumenti finanziari dell’UE occorrenti quando uno Stato membro entra in recessione o è colpito da una crisi minacciata dalla sua economia”.

Inoltre, ha sottolineato l’importanza della lotta al terrorismo internazionale, adottando anche a tale scopo il sistema di assumere le decisioni “a maggioranza qualificata”, e proponendo l’istituzione di un’Unità europea d’intelligence, “che garantisca che i dati relativi ai terroristi stranieri e ai combattenti siano scambiati automaticamente tra i servizi segreti e le polizie” degli Stati membri, e un Fondo europeo per la difesa, la cui proposta “è all’ordine del giorno”.

A completare il Discorso, il Presidente ha infine annunciato:

  • la creazione, entro fine mese, di una  task force sul tema della “sussidiarietà e proporzionalità”, affinché L’Unione agisca solo lì dove è in grado di garantire un “valore aggiunto” rispetto all’azione dei singoli Stati membri;
  • la presentazione, contemporaneamente alla lettura del Discorso, di una proposta di nuove regole, a valere per tutti i paesi membri, sul finanziamento dei partiti e delle fondazioni politiche e, per il futuro, l’idea di presentare “liste transnazionali”;
  • la trasmissione, sempre contemporaneamente alla lettura del Discorso, di un nuovo “codice di condotta dei Commissari”;
  • l’auspicio, per un futuro anche prossimo, di “unire le presidenze della Commissione europea e del Consiglio europeo”.

In fine, Juncker ha anche annunciato di avere inviato, in giornata stessa, sia al Presidente del Parlamento che del Consiglio europei, una mappa relativa alla direzione che si “dovrebbe seguire da qui al marzo 2019”, considerato che “il 29 marzo 2019 il Regno Unito lascerà l’Unione e il 30 marzo 2019 noi saremo una Unione a 27”.

* http://europa.eu/rapid/press-release_SPEECH-17-3165_fr.htm

Angelo Giubileo

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, cittadini europei, commissione, commissione europea, consumatori, crisi, democrazia, discorso, euro, europa, futuro, italia, lavoro, libia, libro bianco, lotta al terrorismo internazionale, mercati, mercato, mercato unico, merito, misure, parlamento, presidente della commissione europea, processo, punto di vista

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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