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Islanda: le donne scioperano contro il gender pay

Nonostante l’Islanda vanti di leggi in materia di uguaglianza con politiche a favore delle donne in materia di salute, istruzione e rappresentazione politica, raggiungendo un uguaglianza di tipo strutturale, ma i tassi di violenza domestica e abusi sessuali sulle donne continuano a salire.

di Dolores Di Mambro | 25 Ottobre 2023

Martedì 24 ottobre in Islanda è stato indetto uno sciopero di 24 ore   da parte di tutte le donne, che rivendicano il diritto di avere una parità economica gender pay” tra uomo e donna sul piano dello stipendio. Tale   sciopero è stato promosso da organizzazioni femministe di diverse categorie professionali, sociali e sindacali nonché da movimenti Lgbtqia+.

Nonostante l’Islanda vanti di leggi in materia di uguaglianza con politiche a favore delle donne in materia di salute, istruzione e rappresentazione politica, raggiungendo un uguaglianza di tipo strutturale, ma i tassi di violenza domestica e abusi sessuali sulle donne continuano a salire.

L’Islanda è stato indicato per 14 anni come lo stato più vicino all’uguaglianza di genere dal Word Economic Forum (WEF).  Un report annuale che tiene traccia dell’evoluzione di questa materia in base a 4 rilevatori principali   :  partecipazione economica e opportunità, livello di istruzione ,salute e potenziamento economico.

Nel 2008 il Ministro del Welfare islandese emanò un ’ atto di uguaglianza di genere annullando le disparità di stato e di diritto tra i sessi.

Tra i partecipanti allo sciopero ci sono stati lavoratori dell’industria, insegnanti, infermiere e casalinghe. Si sono unite allo mobilitazione la Premier Islandese, Katrin Jakobsdottir e varie ministre del suo governo coinvolgendo oltre 30 associazioni nel corteo.

La stessa premier ha sottolineato che le differenze di salario fra uomini e donne sono in aumento in tutto il Paese e tra i settori più penalizzati c’è la sanità e l’istruzione, nei quali   le donne costituiscono la maggioranza dei lavoratori.

Al centro delle istanze che le donne in Islanda chiedono c’è l’eliminazione della violenza di genere e l’azzeramento del divario retribuito e che il contributo di tutte le donne e delle persone non binarie venga effettivamente riconosciuto e premiato.

L’iniziativa si ispira al passato, ad uno sciopero indetto nel 1975   da parte delle donne che aveva l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del lavoro femminile per la società e l’economia, dando una spinta ad una serie di mutamenti che nel 1980 portò Finnbogadòttir Vidgìs a diventare la prima donna eletta presidente al mondo.

L’intera storia politica dell’Islanda è il frutto di un impegno comune e in tal caso gli organizzatori sperano che mediante le manifestazioni ci siano riflessioni sulla disparità salariale.

Anche se i cambiamenti sociali siano lenti e faticosi e la strada verso il gender gap appare lunga e tortuosa occorre continuare a lottare per contrastare il divario e rendere i Paesi sempre più equi e inclusivi.

Dolores Di Mambro

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: anni, cambiamenti, corteo, governo, islanda, lavoro, mondo, organizzazioni, persone, sanità, sciopero, uguaglianza

Info Dolores Di Mambro

Pedagogista con esperienza nella consulenza pedagogica e assistenza specialistica, agendo attraverso l’affiancamento, sostegno e relazione.
Docente di Scienze Umane, Storia e Filosofia, estremamente motivata e dotata di approccio riflessivo e analitico, rapportandomi agli studenti e famiglie con empatia, cordialità e professionalità. Animata da spirito di ricerca e sperimentazione per avvicinarmi alle esigenze degli alunni, promuovendo un dialogo aperto anche in contesti multiculturali. Dedita a svolgere il proprio lavoro applicando le proprie competenze da consentire apprendimento con metodologie formative che mirino alla condivisioni al fine di motivare gli allievi. Ambiziosa, motivata e in grado di lavorare in gruppo, dedita a creare e alimentare un ambiente di lavoro positivo per tutti ed integrare conoscenze provenienti da ambiti differenti. Dotata di buone competenze organizzative e comunicative con un marcato senso del dovere congiunto a grande entusiasmo. Intraprendente e dinamica, appassionata di lettura, autrice di molti articoli giornalistici e creativa nelle idee e scrupolosa nella stesura, collaborando con varie testate giornalistiche a livello locale, nazionale e internazionale.

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