Leggo testé un articolo non firmato sul portale archiviostorico.pensalibero.it dal titolo “Benedetto XVI, il Papa indifeso” e rimango un tantino tra lo sbigottito ed il divertito.
Mi pare insomma un tantino azzardato definire un Capo di Stato estero come il Papa (dei cattolici), un uomo indifeso. Tanto più un Capo il cui Stato cerca di imporre la SUA cultura ad un libero Stato sovrano quale la confinante Italia con il quale ha fra l’altro stipulato un ben noto Concordato (che pure gli concede ahimé ampissimi vantaggi economici e non solo).
Proseguendo nella lettura dell’articolo mi rendo conto che qui si vuol far scontrare due religioni (quella cattolica e quella islamica) già di per sé autoritarie e dogmatiche pretendendo di elencare i pregi dell’una (quella cattolica) ed i difetti dell’altra (quella islamica).
Da appassionato di spiritualità e masticando quindi qualche nozione di storia e cultura delle religioni debbo dire che non mi pare si possa liquidare il cattolicesimo quale religione del bene assoluto né tanto meno considerare l’islamismo ed il Corano quale portatore di violenza e morte.
Ritengo insomma che ci si dovrebbe addentrare nello studio profondo di tali dottrine.
Se poi vogliamo dirla tutta si può aggiungere che vi sono cattolici oscurantisti che vogliono già nel nostro Paese imporre la loro morale ed il loro dogma (si pensi ai diktat del Card. Ruini e dello Stato estero Vaticano contro la ricerca scientifica, contro l’eutanasia, contro le unioni civili…) e musulmani che praticano la loro fede, per contro, senza pretendere d’imporla a nessuno (e personalmente ne conosco diversi).
Nel presente articolo leggo poi una frase che, come laico lettore di Pensalibero mi fa letteralmente accapponare la pelle ovvero: “ricordo, a coloro che se lo fossero dimenticato, (che il Papa) è il rappresentante, il vicario di Gesù Cristo in terra”.
E’ ovvio che ciascuno può credere a ciò che vuole, ma pretendere che un essere vivente come è il Sig.
Ratzinger possa rappresentare in terra il personaggio storico Gesù (detto il Cristo) mi pare un’evidente forzatura figlia del dogma di una fede che non può certo essere “universale” come quella “cattolica”
pretenderebbe di essere (e di imporre anche a chi magari dopo aver approfondito determinati aspetti spirituali, filosofici e culturali ha compreso che le cose non stanno proprio come taluni ce le vorrebbero far credere).
Detto ciò io credo che il pericolo dello stupro alla libertà d’espressione sia sin troppo evidente e ciò io credo sarà sempre presente sino a che le religioni istituzionalizzate tutte avranno una pressante influenza nel tessuto culturale e sociale di ogni Paese che anela invece all’emancipazione ed alla libertà.
Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

Il problema vero sarebbe quello di “dare a Cesare quel che è di Cesare, ed a Dio quel che è di Dio “.Ma non è cosa facile ,come dimostra la “fede” professata dal “cannocchiale”, che anela ,come tanti ,alla “emancipazione ed alla libertà “.Non dal Cesare ( o dal Romano) ,evidentemente , ma solo da quelle regole che da una dio ,una fede religiosa ,discendono. Come dire :”religione,oppio dei popoli”. Filosofia storicamente già proclamata ed imposta. Considero i tenutari di tanta saggezza dei semplici “monocoli” , giusto come cannocchiali , dei novelli Ciclopi incapaci –secondo le conoscenze moderne- di dare alla realtà il giusto “rilievo”. Finendo per appiattire il popolo del Paese convertito a tanto “credo” sotto una cappa di insindacabile sapienza ,fine a se stessa per definizione. Emancipazione e libertà ?…Qui resto io tra “lo sbigottito ed il divertito”,se il sacerdote di tanta fede me lo consente.
Caro Luca, Hai molte ragioni sul rapporto religione-Stato.
Nel caso specifico però consentimi di ribadire che, non l’Italia, ma il mondo occidentale, che alla laicità si riferisace, ha lasciato solo questo rappresentante religioso, che ha avuto il coraggio di affermare (verità storiche) che l’Islam di Maometto si è imposto con la scimitarra, diversamente da Cristo, dico io, che si è imposto con le parabole.
Poiché è verità storica, non vorrei che a Benedetto XVI (lo scrivo così perché questo è il nome che ha assunto Ratzinger), fosse riservata la stessa sorte toccata a Giampaolo Pansa nella illustrazione di alcune verità storiche sulla resistenza italiana.
La nostra contrapposizione al Dogma non può farci sentire sempre “CONTRO”, altrimenti diventeremo fideisti come loro sono sempre stati.
Abbimi per amico.