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Iscrizione a scuola: l’obbligo di Internet è iniquo

In tante piccole realtà non sanno neppure che cosa sia Internet. E allora come si risolve il problema di fronte all’insano obbligo dello Stato di iscrivere i figli a scuola solo a mezzo Internet?

di Roberto Fronzuti | 11 Febbraio 2018

I legislatori italiani continuano a pensare e agire come se il Paese fosse costituito da una realtà omogenea: non è così… La nostra è una nazione molto stratificata; da un punto di vista geografico, culturale e tecnologico.

Abbiamo l’Italia delle grandi città, ma anche rurale, delle campagne e delle montagne: in tutto 8.000 comuni. In tante piccole realtà non sanno neppure che cosa sia Internet. E allora come si risolve il problema di fronte all’insano obbligo dello Stato di iscrivere i figli a scuola solo a mezzo Internet? Scomodandosi per la ricerca di un professionista, perdendo del tempo e pagando la parcella. Questo capita a chi non ha e non saprebbe adoperare un computer. Come aggravante dell’obbligo di non dare l’alternativa di far accedere i propri figli alla scuola dell’obbligo con il sistema tradizionale della domanda su carta, oltre alla limitatezza dell’orario (dalle 9 alle 16) anche il termine è eccessivamente breve: dal 17 gennaio al 6 febbraio. Purtroppo, i nostri governanti hanno un’immagine sbagliata del nostro Paese; non tutti i cittadini sono informatizzati. Fra la popolazione adulta di tutt’Italia c’è un’alta percentuale di persone che non usa Internet.

Non è la prima volta che i nostri legislatori varano delle leggi che costringono i cittadini ad affrontare dei problemi che potrebbero essere evitati. Basta vedere le code che si formato davanti ai patronati. Che si tratti di tasse comunali o del reddito Isee, le famiglie non sono in grado di provvedervi, senza ricorrere alla burocrazia, in presenza di disposizioni troppo farraginose.

E che dire, di coloro che proclamano le leggi in nome dello Stato ed obbligano i piccoli imprenditori a comunicare con gli Enti pubblici attraverso la ‘’scia’’? È un obbligo che impone un’altra tassa alle piccole imprese di 150 euro (è il compenso richiesto) per ogni scia. Anche per quest’adempimento che sostituisce la raccomandata, i malcapitati devono rivolgersi ad una agenzia specializzata.

La realtà che abbiamo rappresentata è triste; nasce dal menefreghismo di una classe politica che ha perso il contatto con la realtà. Ignorare le difficoltà dei cittadini, non preoccuparsi dove la gente andrà a sbattere la testa per risolvere il problema di iscrivere i bambini a scuola è un atto irresponsabile.

In questi giorni centinaia di migliaia di persone, che non sanno come fare ad adempiere le pratiche necessarie per i propri figli,  stramaledicono il governo e chi ha dato il via a questa ulteriore normativa.

Per i primi anni si poteva prevedere, con una fase transitoria, la possibilità di accedere alla scuola dell’obbligo come avveniva in passato, prima di decretare l’obbligo.

 

L’OPINIONE DI:

Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi, secondo cui tutto ciò «è inammissibile». «L’iscrizione – spiega – deve essere possibile anche per i figli di immigrati privi di permesso di soggiorno, come ci spiega l’articolo 38 del testo unico sull’immigrazione, e il ministero deve provvedere a modificare i campi di iscrizione immediatamente». «È incredibile – conclude Lanni – che le famiglie e gli studenti quest’anno debbano affrontare mille difficoltà per iscrivere i propri figli a scuola».

Roberto Fronzuti

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, classe politica, euro, governo, nazione, persone, punto di vista, scuola, studenti, tassa, tasse, usa

Info Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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