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Iran, Israele e Stati Uniti, trattative che nascono già morte

Ogni volta è lo stesso copione: annunci, aperture, dichiarazioni calibrate, poi il nulla, le trattative tra Iran e Stati Uniti non saltano per un dettaglio tecnico ma perché partono da basi incompatibili. Washington ragiona in termini di contenimento, Teheran in termini di sopravvivenza del regime, gli americani vogliono limitare il programma nucleare e ridurre l’influenza regionale iraniana.

di Piero Terracina | 12 Aprile 2026

Ogni volta è lo stesso copione: annunci, aperture, dichiarazioni calibrate, poi il nulla, le trattative tra Iran e Stati Uniti non saltano per un dettaglio tecnico ma perché partono da basi incompatibili. Washington ragiona in termini di contenimento, Teheran in termini di sopravvivenza del regime, gli americani vogliono limitare il programma nucleare e ridurre l’influenza regionale iraniana, l’Iran considera entrambe le cose strumenti essenziali, non negoziabili, al massimo gestibili nel tempo.

Il secondo punto cruciale è la fiducia, che non esiste, lo strappo sull’accordo nucleare ha lasciato un segno profondo, per Teheran ogni accordo è per definizione provvisorio, per Washington ogni concessione è un rischio politico interno, si negozia sapendo che tutto può saltare con un cambio di amministrazione, quindi si discute senza crederci davvero

Valutazione del contesto geopolitico: l’Iran non è più isolato, ha costruito una rete di influenza regionale che gli dà leva, dall’altra parte gli Stati Uniti devono tenere insieme alleati con interessi diversi e una politica interna sempre più instabile, non è un tavolo lineare ma un contesto di cristallo, dove ogni mossa ha effetti a catena, mentre nel frattempo Israele continua la propria battaglia per la sopravvivenza contro i proxy iraniani e il loro mandante, indipendentemente dalle capriole cabalistiche di quel demente di Trump

C’è inoltre da valutare il fattore tempo, gli americani ragionano su cicli elettorali, l’Iran su tempi lunghi, uno cerca risultati immediati, l’altro può aspettare e logorare, in una trattativa questo fa la differenza

E poi il vulnus del problema, che resta implicito, a entrambe le parti uno stallo controllato conviene, gli Stati Uniti mantengono pressione e presenza nell’area, l’Iran consolida la propria narrativa interna e rafforza la posizione regionale, una pace reale imporrebbe rinunce che nessuno dei due è disposto a sostenere

Dentro questo quadro si inserisce Donald Trump, che di queste dinamiche se ne fotte, il suo obiettivo non è la stabilizzazione ma il controllo del flusso del petrolio, riportare l’America al centro di un palcoscenico dal quale è ormai comparsa, usare la tensione come leva economica e politica, non risolverla, gestirla e sfruttarla

Il resto è attesa, e per molti anche speranza, che entri in gioco il Venticinquesimo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, quello che consente di rimuovere un presidente ritenuto incapace di esercitare le proprie funzioni, perché finché la linea resta questa ogni trattativa è solo tempo perso mascherato da diplomazia, destinato a consumarsi senza lasciare nulla dietro di sé, con danni estesi per chiunque.

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, Esteri, Non sanno quello che dicono

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

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