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Iran: alla prova curda tra Stati Uniti e Arabia Saudita

di Redazione Pensalibero.it | 23 Ottobre 2017

Emanuele Bobbio

Il referendum curdo del 25 settembre ha portato grande scompiglio in una Regione che da anni vive una costante instabilità. Le potenze mediorientali sono state spiazzate da questo evento e quella che più di tutte ha visto i suoi piani messi a rischio è probabilmente la Repubblica islamica dell’ Iran.

Teheran negli anni è riuscita a guadagnarsi una stabile influenza nell’area attraverso Hezbollah in Libano, forze lealiste siriane, milizie sciite in Iraq e le sue forze Quds che guidano la proiezione iraniana nella Regione. I curdi, in particolare gli iracheni del Puk, Unione Patriottica del Kurdistan, non hanno mai rappresentato un pericolo per i progetti di Hassan Rohani; anzi, sono spesso stati un partner affidabile attraverso cui poter influenzare la politica irachena. Tutto questo nonostante negli ultimi anni Masoud Barzani abbia sempre guardato più verso la Turchia e gli Usa che verso l’Iran.

Teheran tra influenza e preoccupazione
Il referendum ha comportato grandi problematiche per Teheran, che vede con preoccupazione questo risultato per due ragioni principali. La prima è la minaccia di contagio che l’idea d’indipendenza può suscitare nelle regioni curde dell’ Iran, in cui vi è il rischio di tornare alla situazione di guerra civile che negli Anni Ottanta devastò il Nord-Ovest iraniano; la seconda riguarda invece la possibile secessione del Kurdistan iracheno da Baghdad, che per Teheran significherebbe perdere una parte della sua influenza sul governo iracheno, oggi garantita dal Puk, e dalle forze sciite del Sud, in particolare le Popular Mobilization Forces. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2017/10/iran-curdi-usa-arabia-saudita/

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, governo, iran, iraq, la repubblica, referendum, repubblica, stati uniti, usa

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