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“Io non odio. È troppo faticoso ricordarsi giorno dopo giorno chi e perché”

Piace ricordare così Maurizio Costanzo. Inutile parlare di lui, gigante della TV. Se non ricordarlo con affetto e gratitudine per averci fatto passare tante belle serate,  informando e divertendo, per decenni.

di Carla Ceretelli | 24 Febbraio 2023
Il giornalista Maurizio Costanzo nel 1972 mentre conduce alla radio “Buon Pomeriggio
(foto Wikimedia Commons)

“Io non odio. È troppo faticoso ricordarsi giorno dopo giorno chi e perché”.

Mi piace ricordare così Maurizio Costanzo. Inutile parlare di lui, gigante della TV. Se non ricordarlo con affetto e gratitudine per averci fatto passare tante belle serate,  informando e divertendo, per decenni.

Proprio da questa frase vorrei invece rifarmi a quanto è successo al Liceo ginnasio Michelangiolo della mia città. Scuola  che conosco bene dato che entrambi  i miei figli l’hanno frequentata, 20 e 30 anni fa, circa.

(Oggi ne stanno parlando tutti e sono certa che annoierò, ma quando ho qualcosa da dire devo scrivere e importunare gli eventuali lettori).

Perchè è dall’odio o sentimenti simili che  nascono eventi come quello accaduto al mitico  Miche.

Basta andare su google e cercare i video. Ancora oggi, mentre scrivo, non sono chiarissime le dinamiche, ma certamente  alcuni ragazzi, fra i quali minorenni, si sono menati davanti a una Scuola. Dove si dovrebbe fare di tutto, parlare, ascoltare   studiare, farsi interrogare, scambiarsi idee,  ridere, scherzare, rispettarsi e rispettare i docenti.  Magari alzandosi in piedi in silenzio quando entrano in classe.

Mai essere violenti.

A proposito di docenti, credo che tutto dovrebbero fare, insegnare ed essere di esempio ai discepoili,   meno che istigare alla violenza. Come  una dirigente scolastica, assurta  agli onori della cronaca,  che ha scritto una lettera in cui , anzichè  limitarsi  a condannare la zuffa a tutto tondo,  come è giusto che sia, l’ha fomentata in modo palese, politicizzandola.

Cosa non si farebbe per far parlare di sè.

Un dirigente scolastico che fa politica nel suo ruolo di educatore in modo inopportuno e  ideologico deve essere ripreso,  non certo eroicizzato. Da qualunque parte stia. E non deve fomentare la violenza evocando il passato,  scomodo e disdicevole ma ormai non in vigore da quasi un secolo, bensì sostenere e aiutare  i giovani ad affrontare con successo il  futuro.

E non dovrebbe mai  opprimerli con  zavorre ideologiche.

Qualcuno  ritiene addirittura che quando un preside si  espone con una chiara  propaganda politica, che sia di destra o di sinistra,  andrebbe  rimosso dal suo incarico. Ma questo forse è un tantino eccessivo.

La dirigente scolastica di  sarà resa conto che, nel suo ruolo,  non avrebbe  dovuto  fare politica in modo così  aggressivo. Ed è tornata, pare, suoi passi,  con la scusa che non vuole alimentare polemiche. Ma non si è astenuta da alimentare violenza incitando gli studenti anziché acquietarli.

Non si fa politica a scuola  specie in una condizione di primo piano. Un docente non può permettersi di aggiungere violenza a violenza,  svilendo  il suo ruolo. E   non deve   o dovrebbe essere mai di parte,  tantomeno   essere ostaggio dei collettivi di sinistra, bensì prevenire e vigilare.

E chi rappresenta una delle istituzioni di base che accolgono i nostri ragazzi  deve essere molto  più cauto e non ideologizzato. lnfatti dopo il suo intervento,  una manifestazione, fortunatamente  senza incidenti  gravi, fisicamente,  ha fatto risuonare le sirene delle FF OO in tutta la città.

Perché chi semina vento raccoglie tempesta.

Infatti dopo un paio di giorni, ecco la manifestazione antifascista che ha portato L’Unione degli istriani a dovere assistere a questo scempio .

 «Una vergogna al corteo antifascista i cori inneggianti a Tito e alle Foibe”.

Peccato, infatti,  che il corteo, in verità abbastanza  composto, , oltre a momenti di tensione culminati nel lancio di petardi contro la polizia, abbia visto sventolare le bandiere della ex Jugoslavia di Tito.

Inoltre non sono mancati cori, testimoniati da  video,  contro  Il Presidente del Consiglio che, nella questione non c’entra per nulla. Ma costoro hanno detto quel che potevano dire e gli passava per la testa, probabilmente sentendosi sostenuti dalla figura istituzionale del dirigente scolastico, con la sua missiva insensata e paradossale.

“Meloni, fascista, sei la prima della lista”. E poi: “viva le foibe” “i fascisti vanno infoibati”. Senza dimenticare i datati slogan degli anni 70, “fascisti, carogne tornate nelle fogne” .Niente altro da dire, mi pare.   Non sono certa ma credo che abbiano urlato anche contro il 41 bis. Anche se fossero stati dalla parte della ragione, i collettivi di sinistra, sono caduti  a capofito dalla parte del torto.

Se l’intervento della signora porta a questo, ne facciamo volentieri a meno.

Una testimonianza.

“C’era questo volantinaggio dei ragazzi della destra. sono usciti quelli dei collettivi e hanno cominciato ad insultarli e strappare i volantini. Li hanno spintonati a quel punto quelli di Azione Studentesca hanno cominciato a picchiare»

Questo quanto dichiarato da un Professore che vuol mantenere l’anonimato per non avere problemi.

“Nonostante questa testimonianza, da verificare  al momento, l’aggressione di alcuni studenti al liceo di Firenze va condannata   così come andrebbero condannate le azioni dei Collettivi di sinistra quando impediscono a chiunque la pensi diversamente da loro di manifestare le proprie idee come avviene molto spesso alla Sapienza. Ha fatto male il Ministro a non condannare il pestaggio, ma ha sbagliato anche la Preside ad evocare un pericolo fascista inesistente e a non condannare la manifestazione, che è seguita, dei Collettivi che hanno osannato Tito e dileggiato le Foibe.

La violenza ed i negazionismi vanno  condannati sempre, non secondo la convenienza politica”.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, anni 70, corteo, dichiarato, firenze, futuro, giovani, incidenti, manifestazione, meloni, polizia, presidente del consiglio, scuola, slogan, stia, studenti

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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