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INTERVISTA ALL’ANIMA DI MOGGI

Proprio in Svizzera, in un alberghetto di montagna, su un divanetto in disparte e con il giornale in mano, una misteriosa figura assorta nella lettura dei quotidiani italiani: era lei, l’anima di Luciano Moggi.

di Redazione Pensalibero.it | 16 Maggio 2006

L’altra sera, quasi sorprendentemente, Luciano Moggi è apparso davanti alla TV annunciando il suo addio al mondo del calcio. Lo ha fatto, come era ovvio aspettarsi, con un colpo di scena: “mi hanno rubato l’anima”, ha annunciato all’Italia Big Luciano. Che abbia voluto indicare un tentativo di complotto nei suoi confronti? Chi può aver fatto una cosa tanto orribile?
Subito si sono scatenati i vari media, a caccia di notizie fresche. Gazzoni Frascara, interpellato, ha risposto stupito: “Perché, Moggi aveva un anima?”

Anche i nostri reporter si sono mossi, percorrendo una rete fatta di fitti canali ed alla fine, battendo sul fil di rasoio il puntuale “come un orologio svizzero” Aldo Biscardi, hanno ottenuto un clamoroso colpo di scena.

Proprio in Svizzera, in un alberghetto di montagna, su un divanetto in disparte e con il giornale in mano, una misteriosa figura assorta nella lettura dei quotidiani italiani: era lei, l’anima di Luciano Moggi.

Buongiorno signora Anima. Possiamo disturbarla? Siamo di PensaLibero, possiamo farle qualche domanda? Come ci si sente da protagonisti mediatici?

A parte che non capisco come possa interessarvi parlare con una povera anima inutile come me, non mi sento proprio protagonista. Ma protagonista di che?

Scusi ma lei non è l’anima di Moggi? L’altro giorno, a reti unificate, Luciano ha annunciato al mondo intero che lei era stata “portata via”… una accusa pesante, quasi ad indicare un complotto per incastrarlo. Cosa ci può dire a tal proposito?

Mah, cosa vuole che le dica. Sono più stupita di voi. Non sapevo nulla, giuro, sono anni che non mi interesso più di queste cose…E non mi faccia aggiungere altro, lasci perdere.

Eh no, non può chiederci di lasciare perdere. Se ha qualcosa da dire, lo faccia ora.

Sono più di trenta anni che sono qua in Svizzera. Tutto ebbe inizio una notte di inverno, eravamo in auto e stavamo tornando a casa dopo un turno di notte. Ed in quella occasione mi annunciò: vado in pensione e mi dedico al calcio, mi ha già contattato una grossa squadra del Nord. Inutile dire che si trattava della Juventus.
Io ovviamente non lo scoraggiai, anzi “se è quello che vuoi –gli dissi- io sono pronta a seguirti anche in capo al mondo”.

Allora lei è complice, lo ammette?

Complice? Stia attento, qui parte la querela. Mi disse: sai, non so se c’è spazio per entrambi, tu fammi andare da solo all’inizio e vedo se pure senza di te riesco a creare un meccanismo che assicuri un futuro roseo a noi ed ai nostri cari. In quei giorni era scomparso un vecchio zio di Luciano, lasciandogli in eredità una casetta ed una fabbrica di orologi in Svizzera. Mi propose di occuparmene ed io accettai.

Ci vuole dire che non sente Luciano da anni?

L’ultima volta sarà stata una decina di anni fa. Mi fece cercare, voleva propormi di entrare in società con lui in una fabbrichetta di cellulari ma io, un po’ per orgoglio e un po’ per gli acciacchi dell’età preferii non rimettermi in gioco. E da allora né io ho cercato lui né lui ha cercato me.

Fino a ieri…

Già, ieri. A quanto pare si è ricordato di me, dopo tutti questi anni

Quindi nessuno l’ha rapita e non esiste un caso “anima di Moggi”?

Esiste il caso di una povera anima abbandonata al suo destino in un paese straniero. Spero proprio che la giustizia faccia il suo corso, e chi ha sbagliato paghi…

C’è un messaggio che vuole mandargli?

Gli auguro di sentirsi un giorno in pace con la propria coscienza. E di invecchiare in serenità.

E lei? Che farà?

Non lo so. Per adesso mi godo l’estate svizzera. Seguirò le vostre vicende, vedrò quello che la giustizia deciderà. E chissà, un giorno magari lo raggiungerò e passeremo assieme gli ultimi anni… in fondo i vecchi amori non si scordano mai

Ce ne torniamo in Italia con uno scoop in mano, ma un po’ rattristati. Lo scenario che ci aspetta in Italia certo non è quello che avremmo voluto trovare: il calcio, lo sport più amato, che fa sognare e piangere migliaia di persone, è in declino.
Mentre la giustizia sportiva sta facendo il suo corso, giornali e televisioni mettono in scena veri e propri processi mediatici con accusa (tanta) e difesa (poca). Lo spettacolo è a dir poco nauseante.
Tutti quelli che fino a ieri si definivano amici oggi non esitano a scagliarsi contro quello che oramai è stato indicato come unico colpevole – o comunque come supremo capo – di tutto: Luciano Moggi.
Non vogliamo dire che Moggi è innocente ma nemmeno vogliamo scagliarci contro di lui. Esiste una magistratura sportiva che sta facendo il suo corso; ci auguriamo sia breve ed equo e chi ha sbagliato paghi; fino a che non ci sarà però una certezza di colpa vogliamo continuare a considerare Moggi un uomo come tutti gli altri, con gli stessi diritti e gli stessi doveri. Se ha sbagliato, che paghi. Ci uniamo dunque al pensiero della sua anima: anche lui ha il diritto, un giorno, di riunirsi a lei per trascorrere in pace con se stesso gli ultimi anni di vita. Le lacrime di ieri, in fondo, non sono che la dimostrazione di tutta la sua fragilità interiore.

C.T.

Pubblicato in : Primo piano

Info Redazione Pensalibero.it

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. ramon de castagno

    20 Maggio 2006 alle 15:27

    Complimenti per lo scoop di pensalibero. Perchè non provate a farne altri, andando ad intervistare altre anime: di Carraro, di Bergamo e Pairetto, di Della Valle e chissà quante altre di giornalisti, allenatori, calciatori, arbitri, etc. Certo, non saranno tutte in Svizzera, forse qualcuna anche più lontano…

    Rispondi
  2. Aldone Biscardo

    16 Maggio 2006 alle 17:45

    Luciano è un grande amico di Bensalibbero e in una delle prossime uscite ci rivelerà altri redroscena di questa indricada vicenda che ha scolvolto tutto il mondo del calcio nostrano e non. Debbo, poi, ringraziare Luciano, per la sua proverbbiale schiettezza e sinceridà con cui angora una volta a voluto privileggiare gli amici di sembre e dare in anteprima queste sgonvolgenti notizie. Oggi, con guesto staoria, non finisge solo un capitolo, ma l’indera storia del galcio in Idalia, che speriamo ridrovi i valori e le energie ber risollevarsi e ripardire più forde e più meglio che pria.
    Un garissimo saluto a Luciano e a tutti gli spordivi, dal vostro Aldone Biscardo

    Rispondi

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