
(fonte Wikimedia Commons)
Il Senatore Alfredo Mantovano – sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai Servizi ed alla Cybersecurity – nel suo intervento conclusivo al Seminario alla Luiss (introdotto dal Professor Giovanni Orsina Direttore della School of Government) ha raccolto alcuni interessanti stimoli formulati dal Generale Mario Mori nella sua relazione.
In particolare il Senatore Mantovano ha condiviso con Mori la necessità di: “una migliore articolazione organizzativa soprattutto nel settore economico-finanziario”, senza per questo costituire nuovi organismi, ma rafforzando e migliorando l’organizzazione di quelli esistenti” .
Nel suo discorso il Generale Mori – prendendo spunto da antiche memorie bibliche – aveva, infatti sottolineato quanto sia importante per il destino di un popolo conoscere e prevedere le strategie dei maggiori attori economici con cui è costretto a misurarsi.
Purtroppo da noi non è stato così. Negli ultimi trenta anni in Italia una visione politica ingenua (e al tempo stesso opportunistica) della globalizzazione ha messo in ombra la rilevanza dell’ intelligence economica come bussola fondamentale per le politiche di sicurezza nazionale e per le strategie di crescita del sistema paese.Sono passati ormai dieci anni dall’ acquisizione cinese di consistenti pacchetti azionari di Pirelli e di CDP RETI (Terna, Snam e Italgas). E da quando – sempre all’inizio dello scorso decennio (era il maggio del 2013) Invitalia – in coordinamento con l’ allora vice Ministro del MISE Carlo Calenda – ha organizzato una missione in Italia della China Development Ban.
https://www.invitalia.it/chi-siamo/area-media/notizie-e-comunicati-stampa/investimenti-italia-cina-si-apre-una-nuova-fase
Segnalo che questa missione ha gettato le basi di numerosi accordi di collaborazione nei settori più svariati. Alla fine del 2019 erano presenti in Italia 405 gruppi cinesi con partecipazioni in 760 imprese italiane
https://amp24.ilsole24ore.com/pagina/ADVQwD1
All’epoca della missione INVITALIA e China Development Bank (CDB) l’eventualità del potenziale conflitto con alcuni interessi nazionali dell’ Italia fu sostanzialmente ignorato. Su questa sottovalutazione conviene riflettere attentemente.
Per esempio il settore digitale e delle reti di telecomunicazioni era da tempo sotto attenta osservazione sia in Israele che negli Stati Uniti
https://www.gov.il/en/departments/news/spokecyber070811
https://www.commerce.senate.gov/2012/8/chairman-of-joint-chiefs-urges-senate-to-act-on-cyber-bill
In Italia, invece, questi allarmi pur fatti propri dall’intelligence a da alcuni – ristretti -gruppi accademici – non ebbero alcun seguito sul piano politico.
Un altro campo fondamentale dell’Intelligence Economica é da sempre l’energia.
Qui la radice dei rischi é precedente. Una data importante é certamente quella del 14 novembre 2006 quando L’ENI ottiene da Gazprom garanzie di forniture energetiche sino al 2035 ma in cambio ENI concede a Gazprom di entrare direttamente e indirettamente in Italia per la distribuzione del gas all’ingrosso e al dettaglio.
La libertà concessa al colosso russo Gazprom di distribuire il gas al dettaglio (per fare un solo esempio, nella riviera romagnola) é una lezione da non dimenticare e le sue implicazioni politiche e amministrative sui territori meriterebbero di essere studiata in profondità .
Anche su questo aspetto vi furono dei contributi importanti come quello risalente al 2014 dell’ex dirigente del SISMI Prof. Umberto Saccone che tuttavia è rimasto inascoltato.
Oggi almeno sul piano logico gli interessi nazionali italiani e europei convergono sull’obiettivo di ridurre la dipendenza energetica dalla Russia e quella digitale dalla Cina. Certo la politica con alle spalle una maggiore attenzione all’intelligence economica avrebbe potuto agire con maggiore prudenza e in funzione preventiva.Un secondo aspetto sollevato dal Prefetto Mori e raccolto dal Senatore Mantovano riguarda l’apertura di maggiori possibilità nel settore delle garanzie funzionali, un istituto pensato per esonerare da responsabilità penale i funzionari di Aise e Aisi che, nello svolgimento di operazioni per scopi istituzionali, debbano compiere azioni configurabili come reato.
Mantovano ha sottolineato che é un tasto “delicatissimo” ma che “va affrontato provando a rendere ancora più efficienti questi strumenti”, aggiungendo anche che sul piano cosiddetto “offensivo” c’è “del lavoro da svolgere”.
A questo proposito approfitto dell’occasione per riproporre per l’ennesima volta un tema molto complicato, ma mio avviso cruciale: come, quando e in che misura estendere le garanzie funzionali agli agenti operativi appartenenti a servizi alleati e collegati. Oggi gran parte delle operazioni che coinvolgono il servizio interno ed esterno hanno la necessità di cooperazione internazionale (talora anche sul piano operativo) per raggiungere i target prefissati. É sempre più difficile applicare agli operativi due Concludo richiamo all’attenzione un altro aspetto importante toccato dal Senatore Mantovano: pe l’autorità delegata “le università hanno funzione “rilevantissima” e il comparto dovrebbero dovrebbe rafforzare l’interlocuzione. A chi in divisa obietta sul “senso delle istituzioni”: “E chi lo dice che un’università non può educare al senso delle istituzioni?”.
Sotto questo profilo l’espansione del ruolo e delle funzioni didattiche, ma anche di ricerca e di analisi strategica della Scuola del DIS (su alcuni temi anche in collaborazione con il CASD) é determinante. Sotto questo profilo il rilancio della collaborazione multidisciplinare della Scuola con gli atenei italiani ( per esempio collegando economia internazionale e geopolitica) é una priorità operativa che il Senatore Mantovano ha fatto molto bene a sottolineare.
Marco Mayer

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