• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Ingiurie e contumelie all’ombra del berlusconismo
IL MURO CHE NON CROLLA

L’occasione persa degli ultimi 20 anni di Elio Di Caprio

di Elio Di Caprio | 15 Novembre 2009

Il berlusconismo rappresenta una fase di transizione che è destinata a lasciare il posto a equilibri e politiche più mature, meno urlate, che vanno predisposte senza scossoni ma con senso di responsabilità verso il Paese. Non siamo noi a dirlo, ma è l’organo ufficiale di Gianfranco Fini, il “Secolo d’Italia”, già quotidiano ufficiale del MSI e poi di AN. Bel compito e bella scommessa, ma nessuno sa cosa avverrà dopo. Sarà un’altra occasione persa?

Tutti pronti al dopo e nel frattempo il baccano e le ingiuriose contumelie, di cui ora si accorgono anche i vescovi italiani, non toccano solo maggioranza e opposizione, ma sono pane quotidiano all’interno della stessa maggioranza di governo dove da un anno e mezzo sembra svolgersi l’unica e vera dialettica possibile.

Il dotto(r) Sandro Bondi, Ministro della Cultura, ex comunista approdato alla corte del Cavaliere in tempi non sospetti se la prende con Gianfranco Fini e il suo ultimo saggio in cui- grave peccato di incoerenza e ingratitudine- il Presidente della Camera dimentica il suo passato fascista e non nomina Silvio Berlusconi a cui deve molto della sua carriera politica. Bondi arriva a dire che la parabola politica e culturale di Fini presenta una certa analogia con quella della tradizione comunista italiana. Insomma rispetto agli ex comunisti ed agli ex fascisti sopravvissuti alla storia, meno male che Berlusconi c’è.

Sarebbe Fini mai diventato Presidente della Camera se non avesse consentito alla strategia del predellino? E’ questo il suo punto debole e c’è qualcuno che sempre glielo ricorda, da Feltri a Bondi.
Vittorio Feltri nei giorni scorsi ha accusato di mentalità fascista il gruppo dei sodali di Fini che non cambiano mai nell’arroganza e nell’aggressività di sempre e ora si ergono contro il “feltrismo”, come loro lo chiamano, la quintessenza della (consimile) arroganza del giornalista d’assalto che vuole difendere il Cavaliere a tutti i costi anche insultando o ridicolizzando i compagni di strada dell’ex AN. Bella lite in famiglia, si potrebbe pensare, che dice più di quanto appare dai discorsi alati sulla fine delle ideologie e sul futuro a cui tutti devono aprirsi.

Le vecchie passioni diventano armi improprie per colpire gli avversari anche quando si tratta di celebrare il ventennale della caduta del muro di Berlino. Troppo facile accusare i comunisti. Pochi ricordano che quando fu eretto il muro di Berlino nel 1961, in piena guerra fredda, i governanti della Germania dell’est lo giustificarono e lo propagandarono come un grande muro antifascista nel mezzo dell’Europa. Proprio così.

Ma contro chi? Contro l’occidente fascista che aveva sconfitto Hitler? Non fa niente, i comunisti italiani – Bondi era uno di loro fino, lo era l’attuale capo dello Stato Giorgio Napolitano, lo era Massimo D’Alema che vorrebbe ora fare il Ministro degli esteri dell’UE con l’appoggio del governo- hanno creduto per quasi 40 anni alla favola e non hanno protestato, hanno digerito questo ed altro, anche cose più spiacevoli in nome dell’unità antifascista. Dobbiamo per questo togliere a Bondi il diritto di parola o negare cittadinanza politica a D’Alema?

Come si vede è facile superare a parole il passato, ma poi questo viene sempre rinfacciato e riproposto, ora anche all’interno della medesima coalizione di maggioranza.

Tutto è passato. Ce l’ha detto prima Walter Veltroni, ce lo dice Fini ora nel suo libro. Sono loro per primi a ripudiare per conto dei “noi” di sinistra e dei “noi “ di destra i totalitarismi e le dittature, sono contro tutti i muri ideologici, razziali, religiosi che ancora permangono in Italia e nel mondo, si schierano contro i regimi illiberali dell’Iran e della Corea del Nord, per il Tibet del Dalai Lama e contro gli attentati alla libertà che ancora avvengono in Russia e Cina, annunciano il verbo della tolleranza e della razionalità.

Ma basta quest’interesse extraterritoriale ad indicare nuove strade per l’Italia di sempre? Quello che non ci hanno spiegato è come mai dall’89, una volta spenti i conflitti ideologici per cause sopravvenute, siamo ancora alla ricerca della meritocrazia fatta a pezzi ben prima dell’89 e ci siamo adagiati nella mediocrazia di una classe politica ben più mediocre della precedente. Non ci hanno spiegato perché e come in questi venti anni gli interessi costituiti siano diventati ancor più precostituiti di prima e inaffondabili, perché le caste hanno reso ancor più immobile il Paese, perché le spinte centrifughe localistiche si sono rafforzate invece di essere riassorbite.

E’ una storia, la vera storia che non fa comodo raccontare perché troppi sono i responsabili per i problemi lasciati irrisolti all’ombra del berlusconismo che ha costituito finora il finto approdo di una transizione irrisolta.

Si può domandare ai giovani di non farsi fuorviare dai conflitti ideologici e forse non ce ne è più bisogno, ma alle prime prove concrete di un modo diverso di fare politica, più esemplare e più attento agli interessi generali, le illusioni vengono prontamente smentite. Chi riesce a spiegare perché una riforma della giustizia che si attende non da anni, ma da decenni, debba cominciare occasionalmente solo ora sull’onda di un processo originato da un conflitto d’interessi di Berlusconi mai risolto? Chi riesce a spiegare perché se una richiesta d’arresto, magari impropria ed esagerata, all’onorevole Cosentino del PDL gli impedisce di candidarsi a governatore della Campania e non dovrebbe a maggior ragione impedirgli di svolgere le sue attuali funzioni di sottosegretario all’Economia? Con quale criterio Cosentino è stato scelto per far parte della compagine di governo? Misteri.

Un istituto nobile e funzionale come quello dell’immunità parlamentare che corrisponde al dettato costituzionale dell’equilibrio tra poteri, per prevenire abusi, diventa improponibile perché sembra una protezione di casta proprio in questo momento quando su tutti i blog e i sondaggi di opinione la grande maggioranza dei cittadini si esprime in maniera contraria. Meravigliarsi?

E’ vero che alle nuove generazioni dicono poco i conflitti ideologici di una volta, ma quale è il nuovo messaggio che si vuol dar loro cominciando a sconfessare la legittima aspettativa che i primi a dare l’esempio debbano essere quelli che ci governano e l’intera classe politica?

Elio Di Caprio ( da Terza Repubblica – giornale on line di Società Aperta )

Pubblicato in : Primo piano

Info Elio Di Caprio

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti