Abbiamo tutti visto in televisione i bambini di Idlib. E ci siamo giustamente indignati. Bisognava reagire. Qualcuno lo ha fatto. E tutti a battergli le mani. Ammesso e non concesso, fino a prova contraria che sia stato punito il vero colpevole e che il diritto di punire non spetti all’Onu- incapace di fissare delle regole in materia- ma a chi se la sente di esercitarlo.
Intanto, però, negli stessi giorni, nella stessa area geografica, qualcuno, che non è il solito “populista” ma l’Organizzazione mondiale della sanità, denunci il fatto che gli aiuti alimentari e sanitari destinati non a centinaia ma a centinaia di migliaia di yemeniti siano bloccati nei porti dai “liberatori” sauditi con il rischio di una carestia di massa dalle proporzioni catastrofiche; mentre zio Sam, sostenitore dei sauditi, guarda dall’altra parte. Su questo nè un rigo nè una lacrimuccia. Così come avvenne quando Saddam Hussein gassò migliaia di curdi.
Lontani dagli occhi, lontani dal pianto. Così come avvenne con l’Isis: una faccenda banale e tutta interna ai selvaggi, quando conquistava mezza Siria e mezzo Iraq, uccidendo a man salva; il pericolo n.1 quando comparvero le immagini degli ostaggi occidentali.
Lontani dagli occhi lontani dal pianto. Come avviene quando non si sopporta la vista del bimbo morto in mare davanti alle nostre coste e, nel contempo, si firmano accordi con gli stati arabi e/o africani per trattenere i migranti a casa propria e con
sistemi che è facile immaginare ma da cui distogliamo pudicamente gli occhi.
Perchè tutto questo ? Colpa del grande Fratello annidato in qualche ufficio di New York ?
Colpa di un particolare disegno politico o di qualche governo ?
Magari fosse così: perchè i complotti si scoprono e le politiche possono essere cambiate; mentre la mostruosa doppia morale per cui i diritti umani- primo tra i quali quello di non essere uccisi- valgono solo se riguardano i Nostri è assai più difficile da debellare e rischia, questo sì, di portarci alla catastrofe.
Alberto Benzoni (da facebook)

Lascia un commento