
Il 3 ottobre la polizia indiana ha fermato diverse persone, durante la seconda giornata di proteste a Mumbai e Nuova Delhi contro la revisione delle liste elettorali. La mobilitazione, promossa dal Cockroach Janta Party (CJP) e da altri gruppi di opposizione, contesta lo Special Intensive Revision (SIR), il processo di revisione e “purificazione” delle liste elettorali accusato dai manifestanti di favorire il partito del premier Narendra Modi. Il CJP chiede inoltre le dimissioni del commissario elettorale capo, Gyanesh Kumar, finito al centro delle polemiche dopo che la scorsa settimana un articolo del quotidiano Indian Express ha denunciato irregolarità nel processo. Secondo quanto riferito da testimoni a Reuters, alla protesta hanno partecipato anche il deputato indipendente Kapil Sibal, la presidente dell’organizzazione studentesca di sinistra “All India Students’ Association” Neha Bora e gli attivisti politici Prashant Bhushan e Yogendra Yadav. Nuove mobilitazioni sono in programma per i porssimi giorni. Le manifestazioni rappresentano l’ultima di una lunga serie di proteste che ha ricevuto ampio sostegno della Generazione Z. Sabato, circa 100 manifestanti hanno rimosso le barriere di sicurezza ripetendo slogan contro Kumar, prima che la polizia ne fermasse alcuni con la forza.
Cina apre inchiesta antidumping sull’Ue alla vigilia dei colloqui commerciali di Pechino
Il ministero del Commercio cinese ha avviato sabato un’indagine antidumping sul p-nitrotoluene importato dall’Unione Europea, una settimana prima che il commissario al Commercio Maros Sefcovic arrivi a Pechino, l’8 ottobre, per co-presiedere la prima sessione del Consiglio per il Commercio e gli Investimenti Ue-Cina, che coincide con la scadenza fissata da Bruxelles a giugno per i primi risultati tangibili del dialogo con Pechino. La mossa cinese, formalmente richiesta da produttori nazionali che lamentano danni alla produzione, riguarda un prodotto chimico usato nella fabbricazione di coloranti, farmaci e pesticidi e viene letta come un segnale di pressione in vista dei negoziati. Bruxelles chiede a Pechino di contenere le esportazioni verso l’Ue e prorogare la tregua sulle terre rare, mentre il deficit commerciale europeo con la Cina corre a un miliardo di euro al giorno. La Commissione europea ha aperto 30 inchieste di difesa commerciale nell’ultimo anno, quasi il triplo del ritmo consueto, mentre le importazioni cinesi nell’Ue sono cresciute del 45% in cinque anni. Sefcovic ha avvertito che senza risultati concreti da mostrare ai leader europei, che si riuniscono a Bruxelles il 15 e 16 ottobre, “l’interesse politico si sposterebbe verso misure più severe”.
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