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Incredibile ma vero

Sembra impossibile ma si può morire di voragine. Un buco segnalato e lasciato aperto da due anni. E che dire delle strade intasate perché non si è mai spostato il trasporto merci su ferro?

di Fabrizio Binacchi | 18 Marzo 2018

Di voragine si muore. Di buche si può morire. Incredibile ma vero. E’ successo a Genova dove un anziano è caduto in una voragine, creata dall’alluvione di due anni fa, segnalata ma mai riparata. Un buco, un grosso buco lasciato lì. Se vi pare normale! Qui più che di leggi e regolamenti ci sarebbe bisogno di buon senso.  Qui ci sta quel luogo comune del giornalismo che di solito ai corsi per praticanti di Fiuggi indico come espressione stereotipata e quindi il contrario di una frase giornalisticamente croccante. Per pesarla si può provare un esercizio con il senso contrario: incredibile ma falso. L’incredibile e falso sarebbe forse più notizia. Ma questo è un altro conto.

Il fatto è che siamo pieni di buche e voragini, siamo pieni di frane e smottamenti, siamo geologicamente fragili e instabili, e ci trastulliamo più o meno beatamente, salvo eccezioni, tra ponti da organizzare e gite da inventare come se il nostro territorio fosse un paradiso terrestre. Invece le colline franano, i fiumi esondano, i ponti crollano, il nostro territorio –diciamocelo- è da molte parti geologicamente  un inferno.

Incredibile ma vero che dopo il gelo e le nevicate le strade e le autostrade siano da rammendare e restaurare e tutti si lamentano perché si chiudono tratti di autostrade e si fanno cantieri procurando code di chilometri e chilometri. Dai 5 ai 10. E’ avvenuto negli ultimi giorni, nell’ultima settimana in particolare,  dalle nostre parti:  sull’Appennino tratto A1 Panoramica chiuso dalle 8 alle 18 per rifare l’asfalto con i caselli ermeticamente chiusi in direzione Firenze. Meno male che c’è ora la Direttissima. E’ avvenuto, sempre dalle nostre parti, sulla più che mai trafficatissima Autostrada del Brennero tra Nogarole Rocca e Pegognaga, dove per un cantiere ci sono (stati) costantemente dai 4 ai sei chilometri di coda , auto e camion fermi come in garage. E con ripercussioni sulle statali e provinciali vicine visto che in quel tratto la Brennero supera il fiume Po, e quindi il traffico ha ripiegato (nel vero senso della parola) sul ponte di Borgoforte  o sul fragiletto ponte di San Benedetto.

A proposito, questo Paese delle buche avrebbe subito il suo bel da fare a mettere in fila i ponti e i cavalcavia da restaurare, ricostruire, rinforzare. Secondo una recente statistica sarebbero più di 5000, dicesi cinquemila. Prima che venga giù la prossima arcata prima che ceda il prossimo pilone. Mica bazzecole.

Non chiamateci Cassandra, commentiamo solo quel che è avvenuto cercando di mettere in guardia perché chi  di dovere non lo faccia riaccadere.  Incredibile ma vero, con 50 anni di autostrade alle spalle capita ancora che un automobilista prenda uno svincolo al contrario e si trovi in senso di marcia opposto rispetto al flusso del traffico. E’ accaduto  nonostante segnali stradali giganteschi alle uscite e agli imbocchi autostradali con colori da allarme nucleare. E’ accaduto la settimana scorsa sulla A 14 tratto Bologna Fiera A13 con un veicolo che andava contromano e l’invito a tutti gli altri a mettersi sulla destra  ed evitare lo scontro. Brivido.

Incredibile ma vero: nelle fasce dell’alba e del tramonto le autostrade anche a 4 corsie sono piene di traffico, anche pesante e molto pesante. E molti si stupiscono.

Noi andiamo sempre su gomma, le merci nonostante i piani varati ed auspicati invece di andare su ferro e su acqua vanno anche loro su gomma, il risultato è che siamo tutti lì tra guard rail e new jersey tra corsie di marcia e corsie di sorpasso a sperare che tutto finisca prima o poi. Condanna della modernità, destino dell’incredibile ma vero. Fino alla prossima notizia più incredibile delle altre.

 

 

Fabrizio Binacchi

 

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: anni, bologna, buon senso, espressione, firenze, genova, notizia

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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