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E se non ci fosse stato Renzi?

Se al posto di Renzi ci fosse stato Bersani o D’Alema, Speranza o Fratoianni, Calenda o Landini il risultato sarebbe stato più o meno lo stesso.

di Mario Rigli | 18 Marzo 2018

La debacle del Pd è attribuita universalmente a Renzi, alla sua supponenza, alla sua arroganza, alla sua antipatia. Molti meno hanno fatto riferimento ai risultati, veri o presunti del suo governo e del successivo di Gentiloni. Quasi nessuno ha fatto riferimento al “vento” che spira da un pezzo in tutto il mondo.
Ed è un vento che spira forte, che spazza tutto, che fa proseliti ovunque, dall’America all’Europa.
Questo vento è il “Populismo”.
A volte con l’accezione positiva come ad indicare “popolare”, altre con l’accezione negativa che il termine è andato assumendo nel tempo.
Populismo è una parola enantiosemica, che ha cioè due significati opposti.
Da quando è nato in Russia definendo il movimento culturale più che politico che tendeva ad un qualche socialismo rurale in contrapposizione al burocratismo zarista e all’industrialismo dell’Occidente è andato via via assumendo il significato di demagogia esasperandone anche certi contenuti.
Populismo oggi significa “Degenerazione della democrazia, per la quale al normale dibattito politico si sostituisce una propaganda esclusivamente lusingatrice delle aspirazioni economiche e sociali delle masse, allo scopo di mantenere o conquistare il potere”.
E’ questo il significato scolastico di demagogia e populismo.
Per una lettura capillare del fenomeno consiglio “Italia populista. Dal qualunquismo a Beppe Grillo” di Marco Tarchi.
Tutto il mondo ha conosciuto e conosce questo fenomeno. Peron e molti paesi latino-americani, il maoismo, la Corea del nord, sotto certi aspetti Putin e la Russia, la Turchia .
L’Italia dagli anni 40 con Guglielmo Giannini ha sempre avuto questo fenomeno più o meno sempre. Populisti erano certi aspetti della Democrazia Cristiana, del Craxismo, populista era ed è interamente il Berlusconismo, lo è stata la Lega di Miglio e Bossi.
In questi ultimi anni si è accentuato in tutto il mondo e naturalmente in Italia.
Ma quel vento spira più impetuoso, è diventato più subdolo da una parte, più devastante dall’altra.
Totalmente populisti sono il Movimento 5Stelle e la Lega di Salvini.
Si dice da una parte di abbandonare ideologie che si considerano obsolete, si afferma di non essere né di sinistra, né destra, anzi si nega che esistano addirittura, si considerano spazzatura i partiti del novecento. Dall’altra si ritorna a categorie economiche e sociologiche che sembravano sconfitte per sempre: sciovinismo, razzismo, protezionismo, assistenzialismo sfrenato, xenofobia, individualismo sfrenato, sovranismo.
Tutto questo insieme ad un crepuscolare ritorno all’indietro nelle conquiste del pensiero.
Umanesimo, Illuminismo, razionalismo sembrano essere cancellati di colpo da una passata di spugna.
Si mettono in dubbio conquiste scientifiche ormai assodate, si attribuisce a fantomatiche organizzazioni il controllo delle decisioni del mondo.
Quindi No-Vax, scie chimiche, microchips sotto pelle, lo sbarco sulla luna è una bufala, le torri gemelle una montatura.
Tutto questo con una abile padronanza della Rete, quindi fake, news, bufale e via. Ma questo disegno in qualche modo ha anche una sorta di ideologia dietro. Si teorizza e si auspica un futuro a tinte fosche, un futuro prossimo che prevede miliardi di morti e la terza guerra mondiale. Basta pensare alla teorizzazione di Gaia e di Earthlink che Nostradamus e il Conte di Cagliostro appaiono come crocerossine ingenue.
Il populismo gratta dove prude semplicemente ed individuare dove prude o sembra prudere alla popolazione è relativamente facile con i mezzi di oggi. E anche facile è prevedere quando il prurito si sposta in altre parti del corpo o determinare un prurito artificiale per poi grattarlo accuratamente.
Ma la domanda iniziale mi direte cosa c’entra?
Per questo vento che si è cercato di definire, tutti i partiti socialdemocratici, tutte le formazioni aderenti al Pse in Europa sono quasi ovunque minoranza nei rispettivi stati. Il labour party in Inghilterra, l’Spd in Germania, lo Psoe in Spagna, i partiti socialisti i Francia. Poche superano in percentuale la quota che il PD ha ottenuto alle ultime elezioni in Italia.
E allora probabilmente nonostante le scissioni della sinistra più radicale, nonostante le antipatie personali, io credo sinceramente che qualunque fosse stato il leader del Partito Democratico in questa tempesta perfetta il risultato sarebbe stato più o meno lo stesso,
Se al posto di Renzi ci fosse stato Bersani o D’Alema, Speranza o Fratoianni, Calenda o Landini il risultato sarebbe stato più o meno lo stesso.
Il problema è che i valori della sinistra, della socialdemocrazia non sono e non possono essere negoziabili. Sono valori irrinunciabili, dei quali è impossibile fare a meno.
Non resta che aspettare che l’Umanesimo nasca di nuovo e cresca, che l’Illuminismo riprenda vita e vigore. Non c’è che aspettare cercando di umanizzare e illuminare.

Mario Rigli

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, berlusconismo, bersani, bossi, demagogia, democrazia, elezioni, europa, francia, futuro, germania, governo, guerra mondiale, italia, labour party, lega, mondo, movimento, nato, organizzazioni, partito democratico, pd, populista, pse, putin

Info Mario Rigli

Nato a Terranuova Bracciolini il 7-7-49. Si è occupato di poesia e narrativa da sempre. Ha partecipato, con importanti riconoscimenti, a numerosi premi letterari nazionali e internazionali. Nel corso del 1985 ha pubblicato il volume di racconti “Laurine” presso l’Editore “La Ginestra” di Firenze, ha ottenuto la targa di rappresentanza alla decima edizione del Premio Casentino, il Primo Premio Assoluto al “Cardo d’Argento”, il 1° assoluto a Concorso Internazionale “Natale di Pace” a Roma. Per il complesso della sua attività gli è stato conferito il riconoscimento “Gli Etruschi” a Roma. Nel 1986 ha conseguito il Premio Speciale “Trofeo delle Nazioni” a Roma, il 2° ex-aequo per la poesia al concorso “Federico Garcia Lorca” , il 6° premio per la narrativa alla XVI edizione del premio “San Valentino” di Terni, il Trofeo di Rappresentanza alla undicesima edizione del “Casentino”, il 5° ex-aequo per la poesia al premio “Città di Cava”: Nello stesso anno gli è stato conferito il riconoscimento “I Protagonisti”. Nel 1995 ha pubblicato la raccolta poetica “Immaginato nettare” con l’editore carta verde e nel 1998 la raccolta poetica “A ticket to hell” a due mani con il figlio Filippo sempre per l’editore Carta Verde. Suoi lavori recenti sono “Schegge di Luna” pubblicato in arabo nel 2013 ad Amman in Giordania traduzione e prefazione del poeta e traduttore Nizar Sartawi. Una pubblicazione a Mombay sempre nel 2013 in lingua hindi da parte della poetessa e traduttrice Vijaya Kandpal. La traduzione e la prefazione per il poeta arabo candidato al nobel per la poesia Munir Mezyed del volume “Le uve della vigna del cielo” pubblicato in Italia da Albatros nel 2011. Ha partecipato come unico autore italiano alla antologia poetica internazionale “The second genesis” pubblicata a Waipur India. Nel 2014 è stato coautore del libro “Intelligenze per la pace” insieme a Gianmario Lucini per le edizioni CFR. Nel 2014 ha scritto la prefazione e illustrato il libro “Le luci del Pratomagno di Ulisse Giovannuzzi. Nel 2015 ha scritto la postfazione del volume : “Storia di una mattonella di graniglia” di Fernando Poccetti. Nel 2016 ha tradotto in Italiano e ha fatto la prefazione per il volume “The birth of a poet” del poeta libanese Mohammad Ikbal Harb edito da Inner Child Press (Usa) e ha partecipato con sue poesie alle antologie internazionali “Morocco” e “Aleppo” sempre edite da Inner Child. Nel 2017 si è tenuta una sua retrospettiva nella sala del Consiglio Comunale di Terranuova Bracciolini, di pittura, scultura, poesia, narrativa e musica di quarant’anni del suo lavoro. Nel novembre del 2017, come paroliere è uscito il suo CD “Poesie in Musica” musicato, arrangiato e cantato da Fabio Martoglio. Le sue poesie sono tradotte in inglese, francese, spagnolo, portoghese, macedone, russo, arabo, hindi, pagasinian, tedesco . Suoi racconti e poesie sono presenti in antologie e riviste. Come pittore e scultore ha partecipato a moltre mostre regionali e nazionali.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Mario Rigli

    21 Marzo 2018 alle 10:05

    D’accordo Carlo Guidetti

    Rispondi
  2. Guidetti Carlo

    20 Marzo 2018 alle 08:34

    Condivido l’analisi. Vorrei però una condanna nei confronti di chi, senza rispetto per il dialogo democratico, si è permesso di condannare il Segretario, dicendo che è arrogante, nel senso di persona che vuol far sentire la sua superiorità (Treccani). Chi condanna Renzi, senza rispetto per il Congresso, crede che democrazia consista nell’essere tutti uguali, mentre uguali sono i diritti e i doveri. Renzi è un ottimo politico, un fantastico oratore; è mille volte superiore a Bersani, D’Alema, Speranza e a tutti quelli che se ne usciti dal PD per puro odio, per complesso d’inferiorità. Capisco l’odio da parte degli avversari politici, ma non da questi invidiosi che giustificano il livore, l’invidia, dicendo che è arrogante.

    Rispondi

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